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2012 le profezie Maya e la mistificazione delle Americhe – 06

Posted on 26/05/2011 by Miguel Martinez

Maya Fox o come educare le Winx al 2012

Appena in tempo per Halloween del 2009, esce il libro Maya. Il quadrato magico. La seconda puntata della storia di Maya Fox, una diciassettenne che porta tre tatuaggi – un fiore di loto per Ra, il dio solare egizio; in fondo alla schiena, una stella a quattro punte,un simbolo magico per gli indiani delle praterie nordamericane” e sotto l’orecchio, una spirale:

Un movimento, aveva letto da qualche parte, che per i Celti rappresenta la dea della Vita e la strada da seguire per entrare in contatto con se stessi.

La chiave di lettura di un’intera epoca storica sta nelle parole, “aveva letto da qualche parte”.

In pochi giorni la ragazza si trova catapultata in una realtà in cui i morti le parlano, un serial killer la insegue e il suo fidanzato sembra invischiato in una setta satanica. Come se non bastasse, ecco la rivelazione peggiore di tutte: è lei l’unica e sola Predestinata in grado di impedire la fine del mondo, segnata da un’antica profezia per il 21 dicembre 2012. Riuscirà Maya a fermare l’Apocalisse, prima che il killer fermi lei?

Maya Fox, “la predestinata”, ha il compito di impedire la fine del mondo:

indù e Maya, fissano la fine del tempo nella stessa data, quel 21 dicembre 2012, di cui parlano anche antichi Egizi e cinesi.

Maya Fox è un prodotto multiforme, gestito dalla Rainbow S.p.a. di proprietà del sacerdote Don Lamberto Pigini. Accanto al libro pubblicato dalla Mondadori, Don Lamberto ha creato una rete di marketing, che comprende anche una rivista (anzi, una magazine) che presenta Sex files: la mappa con i punti hot di lui“, il quiz eros e massaggicon un premio di 1500 euro di spesa alla Rinascente (“il paradiso delle fashion victims”).

Il libro pare che sia stato scritto soprattutto da una docente dell’Università Cattolica di Milano, Silvia Brena, già direttrice di Cosmopolitan, vicedirettrice di Io Donna e collaboratrice di Donna Moderna. Ma la pubblicità punta sul coautore, Iginio Straffi, noto in 130 paesi come il creatore delle Winx:

Straffi, che tiene molto al fatto che le sue creature siano portatrici di valori sani, spiega la storia di un cartone che piace ai piccoli e rassicura i grandi e racconta la sua storia di giovane-adulto visionario e concreto, che crede in Dio e nei (suoi) sogni colorati, la storia di un successo commerciale che non ha bisogno di violenza e idiozie.

Innumerevoli siti descrivono Maya come la “sorella maggiore delle Winx o il lato oscuro delle Winx”. Infatti, il prodotto Maya nasce per estendere alle adolescenti un fenomeno finora riservato al Baby e kid marketing:

E se le Winx […] sono una potenza tra le creature nella fascia 5-12 anni […] Maya, che di cognome fa Fox, dovrà convincere i quindici-diciottenni, popolazione assai varia e, in genere, poco incline alla lettura.[1]

Maya Fox si incarna in Melita Toniolo, reduce dal Grande Fratello, che si presenta al Maya Fox Day di Aquafan di Riccione per raccogliere le pubescenti veterane dei Winx Day cui avevano partecipato nello stesso divertimentificio.[2]

I valori sani delle Winx, pose ammiccanti, reggiseni, consumismo e stregoneria spiritualista, garantiscono la migliore integrazione nel flusso globale:

Tu sei fortissima
combatti contro i demoni insieme a noi
ora sai
che puoi essere tutto ciò che vuoi
una Winx
Oggi è vacanza
possiamo fare ciò che vuoi
Un pò di shopping
Diamo una grande festa e poi
domani a scuola
saremo ancora insieme noi
tra le pozioni e la magico fisica

Le Winx rappresentano il primo marchio in tutta Europa per riconoscibilità. Sono il prodotto maggiormente concesso in licenza d’Italia, appaiono nelle merendine della Ferrero o abbinate al menù per bambini Happy Meal della McDonald, per non parlare delle cinquanta milioni di figurine vendute dalla Panini, dei gioielli (veri), dello spumante analcolico (contenente, secondo i critici, una sfilza di additivi tutt’altro che salutari), delle fotocamere digitali o degli orologi da polso “per assicurarsi la presenza delle Winx in ogni momento della giornata”. Il film delle Winx è stato il film di animazione non statunitense più visto di tutti i tempi: 420.000 spettatori in un solo fine settimana.

Il format (si dice così) delle Winx ci presenta sei fatine, multirazziali ma monoculturali, extraterrestri addirittura ma totalmente integrate nella società moderna:

“Al successo delle fashion doll si affianca quello della linea di abbigliamento. Winx Club è stato infatti sempre concepito come un marchio molto fashion e al passo con la moda. Non è un caso infatti che disegnatori Rainbow abbiamo lavorato a braccetto con stilisti moda per creare il look delle fate di Alfea e un vero e proprio guardaroba di cambi d’abito.”

Note:

[1] “Maya, sorella maggiore delle Winx alla conquista degli adolescenti” di Alessandra Rota (27 ottobre 2008)

[2] Il 26 luglio del 2001, i giornali riportarono l’avvistamento di strane impronte nel parcheggio di Aquafan, attribuite a presenze extraterrestri. Il Centro Ufologico Nazionale promise di mandare subito i propri esperti. Il 28 luglio, l’assessore al turismo di Riccione dichiarò che lo sbarco degli alieni a Riccione era stata una trovata pubblicitaria del comune stesso. Le agenzie stampa riferiscono che “l’assessore Tura, dopo aver precisato che l’iniziativa promozionale era stata organizzata in accordo con la proprietà di Aquafan, ha annunciato che in viale Ceccarini si possono già incontrare alcuni finti alieni.”

(continua…)

(alla prima parte)

Print Friendly This entry was posted in newage, spiritualismo e neospiritualismo and tagged 21 dicembre 2012, Alessandra Rota, alieni, apocalittica, Aquafan di Riccione, Baby e kid marketing, capitalismo, Celti, Centro Ufologico Nazionale, Cialtroni e gente strana, Cosmopolitan, Don Lamberto Pigini, Donna Moderna, extraterrestri, giornalisti cialtroni, Grande Fratello, Halloween, Happy Meal della McDonald, Iginio Straffi, imprenditori, Io Donna, Italia, Jeune Fille, libro Maya Il quadrato magico, Maya, Maya Fox, Maya Fox Day, media, Melita Toniolo, merendine della Ferrero, Messico, Miguel Martinez, mundus imaginalis, nativi americani, Profezia Maya, Profezia Maya del 2012, Rainbow S.p.a., Riccione, riflessioni sul dominio, setta satanica, Silvia Brena, società dello spettacolo, spiritualismo, ufologia, Università Cattolica di Milano, Winx. Bookmark the permalink. ← Scontro di civiltà il 12 e 13 giugno Ruba la Divina Commedia, acciuffato da due garagisti →

369 Responses to 2012 le profezie Maya e la mistificazione delle Americhe – 06

  1. Riccardo Giuliani says: 26/05/2011 at 1:18 pm

    Ho il voltastomaco.

    Reply
  2. Pingback: 2012 le profezie Maya e la mistificazione delle Americhe – 06 - Kelebek - Webpedia

  3. roberto says: 26/05/2011 at 2:17 pm

    La chiave di lettura di un’intera epoca storica sta nelle parole, “aveva letto da qualche parte”

    mica puoi mettere le note a pié di pagina su un tatuaggio :-)

    Reply
  4. Io non sto con Oriana says: 26/05/2011 at 3:21 pm

    Miguel Guillermo Martinez Ball ha scoperchiato un altro calderone di deliri.

    Reply
  5. Marcello Teofilatto says: 26/05/2011 at 4:15 pm

    Che abbiano a che fare anche con lo “spumante analcolico” è già più che sufficiente per diffidare :-).
    Saluti da Marcello Teofilatto

    Reply
  6. Francesco says: 26/05/2011 at 5:14 pm

    “una docente dell’Università Cattolica di Milano, Silvia Brena, già direttrice di Cosmopolitan, vicedirettrice di Io Donna e collaboratrice di Donna Moderna. ”

    ecco, adesso sono pronto al 2012, nel senso che auspico un veloce arrivo della Fine del mondo.

    anzi, direi che siamo pure in ritardo

    PS x Miguel, non so se hai notato ma il benessere dei rom è diventato il primo tema “concreto” della campagna elettorale per il comune di Milano, alla pari con la moschea. A questo punto mi aspetto mirabilie dal sindaco progressista da 800.000 euro l’anno compagno Pisapia, roba da votarlo pure io nel 2016!

    Reply
  7. Moi says: 26/05/2011 at 9:03 pm

    Ma con gli Alieni bisogna comunicare in Romagnolo ? :-)

    Reply
  8. Moi says: 26/05/2011 at 10:07 pm

    @ PinoMamet :

    Certo che certo immaginario è immaginato … ma siccome piace “diviene” in un passato immaginato che crea i “miti identitarii” (v.di Mircea Eliade), spero di non attirarmi fatw’e ;-) :-) ma … anche la Umma Islamica è un “mito identitario” …

    Reply
  9. daouda says: 26/05/2011 at 10:15 pm

    http://www.youtube.com/watch?v=Q3L4spg8vyo&feature=related

    Reply
  10. daouda says: 26/05/2011 at 10:15 pm

    http://www.youtube.com/watch?v=Q3L4spg8vyo&feature=related

    Reply
  11. Moi says: 26/05/2011 at 10:51 pm

    http://pamle.blogspot.com/

    … ma per un Cacciatore d’ Immaginario ‘sto blog è una chicca succulenta !

    Reply
  12. mirkhond says: 26/05/2011 at 10:54 pm

    “Anche Freudscrisse che l’ Ebraismo pesca a piene mani dall’ immaginario simbolico mesopotamico precedente.”

    L’Ebraismo come religione trovò il suo compimento nell’esilio babilonese nel VI secolo a.C., e da questo ambiente non poteva non ricavare profonde suggestioni nel suo immaginario.

    Reply
  13. mirkhond says: 26/05/2011 at 10:56 pm

    … Però i “Codici da Vinci” si scrivono solo contro il Cristianesimo, probabilmente perché è dei tre il monoteismo naturaliter più incline alla secolarizzazione.

    No, perchè è il monoteismo oggi più indifeso, che vai a criticare apertamente Ebraismo e Islam, e vedi cosa ti succede….

    Reply
  14. mirkhond says: 26/05/2011 at 11:07 pm

    Monoteismo cristiano più indifeso anche e soprattutto al suo interno, per via di una crisi di identità che esplose dal Concilio Vaticano II, con la messa in discussione di tante certezze, prima ritenute parti essenziali della Fede, sebbene spesso fossero il frutto di un divenire storico, in altre parole precetti di uomini che però, nelle epoche in cui furono formulati e sviluppati, servivano a creare coesione e certezza intorno ad un dogma al vertice di un’intera società.
    ciao

    Reply
  15. Miguel Martinez says: 27/05/2011 at 6:11 am

    E’ interessante come la mia percezione della “questione celtica” sia piuttosto diversa, per due motivi:

    1) le mie origini anglo-irlandesi

    2) i miei interessi “esoterici” e affini (chiedo scusa a Jam e Daouda per la maniera molto vaga con cui uso questo termine)

    “Celtico” è una parola positiva, tra irlandesi e gallesi, da molto tempo; ma anche nel mondo inglese – la grande opera di Geoffrey di Monmouth è consistita nel trasformare Artù in un eroe di tutta la nazione.

    Le fantasie sui “Druidi di Stonehenge” e i primi movimenti “celtici” risalgono già al primo Settecento.

    In parallelo, in Francia, c’è tutto il tormentato movimento nazionale bretone, che già negli anni Trenta affiancava una gerarchia ufficiale di Druidi a militanti marxisti, anarchici, cattolici conservatori e altri ancora.

    Il movimento bretone – che rappresentava un gran numero di contadini particolarmente sfruttati e usati come carne da cannone – aveva chiaramente un gran bisogno di radici “nobili”.

    In Italia, Re Artù e il ciclo del Graal hanno rappresentato il ponte che ha permesso il passaggio al celtismo negli ambienti “esoterici”, con qualcuno che si rivolgeva ai testi gallesi: siamo ancora tra gente piuttosto colta, che quantomeno deve conoscere l’inglese e il francese.

    Qualche esoterista ha cominciato, credo solo allora, a trovare nei Celti degli antenati particolarmente adatti: evanescenti il giusto e molto “moderni” perché il pre-statuale può essere fatto somigliare al post-statuale dei nostri tempi.

    Il giro è quello dei gruppi “neopagani”, che spesso hanno contatti con l’estero.

    Si apre a Milano il primo “negozio celtico”, la Ceilt Siopa (vedo che esiste ancora!!), legato a qualche circolo neopagano.

    E negli anni Ottanta, si diffonde tutta una letteratura celticheggiante, in particolare grazie alle traduzioni delle opere di Jean Markale, un autore colto ma fantasioso, legato al movimento nazionalista bretone.

    Mario Borghezio è legato a un giro neopagano diverso, di persone che provengono dall’estrema destra e che cercano una nuova spiritualità non cristiana.

    Borghezio notoriamente entra nella Lega.

    Umberto Bossi di queste cose se ne frega, ma sa capire molto bene la potenza emotiva di certi simboli, soprattutto quando Borghezio gli fa vedere il film Braveheart.

    Solo allora, i Celti diventano “leghisti”; e poco dopo, con Internet, l’ingresso in massa in Italia di qualunque cosa giri per il mondo anglosassone.

    Reply




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    Maya Fox o come educare le Winx al 2012

    Appena in tempo per Halloween del 2009, esce il libro Maya. Il quadrato magico. La seconda puntata della storia di Maya Fox, una diciassettenne che porta tre tatuaggi – un fiore di loto per Ra, il dio solare egizio; in fondo alla schiena, una stella a quattro punte,un simbolo magico per gli indiani delle praterie nordamericane” e sotto l’orecchio, una spirale:

    Un movimento, aveva letto da qualche parte, che per i Celti rappresenta la dea della Vita e la strada da seguire per entrare in contatto con se stessi.

    La chiave di lettura di un’intera epoca storica sta nelle parole, “aveva letto da qualche parte”.

    In pochi giorni la ragazza si trova catapultata in una realtà in cui i morti le parlano, un serial killer la insegue e il suo fidanzato sembra invischiato in una setta satanica. Come se non bastasse, ecco la rivelazione peggiore di tutte: è lei l’unica e sola Predestinata in grado di impedire la fine del mondo, segnata da un’antica profezia per il 21 dicembre 2012. Riuscirà Maya a fermare l’Apocalisse, prima che il killer fermi lei?

    Maya Fox, “la predestinata”, ha il compito di impedire la fine del mondo:

    indù e Maya, fissano la fine del tempo nella stessa data, quel 21 dicembre 2012, di cui parlano anche antichi Egizi e cinesi.

    Maya Fox è un prodotto multiforme, gestito dalla Rainbow S.p.a. di proprietà del sacerdote Don Lamberto Pigini. Accanto al libro pubblicato dalla Mondadori, Don Lamberto ha creato una rete di marketing, che comprende anche una rivista (anzi, una magazine) che presenta Sex files: la mappa con i punti hot di lui“, il quiz eros e massaggicon un premio di 1500 euro di spesa alla Rinascente (“il paradiso delle fashion victims”).

    Il libro pare che sia stato scritto soprattutto da una docente dell’Università Cattolica di Milano, Silvia Brena, già direttrice di Cosmopolitan, vicedirettrice di Io Donna e collaboratrice di Donna Moderna. Ma la pubblicità punta sul coautore, Iginio Straffi, noto in 130 paesi come il creatore delle Winx:

    Straffi, che tiene molto al fatto che le sue creature siano portatrici di valori sani, spiega la storia di un cartone che piace ai piccoli e rassicura i grandi e racconta la sua storia di giovane-adulto visionario e concreto, che crede in Dio e nei (suoi) sogni colorati, la storia di un successo commerciale che non ha bisogno di violenza e idiozie.

    Innumerevoli siti descrivono Maya come la “sorella maggiore delle Winx o il lato oscuro delle Winx”. Infatti, il prodotto Maya nasce per estendere alle adolescenti un fenomeno finora riservato al Baby e kid marketing:

    E se le Winx […] sono una potenza tra le creature nella fascia 5-12 anni […] Maya, che di cognome fa Fox, dovrà convincere i quindici-diciottenni, popolazione assai varia e, in genere, poco incline alla lettura.[1]

    Maya Fox si incarna in Melita Toniolo, reduce dal Grande Fratello, che si presenta al Maya Fox Day di Aquafan di Riccione per raccogliere le pubescenti veterane dei Winx Day cui avevano partecipato nello stesso divertimentificio.[2]

    I valori sani delle Winx, pose ammiccanti, reggiseni, consumismo e stregoneria spiritualista, garantiscono la migliore integrazione nel flusso globale:

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    Il format (si dice così) delle Winx ci presenta sei fatine, multirazziali ma monoculturali, extraterrestri addirittura ma totalmente integrate nella società moderna:

    “Al successo delle fashion doll si affianca quello della linea di abbigliamento. Winx Club è stato infatti sempre concepito come un marchio molto fashion e al passo con la moda. Non è un caso infatti che disegnatori Rainbow abbiamo lavorato a braccetto con stilisti moda per creare il look delle fate di Alfea e un vero e proprio guardaroba di cambi d’abito.”

    Note:

    [1] “Maya, sorella maggiore delle Winx alla conquista degli adolescenti” di Alessandra Rota (27 ottobre 2008)

    [2] Il 26 luglio del 2001, i giornali riportarono l’avvistamento di strane impronte nel parcheggio di Aquafan, attribuite a presenze extraterrestri. Il Centro Ufologico Nazionale promise di mandare subito i propri esperti. Il 28 luglio, l’assessore al turismo di Riccione dichiarò che lo sbarco degli alieni a Riccione era stata una trovata pubblicitaria del comune stesso. Le agenzie stampa riferiscono che “l’assessore Tura, dopo aver precisato che l’iniziativa promozionale era stata organizzata in accordo con la proprietà di Aquafan, ha annunciato che in viale Ceccarini si possono già incontrare alcuni finti alieni.”

    (continua…)

    (alla prima parte)

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