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Recensione: Arabesque - Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! Anche oggi vi terrò compagnia con una nuova recensione. Oggi vi parlerò di una delle ultime uscite Longanesi, che ringrazio ancora per la copia e la disponibilità. Sicuramente avrete indovinato (anche perchè c'è scritto nel titolo), vi parlerò dell'ultimo libro di Alessia Gazzola, Arabesque, sempre della serie con protagonista Alice Allevi.
Arabesque
(Alice Allevi #6) di Alessia Gazzola
Longanesi | La Gaja Scienza | 349 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €17,60
13 novembre 2017 | scheda Longanesi

TRAMA Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall'Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d'amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l'affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c'è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all'universo - tanto affascinante quanto spietato e competitivo - del balletto classico...

"Ma tu sai bene, Alice, quanto spesso sia deludente l'ipotesi più probabile..."
Si sa, la vita è fatta di cambiamenti e Alice Allevi è ad una vera e propria svolta. Non più specializzanda è ora diventata a pieno titolo una specialista in medicina legale. E' ora di spiccare il volo e lasciare l'Istituto che tanta ansia le ha procurato. Ma i cambiamenti non sempre sono graditi e anche lei sente la mancanza di quel luogo sicuro e solido, teme le responsabilità che il nuovo ruolo le impone e soprattutto non può più vedere tutti i giorni Claudio. Ma è ora di darsi una mossa e così Alice assume il suo primo incarico: la morte di Maddalena Vichi, ex ballerina e proprietaria di una scuola di danza. Tutto fa pensare ad una morte naturale, eppure...

Come sapete se mi seguite, ho scoperto la Gazzola con un po' di ritardo ma sono anche stata brava a recuperare con una certa velocità i libri della serie di Alice Allevi. Se i primi tre un po' me li ero rovinati guardando prima la serie tv, gli ultimi tre invece me li sono proprio goduti in pieno. Il rischio con le serie è sempre lo stesso, cadere nel trito e ritrito e non stupirsi più. Ma quello che apprezzo sempre nelle storie della Gazzola è la creazione dei personaggi. Alice oramai la conosciamo eppure mi suscita sempre tanta empatia, con i suoi sogni ad occhi aperti, la sfiga colossale che la perseguita, le sue mani bucate davanti ad un bel vestito e il suo innato senso della giustizia. Alice non si ferma mai, un po' per curiosità, un po' per scoprire il vero colpevole, indaga, a volte mettendosi in situazioni al limite del paradossale, altre in veri e propri pasticci. Ma è questo che ci piace di lei, libro dopo.
Ma la Gazzola non si limita a lei. Quello che mi colpisce sempre sono i personaggi di contorno, quelli che ci presenta nel libro che abbiamo tra le mani, persone a volte insospettabili ma con una storia poco chiara alle spalle, altre talmente sinistre da far venire i brividi ma che si dimostrano innocenti come agnellini, o ancora acque chete pronte a tutto per emergere o l'esatto opposto. Insomma, ci propone in ogni libro una vero carosello di caratteri, senza ripetersi o annoiarci. In questo caso, lo sfondo su cui si muovono i suoi personaggi è quello della danza, fatto di deliziose bimbette in tutù ma soprattutto di scontri per raggiungere le vette e i posti più prestigiosi nelle compagnie di danza. Ma non solo, perché come spesso accade dietro ad una morte tanto strana, c'è una faccenda personale e lì Alice si trova, insieme al vicequestore aggiunto Calligaris, a dover indagare, tra i familiari e gli amici della vittima. Arriverà ad una conclusione? Forse, non sarò certo i a dirvelo, ma non senza aver fatto un salto indietro nel tempo di più di 10 anni.
Quello che mi ha lasciato un po' perplessa è il fatto che sul finale il giallo sia quasi messo un po' da parte e risolto troppo velocemente, facendo un riassunto veloce per mettere il punto e andare avanti. Avrei voluto un po' più di tempo per scoprire e sapere. Ma ad Alice ed ad Alessia si perdona questo e altro, ci siamo affezionate a loro.

Naturalmente non possiamo evitare di parlare del lato romantico del romanzo. Alice pare aver fatto una scelta eppure non tutto va come deve. Mi sono tanto incuriosita nel leggere queste parti perché erano 5 libri che aspettavo che lei scegliesse e speravo che la scelta ricadesse sul mio candidato. Beh, quasi quasi c'è riuscita, ma naturalmente niente è semplice. C'è di bello che finalmente l'autrice ci fa scoprire un po' di più Claudio, il CC che nei primi libri restava un po' ai margini e che ora invece ci  parla un po' di più di se.
E poi quel finale... No seriamente, se avete iniziato questa serie dovete assolutamente leggere questo finale e accomodarvi qui accanto a me, in attesa di scoprire se tutto si avvererà o se anche questa volta i nostri cuori piangeranno calde lacrime.

Alla prossima

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Recensione: Glass Magician - Charlie N. Holmberg

Buongiorno lettori! Una nuova settimana ha inizio e io già sento profumo di Natale. Lo so, è presto ma le luminarie e le vetrine dei negozi mi stanno già tentando, tanto che tra le mie playlist già sono apparse quelle con le canzoni di Natale. Qualche giorno e inizio a decorare almeno la scrivania! Durante il viaggio di ritorno da Milano ho iniziato e finito Glass Magician secondo libro della serie nata dalla penna di Charlie N. Holmberg. Credo sia arrivato il momento di parlarvene!
Glass Magician
(Paper Magician #2) di Charlie N. Holmberg
Fanucci | Narrativa | 219 pagine
ebook €4,99 | cartaceo €14,90
24 marzo 2016 | scheda Amazon

TRAMA Tre mesi dopo aver restituito il cuore di Emery Thane, maestro di arti magiche, al suo legittimo proprietario, Ceony Twill è sulla buona strada per diventare una Piegatrice. Adora dare vita alle forme che disegna e creare esseri inanimati da semplici pezzi di carta. Non tutte le sue attenzioni, però, sono rivolte allo studio della magia; i suoi pensieri più dolci sono per il suo giovane maestro, a cui spera di avvicinarsi sempre più nonostante non sia ancora riuscita a rompere la barriera che li separa. Nel frattempo una nuova minaccia è in arrivo: un mago in cerca di vendetta è convinto che Ceony custodisca un importante segreto e sarà disposto a tutto pur di venirne a conoscenza... perfino a mettere a repentaglio l'esistenza stessa del mondo magico. Pericoli spaventosi si profilano all'orizzonte e Ceony sarà chiamata ad affrontare una nuova prova e a confrontarsi con i limiti delle sue paure per salvare le vite di coloro che più le stanno a cuore.

"Fu allora che Ceony comprese. A partire da quel giorno, poteva essere tutto quello che voleva."
Io a volte sono proprio cretina ( e già sento Laura applaudire per la mia consapevolezza). Cretina perché compro libri, li faccio sedimentare sul comodino per mesi e poi quando mi decido sono stupita di quanto siano belli. In questo caso sono cretina il dubbio perché stiamo parlando di un secondo libro. Va beh, ogni tanto un po' di sana autocritica ci sta, anzi dovremmo farla molto più spesso noi blogger.  Comunque, torniamo ad inizio '900, a Londra e ritroviamo Ceony Twill, apprendista del mago Piegatore Emery Thane. Dopo l'avventura nel cuore di Mago Thane il rapporto di Ceony con il suo mentore si è fatto ancora più stretto e complicato, con la ragazza che è oramai innamorata di lui e il Mago che invece cerca ancora di mantenere almeno in apparenza un po' le distanze per salvaguardare il loro ruolo di maestro e allieva. Ma (c'è sempre un ma) l'aver sconfitto Lira non ha messo al sicuro né Ceony, né nessuno intorno a lei. Una nuova, vecchia, minaccia la colpisce questa volta direttamente. Mago Thane riuscirà a tenerla al sicuro? Questa serie mi piace sempre di più. La Holmberg ha creato un mondo tanto semplice quanto magico, usando una comunissima ambientazione, la Londra di inizio secolo scorso, un materiale altrettanto comune come la carta e li ha resi unici, speciali. Grazie a particolari pieghe le gru diventano perfetti messaggeri, un cagnolino diventa un prezioso amico e una bambola una sosia in tutto e per tutto. Ma questa volta scopriamo anche le magiche proprietà del vetro e degli specchi in particolare, con la loro capacità di mostrare luoghi e persone lontane chilometri e di farle spostare da uno specchio all'altro, non senza qualche rischio, sia chiaro.  In questo secondo libro manca quel pizzico di macabro (se possiamo definirlo così) dato nel primo libro dal viaggio nel cuore, ma non per questo non ci sono forti emozioni, perché anche qui il sangue scorre e Ceony non avrà vita facile.  Quello che continua a piacermi di questa serie è la quasi normalità con cui viene vissuta la magia, con gru di carta che svolazzano qua e là, specchi trasportatori, polizia abituata ad aver a che fare con gli escistionisti. Nell'ordinario la Holmberg ha inserito lo straordinario, seguendo una linea semplice, lineare, con battute ad effetto, descrizioni mirate. Non è certo prolissa come scrittrice, in poco più di 200 pagine ci racconta una storia piena, vibrante, divertente, che ti appassiona e ti fa affezionare ai due protagonisti. Bello, bellissimo! Ora mi manca solo l'ultimo volume che penso proprio mi terrà compagnia durante le vacanze di Natale. E poi? Poi spero che arriverà in Italia anche la nuova serie della Holmberg.
Alla prossima


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Milano, BookCity e non solo! Ah... e Giveaway!


Buona domenica lettori! Dopo la Chiacchiera di venerdì in cui io e Laura vi abbiamo raccontato dei nostri quattro giorni insieme ci voleva un posto leggermente più serio e posato... No va beh, ma smettetevela di ridere! E allloooorraaa!! 
Questo per me è stato il primo BookCity in assoluto, nonché la prima volta che abbia posato il mio gentil piedino sul suolo meneghino. Prima di tutto devo dire che Milano non è una brutta città, anzi, pensavo molto peggio. Certo, io sono abituata a Roma, Bologna, Ravenna e a Cesenatico che hanno tutt'altro scenario ma anche Milano nel suo mi è piaciuta.
Il BookCity è una bellissima occasione per avere tanti scrittori in una unica città; magari io cercherei di concentrare gli incontri in una zona perché a volte, nonostante non si sovrappongano, lo spostamento non permette di partecipare a più incontri, perché ok la metro, ok muoversi velocemente, ma il teletrasporto ancora non mi appartiene.
Io ho partecipato a quattro incontri, tutti molto belli anche se in alcuni gli abbinamenti di più autori mi hanno fatto un po' storcere il naso. In generale però mi sono piaciuti molto e metterei sul podio quello con Antonio Manzini: mi sono divertita un sacco! Unica pecca il bookshop della Triennale. Manzini era infatti presentato da Alessandro Robecchi, io volevo comprare almeno il suo primo libro ma al bookshop niente, avevano giusto per l'occasione i libri di Manzini e neanche tutti (tanto è vero che una signora in fila per il firma copie ci ha chiesto che libro fosse "Orfani bianchi"... magari lo avrebbe acquistato se fosse stato presente). Miei cari organizzatori, siete poco furbi. Senza contare che all'incontro di Rosa Teruzzi i libri in vendita erano del tutto assenti dispersi chissà dove.
Insomma come spesso accade in queste occasioni ci sono luci e ombre, ma io mi sono troppo divertita insieme a Laura a gironzolare e a spendere un sacco di soldi ( e ogni tanto ci vuole ragazzi). e poi abbiamo incontrato Chicca di Librintavola e anche Laura, entrambi partecipanti alla nostra Challenge. Quindi, nonostante l'umido e la stanchezza la mia valutazione del BookCity è più che positiva!

Ora non fate quella faccia, perché a Milano io ho pensato anche a voi lettori! Vi avevo promesso una piccola sorpresa e infatti... Ho pronto per voi un bel Giveaway! In quel di Milano sono andata all'incontro con Enrico Galiano, autore di Eppure cadiamo felici, una persona veramente speciale e simpatica, di quelle che ti mettono subito a tuo agio. Ovviamente ho portato con me la mia copia per una bella firma e una copia da mettere in palio qui per voi.



Regole per partecipare:
- essere lettori fissi del blog
- mettere Mi Piace alla pagina Facebook del blog (non obbligatorio ma se siete su Facebook mi farebbe piacere, giuro, rompo poco le scatole, non vi metto in gruppi di nascosto, non sporco, so anche essere simpatica!)
- completare il modulo qui sotto in ogni sua parte (tutte tutte, se ne manca una non vi prenderò in considerazione)
- commentare questo post, indicando la vostra partecipazione e, se ci siete mai stati, magari raccontando un aneddoto di un vostro BookCity, insomma facciamoci una bella chiacchierata!

Il Giveaway ha inizio oggi e terminerà alle 21 di sabato 2 dicembre. Il vincitore verrà estratto tramite il sito Random.org tra tutti coloro che avranno seguito le regole e le tempistiche. Domenica 3 dicembre pomeriggio annuncerò il vincitore sulla pagina Facebook del blog e lo contatterò via mail per accordarci sulla spedizione.

Tutto chiaro? Dai le regole sono poche e semplici e il libro merita un sacco! Vi aspetto numerosi!



In bocca al lupo a tutti






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La Chiacchiera - Speciale BookCity 2017



LL: Lallìììììììì, la colazione è pronta!
E: so, la sto facendo.
LL: come la stai facendo? Ma dove sei?
E: a casa, presente? Dove abito, dove c’è Lamù, dove il postino mi ignora. Lì.
LL: vabbè, è la terza mattina che butto il tè verde
E: scrivilo su un post it e attaccatelo al pigiama
LL: al?
E: pigiama…
LL: non ho capito!
E: a quella cosa con cui dormi… no Cotogno, ho detto cosa.
LL: quella di pizzo? O quella di raso?
E: ecco, ora lo studente che da 8 mesi sta fuori da casa tua avrà compagnia almeno
LL: cretina!
E: io cretina, ma quello lì sta, visto io
LL: cretina 2.0
E: va beh, dai, perchè questa chiacchiera speciale? Spiegalo alla gente che ci legge (ciao Manzo)
LL: a me la gente fa schifo, ma lo spiego lo stesso perché sono educata! Siamo state 4 giorni assieme e siamo pure andate e tornate da Milano senza morire!
E: e senza uccidere nessuno… cioè quasi…
LL: la vecchia carampana è morta! MOR-TA!!!
E: ma iniziamo dall’inizio? Dai. Allora, venerdì. Preso treno io, i guanti e la valigia mezza vuota.
LL: anche perché se il treno lo prendevo io, poi erano cazzi! I guanti… io ti credo sulla parola perché non li ho mica visti
E: c’erano! Solo che poi hanno fatto vacanza a casa tua, tipo spa!
LL: vacanza noiosa hanno fatto… non sono manco mai usciti dalla valigia! Vabbè, lo vogliamo dire che stavolta a Casalpusterlengo non c’era lo smozzicatore folle, bensì un vecchio porco che cercava di rimorchiare una ragazzina?
E: certo Lallì c’è da dire una cosa su questo: tutti te li becchi eh. Vorrà pur dire qualcosa? Comunque si, mi telefoni e mi racconti del vecchiaccio provolone. Fossi stata io a quest’ora stava ancora legato ai binari… in amicizia sia chiaro.
LL: tu con ‘sta storia dell’amicizia freghi tutti. Comunque, siamo arrivate a Ugo e cosa abbiamo fatto?
E: beh che ne sai, magari a lui la cosa piaceva… ihihihihhhh… comunque si, non siamo andate dirette a casa ma siamo andate prima di tutto a mangiare. Sia mai che le Ciambelle non si nutrano…
LL: mai! Pranzetto veloce e leggero: ristorante cinese...io puzzo ancora di fritto. Tu?
E: pure io e ho ancora il dubbio che pure i tovaglioli fossero fritti. Tutto buono però eh… il gelato fritto però ci ha dato la mazzata…
LL: vabbè, tanto poi abbiamo camminato tanto tanto, ci siamo messe alla ricerca di un maglione, quindi abbiamo digerito! Uh e siamo anche andate da Tiger, dove io, per la prima volta, ho comprato!!!
E: Ricerca del maglione durata 4 giorni e che è rimasta infruttuosa… ma ne riparleremo! Si siamo andate da Tiger, alla Feltrinelli, dalle Yankee Candle… Lallì non so te, ma in due ore la carta di credito l’ho vista già piuttosto affaticata…
LL: Lallì, la mia carta è fuggita. Ha chiesto asilo politico in Svizzera! Oh comunque dei miei acquisti al Tiger potrai vantarti per il resto dei tuoi giorni. Io non compro mai niente… sei arrivata tu e zac! 30 euro in cazzate!!
E: lo metto in curriculum! E poi abbiamo comprato pure libri che sai a casa ne abbiamo pochi pochi.
LL: e scusa, volevi uscire con me e non comprare libri? Poi fa triste! Dì pure che hai mangiato gli arancini siciliani a Ugo, che mica è roba da poco! 
E: ti ricordo che la prima volta che siamo andate in libreria insieme manco una graffetta abbiamo comprato. Eh si, per cena siamo state sul leggero visto il pranzo: arancini e pasticceria cioccolatosa. Ciò che al fegato non fece il cinese potè la Sicilia!
LL: appunto! La prima volta manco una graffetta, stavolta dovevamo recuperare! E poi la pasticceria era giustificata dal fatto che dovevamo guardare Bake Off e quello se prima non mangi dolcetto, poi lecchi la tv e non è bello! Ora, vogliamo raccontare di sabato e di quelle due o tre ore in cui abbiamo atteso mia sorella in stazione mentre lei faceva la pipì più lunga del creato?
E: sabato siamo partite alla volta di Milano! Caricato pure figlio tuo nipote a me su dei meravigliosi treni siamo arrivate in Centrale alla ricerca di sorella tua venuta dritta dritta dalla Svizzera… cerca cerca, aspetta aspetta, sul binario non ci sta! Eh grazie, è uscita dall’altra parte ed è andata in bagno. E abbiamo aspettato. 
LL: sicura fosse un treno quello su cui abbiamo viaggiato? Io sentivo olezzo di bestiame! Comunque, quella genia è scesa a destra mentre noi stavamo a sinistra e siccome è Failla in tutto e per tutto, la prima tappa è sempre il bagno! Raccattata la sorella, dove si va? In libreria!!! Sia mai che le carte di credito si fossero riposate troppo!
E: detto io, moriremo grasse, col colesterolo a mille e povere, ma tanto felici! Si siamo andate in libreria, o meglio nelle librerie, perchè mica ci siamo limitate ad una, noooooooo, due! Eh se le cose le facciamo le dobbiamo fare bene. E poi, vuoi mai non fare un salto da Tiger che io volevo gli stickers di Natale? E lì la tragedia… stickers, timbri, tazze, Lallina col cerchietto rosa e vaporoso!
LL: cerchietto? Che cerchietto? Io non ho visto alcun cerchietto (E: ho le prove fotografiche tesoro!). Comunque io al Tiger con te non ci entro più...più più. Che ogni volta sento la carta che cerca di nascondersi più in fondo possibile. Altri 20 euro son volati lì e non voglio neanche sapere quanto ho speso tra Mondadori e Feltrinelli. Quindi, giusto per piangere a stomaco pieno...cibo!
E: cibo certo! Nipote a me figlio a te va nutrito! Quindi vai di paninazzo in cui manco mi ricordo cosa ci fosse dentro ma che era alto quanto Merlino (cane libridinoso). Posso dirlo? Gaaaaaaaaaaaaa!
LL: robina leggera, subito seguita da cannolo siciliano per noi e iris al cioccolato per te. Che tu il cannolo alla ricotta no, altrimenti… CHE URLI? Non lo dico che altrimenti fai la cacca!
E: sai che sei una stronza colossale tu??? Comunque si, pure dolcetto che se no ci sciupiamo. Io l’iris non lo conoscevo! Perchè non me lo hai presentato prima? Lo volevi tutto per te vero?? Carogna!!!
LL: ma io posso mai pensare che frequento una che non conosce l’iris? A saperlo non ti avrei manco mai scritto!
E: va beh, io conosco una che prende le vongole sottovuoto! Eppure ancora ti rivolgo la parola… Comunque subito dopo pranzo dovevamo andare all’incontro con la Gazzola. 
Ecco, in tutta ‘sta caciara che facciamo mica lo abbiamo detto che a Milano siamo andate per il Bookcity! Dovevamo andare all’incontro, dicevo, ma abbiamo fatto ciao ciao con la manina ad Alessia dopo aver visto la fila che si era formata fuori al freddo e al gelo e siamo zompate all’incontro successivo, quello con Enrico Galiano.
LL: per una volta che avrei potuto insultarla in diretta...sfigaccia nera! Ecco zompate all’incontro con Enrico con un leggerissimo anticipo di un paio d’ore, trascorse amabilmente accasciate su un marciapiede, al freddo e al gelo (non cantare, ti sento!). 
E: ammazza che freddo che faceva! Poi c’era il portiere della Fondazione Pini che ogni volta ci diceva: fra 10 minuti apro…. ‘sti 10 minuti sono durati un’ora e mezza. Però ne è valsa la pena, Enrico è simpaticissimo… peccato per quell’altra…
LL: i 10 minuti più lunghi della mia vita! Quell’altra...la blogger...tu l’hai capito chi sia?
E: ho visto il blog e ho capito che c’è gente che non sa cosa sia un blog pur avendolo… 
LL: aaaahhhh...lo diciamo che siamo dovute scappare dall’incontro con Enrico senza manco salutarlo?
E: eh si, perchè (sentite qua) Ciambella a me è vippa! Ha fatto una presentazione pure lei!
LL: capirai! Una roba roboante (scusa, m’è uscita così!). Però ci siamo divertite...almeno io mi sono divertita, Loredana e Pierpaolo non so! Tu ti sei divertita, Hoppapolla?
E: certo! Ero pronta con la domanda d’emergenza in caso di necessità!
LL: e meno male che la necessità non c’è stata, perché io mica mi fido di te! Oh comunque sabato è finito, siamo schizzate in stazione che altrimenti rischiamo di dormire sotto un ponte dei navigli e siamo tornate a casa, dove ad attenderci c’era…
E: LA LASAGNA DI COTOGNO!!! Alle 22 noi ci siamo sedute a tavola con una porzione enorme di lasagna nel piatto e in coro abbiamo detto “Ma no, ne mangiamo un pezzetto che abbiamo ancora il paninazzo che ci chiude le coronarie”... 5 minuti e la lasagna era finita. Poi siamo svenute a letto ma eravamo lasagnate felici.
LL: senti Lallì, la prossima volta che vieni voglio campare di minestrina io. Ora dì pure che per colpa della lasagna domenica non abbiamo sentito né le sveglie né le campane né la strega di Biancaneve che bussava alla finestra. Dillo!
E: primo: triste minestrina. Secondo: la sveglia ha fatto boom. Io non me la ricordo, ma sono sicura di averla messa. Ma niente, mi hai svegliato tu. Che non sarebbe stato niente di grave se non avessimo avuto appuntamento con Aliciuzza (alias Alice Basso). Lei poi doveva andare via. Non ci siamo beccate...però quasi quasi le mando foto della lasagna, so che ci tiene!
LL: tranquilla, gliel’ho mandata io sabato sera. Sia mai, poi so che si dispiace! Fatto sta che domenica, munite di comode scarpe (almeno io, perché tu quelle le avevi pure sabato), siamo risalite sul carro bestiame e via di nuovo verso Milano (io sento ancora il gelato fritto che mi parla)
E: e dove siamo andate io, te e la buon’anima del gelato fritto? In libreria!!! E poi? da Tiger!!! Lallì, abbiamo seri problemi.
LL: tu sicuramente, visto che prima siamo andate da Rosa. Lallì, guarda che stai invecchiando male, sorella. Non ti ricordi più le cose, manco la Bacci sta a questi livelli.
E: davvero? Ah giusto, via Montenapoleone!!! Ahahahahhhh!! Ancora rido per le pagliacciate che abbiamo visto nelle vetrine (che costeranno pure un botto, saranno firmate, ma fanno pure ridere i polli) e per il tipo della macchina...ihihihihhh
LL: ah la bella semplicità di un maglio...no vabbè, lasciamo perdere i maglioni! Senti, dopo Rosa che ci ha fatto ridere e istigate a comprare un libro (sia mai!), dopo un ennesimo giro da Tiger (in cui stavolta io il portafogli l’ho lasciato davanti alla porta, così...per sicurezza), che abbiamo fatto? Ihihihih
E: eh siamo andati alla Triennale…. c’era lui… Tanta Roba Manzini!
----> La Chiacchiera continua sul blog di Laura La Libridinosa 
Alla prossima

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Recensione: Ti chiamo sul fisso - Rainbow Rowell

Buongiorno lettori! Non sono sparita, sono solo partita alla volta di casa Libridinosa dove ho passato ben quattro giorni con lei. Siamo state al BookCity e ce ne sono successe di tutti i colori. Naturalmente ve ne parleremo nei prossimi giorni e ci sarà anche una sorpresa per voi. Quindi occhio! Oggi invece inizio la giornata con una nuova recensione. Vi parlerò di Ti chiamo sul fisso di Rainbow Rowell edito da Piemme (che ringrazio per la copia del romanzo).
Ti chiamo sul fisso di Rainbow Rowell
Piemme | Piemme | 352 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,50
7 novembre 2017 | scheda Piemme


TRAMA Se ti capitasse una seconda possibilità in amore, faresti di nuovo la stessa scelta? Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato... Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda... Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano...


Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più da Rainbow Rowell. L'ho conosciuta con Fangirl e lì avevo trovato sentimenti certo, ma anche una sana ironia e soprattutto una protagonista che si è saputa fare amare fin dalle prime battute grazie alle sue paure, alle sue fantasie e al suo sapersi creare un mondo tutto suo attorno, senza remore.  Ti chiamo sul fisso tocca invece una fascia di età un po' più adulta, quella di una madre e di una moglie che cerca di conciliare con poco successo la sua famiglia, e soprattutto il marito, con un lavoro che ama, per cui è portata ma che richiede tempi e sforzi non propriamente alla sua portata. Georgie scrive telefilm umoristici, in cui ovviamente la battuta e l'ironia la fan da padrone, e ha finalmente l'occasione della sua vita, quella di proporre insieme al suo socio e amico Seth il telefilm su cui stanno lavorando da tanto ad un produttore famoso. Problema: è Natale e lei dovrebbe partire per Omaha con il marito Neal e le due figliolette. Neal decide alla fine di partire da solo non senza lasciarla con il broncio dopo una brutta litigata. Da questo momento Georgie non riesce a passare una giornata tranquilla divisa com'è tra l'ansia per il lavoro e la famiglia lontana, finché una sera non prova a chiamare il marito dal telefono fisso della sua vecchia cameretta a casa dei genitori e incredibilmente Georgie scopre di parlare si con suo marito ma con il Neal del passato, quando ancora erano appena fidanzati.
Quello che non mi ha fatto impazzire di questo libro è stato il fossilizzarsi sullo stesso scenario, il ripetersi troppe volte delle stesse situazioni, con Georgie che cerca di chiamare Neal, che va a lavoro, che ricorda episodi del passato. E ancora e ancora. Non c'è niente da fare, quando un libro si ferma in questo sorta di circolo vizioso mi si smorza l'entusiasmo e non mi fa apprezzare neanche gli spunti interessanti che pure riconosco. Mi incuriosiva l'idea di affacciarsi sul passato da parte della protagonista, tuttavia l'idea alla fine si limita ai soliti discorsi con Neal e a poco altro e non mi è sembrata sfruttata in pieno.
C'è poi una sorta di tentativo di triangolo con l'introduzione di Seth il migliore amico di Georgie, con il quale lavora spalla spalla per molte ore al giorno. Seth è uno di quelli che passa da una ragazza all'altra senza troppi problemi e chiaramente Neal è geloso del suo rapporto con Georgie. Anche qui, un vorrei ma non posso da parte dell'autrice che insinua nel lettore la possibilità che tra i due possa nascere qualcosa di più, di diverso, ma non osa dirlo palesemente, li lascia lì a sfiorarsi senza andare oltre, quasi tentennanti. Sono quelle situazioni che non mi intrigano, mi lasciano solo con una gran frustrazione addosso.
Mi è sembrato quasi che la Rowell abbia fatto il passo più lungo della gamba con questo libro, come se l'idea di un romanzo con una protagonista più adulta non fosse nelle sue corde, cosa che si intuisce da una Georgie francamente poco delineata e che risalta poco. Mi spiace, anche perché il suo guizzo narrativo spunta qua e là ma credo che il suo mondo, i suoi protagonisti debbano essere più giovani.

Alla prossima


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Recensione: L'assassinio di Florence Nightingale Shore - Jessica Fellowes

Buongiorno lettori! Io mi sto preparando per la partenza di domani. Ah non vedo l'ora! Ora tutto sta a fare la valigia... aiuto! Mentre cerco di infilare non so quanti libri nella valigia (Tetris spicciami casa), vi lascio con una recensione che in molti state aspettando. Questo libro ha solleticato la curiosità di moltissimi e io grazie alla Neri Pozza ho potuto leggerlo in anteprima. Sto parlando de L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes, primo libro de I delitti Mitford.
L'assassinio di Florence Nightingale Shore
(I delitti Mitford #1) di Jessica Fellowes
Neri Pozza | I narratori delle tavole | 396 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
16 novembre 2017 | scheda Neri Pozza

TRAMA Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello fermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.

Bella storia quella delle sorelle Mitford, Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica, Deborah, alle quali va aggiunto il fratello Tom. Una storia la loro che nel bene e nel male ha deliziato i rotocalchi inglesi nel periodo tra le due guerre e durante la Seconda Guerra Mondiale. In un'Inghilterra pronta a catapultarsi nell'orrore della guerra contro il nemico tedesco, quella dei Mitford era una ben strana famiglia: Diana e Tom erano di conclamate tendenze fasciste, Jessica comunista, Unity, che non a caso faceva Valkyrie di secondo nome, aveva un'intima amicizia con Hitler, Nancy era la romanziera, Pamela l'antisemita e Deborah la duchessa (avete presente la Pemberly di Orgoglio e pregiudizio con Keira Knightley? Ecco, casa sua, o meglio, attualmente del figlio, il 12° duca di Devonshire). Le varie idee politiche e scelte di vita portarono spesso le sorelle a litigare eppure sempre fitto è stato lo scambio epistolare tra loro. La loro storia è perfetta per apparire in un romanzo, nate ad inizio secolo sono però figure così moderne e anticonvenzionali che possono ancora stupire il lettore moderno. Ma come fare per non cadere nella banale biografia?
Ecco la famiglia Mitford nel 1933
(fonte: newyorksocialdiary.com)
Jessica Fellowes ha avuto la brillante idea di introdurre le famose sorelle Mitford non come protagoniste di una biografia romanzata ma come comprotagoniste di una serie di gialli. Sei sorelle sei libri che si susseguiranno e che proporranno al lettore un giallo vero e proprio, misteriosi omicidi rimasti irrisolti nella realtà ma che nella finzione troveranno un colpevole anche grazie alla sorella di turno. Il primo libro, in uscita proprio oggi in Italia con Neri Pozza, vede come coprotagonista Nancy. Siamo nel 1920 e su una carrozza del treno per Brighton viene trovata agonizzante l'infermiera Florence Nightingale Shore, che morirà pochi giorni dopo in ospedale. Il collegamento con Nancy arriva tramite Louisa Cannon da poco alla dipendenze della sua famiglia come cameriera. Chi è stato? E perché?
L'autrice non segue un unico filo narrativo pur centrando l'attenzione su Louisa, ragazza di umili origini che cerca di scappare dalle grinfie dello zio nascondendosi letteralmente ad Asthall Manor, la residenza di campagna dei Mitford. Alla sua storia uniamo quella dei Mitford, ma anche quella di Guy Sullivan, poliziotto delle ferrovie, alla ricerca del riscatto davanti ai fratelli tutti andati in guerra a proteggere il paese mentre lui a causa della miopia non è riuscito ad arruolarsi. Tre fili narrativi molto stretti tra loro che l'autrice ha saputo usare molto bene dandoci quell'atmosfera un po' alla Downton Abbey che ben conosciamo e amiamo, con i padroni nobili un po' apatici e annoiati osservati dalla servitù, servitù che esce dal suo anonimato sociale e si mette addirittura ad indagare su un efferato omicidio, non senza qualche problema.
L'omicidio di Florence Nightingale Shore è rimasto nella realtà irrisolto, eppure viene trattato qui con molto rispetto e soprattutto con molta credibilità. I collegamenti, le piste, i testimoni, gli accusati e il suo finale sono molto credibili e verosimili, non si sente alcuna forzatura né esagerazione nel tessere la trama. Il trucco, se così si può dire, sta proprio nell'usare come protagonista Louisa, una figura marginale nella società inglese ma che ben riesce a muoversi nell'indagine, e non Nancy, ancora troppo piccola nel 1920 ma anche eventualmente un tantinello scontata nell'economia del romanzo. Louisa e Guy sono due ottimi esempi non solo di riscatto sociale e personale, ma anche di persone per bene, che si imbattono per caso in un omicidio tanto misterioso e che, nonostante le difficoltà che incontrano, vogliono capire cosa è successo, chi è stato, vogliono fare giustizia e proteggere chi si potrebbe trovare in pericolo.
In conclusione, se amate l'Inghilterra un po' decadente, il mistero e i personaggi in attesa di riscatto vi consiglio assolutamente questo bel primo libro, convinta che anche gli altri 5 ci terranno col fiato sospeso.

Ah, prima che mi dimentichi! La bella notizia è che Jessica Fellowes questo fine settimana sarà al BookCity di Milano. Domenica 19 alle 19 al Castello Sforzesco - Sala Viscontea presenterà questo libro e tutta la serie dedicata alle sorelle Mitford in compagnia di Valeria Palermi.
Alla prossima


CONTINUA /

Recensione: Caraval - Stephanie Garber

Buongiorno lettori! Uh che giornata faticosa è stata ieri, sembrava non ne girasse una giusta tra blogger che faceva i capricci e corrieri fuggiti con la mia copia di Harry Potter illustrato. Ma tra un disastro e una cioccolata calda sono riuscita a terminare la mia seconda lettura del mese, Caraval di Stephanie Garber.
Caraval di Stephanie Garber
Rizzoli | Rizzoli | 429 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €18,00
2 Novembre 2017 | scheda Rizzoli

TRAMA Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre...

"Durante Caraval c'è sempre qualcosa di reale mescolato al resto."

"Venghino signori, venghino!!" Caraval sta riaprendo i battenti!! Mastro Legend vi da il benvenuto al grande gioco di Caraval, in premio per voi un desiderio! Ma cosa siete disposti a fare per vincerlo? E ricordate: i cancelli chiudono a mezzanotte.
Caraval è un grande gioco, un circo con acrobati e attori, una messa in scena talmente reale da essere impossibile, peccato che sia altamente probabile tutto ciò che accade. Rossella lo capisce subito: niente sarà facile al suo interno. Eppure deve andare, addentrarsi per le sue strade d'acqua e i luoghi bizzarri che lo compongono per poter ritrovare la sorella e riportarla a casa prima che il padre si accorga della loro fuga e le punisca come mai accaduto. Ma le giornate all'interno delle mura di Caraval sono strane, il giorno diventa notte, la notte giorno, le ore minuti, i minuti secondi. E poi per giocare c'è sempre un prezzo da pagare: un segreto, una bugia, fintanto un giorno della propria vita. Non bisogna fidarsi di nessuno lì dentro, e proprio qui Rosella sbaglia perché finisce per fidarsi di qualcuno, fin troppo. Ma dove la porterà tutto questo?

Caraval era una delle uscite più attese degli ultimi mesi, e devo dire a ragione. Il mondo creato dall'autrice è un mondo malato, malsano, in cui le regole delle percezione vengono stravolte e in cui niente è come sembra. Realtà e finzione si mescolano confondendo tanto la protagonista quanto il lettore. Di chi fidarsi? Ed è veramente tutto un gioco? o infondo qualcosa di vero c'è?
Ci spera Rossella, spera che qualcosa di quello che le capita sia vero, o meglio lo spera e lo teme. Ma tutto ciò non fa che ampliare la confusione e l'insicurezza che alberga da sempre in lei. Vittima di un padre sadico e crudele e prossima ad un matrimonio in cui vede la salvezza per lei e per la sorella Donatella ma che è comunque un matrimonio combinato, Rossella non sembra quasi sapere chi è. E mentre leggi delle sue avventure ti ritrovi a pensare se forse sia troppo buona, troppo altruista e speri quasi che abbia un momento di sano e puro egoismo.
La storia è tanto semplice quanto complessa. Semplice nelle sue linee essenziali, complicata nel suo effettivo svolgimento, nell'ambientazione circense e oscura, nello scorrere del tempo che rallenta e accelera, nei personaggi stravaganti e al limite della follia. Il tutto crea un clima strano, buio e soffocante, ma anche freddo e ostile, adattattissimo al racconto.
Caraval è un libro bizzarro, un libro che è proprio come la storia che contiene. La sua copertina ti attira per la bellezza e i ghirigori, le sue pagine ti affascinano per i decori e per la fisicità delle pagine e la storia ti conquista, per l'assurdità degli eventi, per questa vena quasi horror che trovi qua e là.
L'unico difetto che ho avvertito risiede proprio nella protagonista Rossella che a volte ho trovato poco incisiva, troppo incline a farsi trascinare dagli eventi senza seguire invece i campanelli dall'allarme che l'istinto le faceva suonare.
Per il resto questo libro merita l'attesa, le su 400 e passa pagine sono qualcosa di talmente strano e particolare che lasciano incantati. Quello che mi è piaciuto è proprio la sua oscurità, la vena di follia latente che alberga in tutto il racconto, quasi come fosse una nebbia fitta che si posa su questo circo sui generis, fatto di attori più o meno consenzienti, e che ha all'apice un vero e grande burattinaio, questo mitico Mastro Legend che non conosciamo, di cui sappiamo pochissimo e del quale ignoriamo persino la vera identità.

Alla prossima



CONTINUA /

Wonderful Giveaway - Seconda copertina


Buongiorno lettori! Uh come sono emozionata!! Lo sono sempre quando vi propongo post speciali e questo lo è veramente tanto!! Allora ditemi un p', come è andata la prima tappa del Wonderful Giveaway sul blog di Laura La Libridinosa? Vi ha trattati bene? Ehm.. avanti, ora smettete di piangere, non è successo niente, Lallina in fondo vi vuole bene. Ma voi avete seguito tutte le regole per bene? Mi raccomando che saremo severissime.
Questa mattina nei nostri Buongiorno di Facebook avete scoperto di che libro era il particolare che vi ha proposto lei ieri. Oggi tocca a me! Vi ricordo che il particolare "distorto" appartiene alla copertina di un libro che ho letto, quindi sbirciate in giro che magari la noterete.
Pronti? Ecco la Seconda Copertina...



Facile vero? Per favore i forconi e le torce tenete per il fine settimana, grazie.

Vi ricordo che per rispondere a questo quesito dovrete utilizzare unicamente il modulo che trovate nel post di ieri di Laura QUI, solo quello, risposte inviate in altro modulo non saranno tenute in considerazione. Dovrete rispondere entro e non oltre le 22 di questa sera compilando tutte le parti del modulo. La prima persona che risponderà correttamente avrà 2 punti, per tutti gli altri 1 punto. Domani mattina, nei Buongiorno sulle pagine Facebook de La Libridinosa e de La Biblioteca di Eliza troverete la soluzione a questo quesito.
Vi ricordo inoltre tutte le tappe del Wonderful Giveaway:
  • lunedì 6 novembre: blog La Libridinosa
  • martedì 7 novembre: blog La Biblioteca di Eliza
  • mercoledì 8 novembre: pagina Facebook La Libridinosa
  • giovedì 9 novembre: pagina Facebook La Biblioteca di Eliza
  • venerdì 10 novembre: profilo Instagram La Libridinosa
  • sabato 11 novembre: profilo Instagram La Biblioteca di Eliza

Quindi domani troverete il terzo indovinello sulla Pagina Facebook La Libridinosa. Cosa si sarà inventata Laura? Vi dico solo una cosa, poveri voi... anzi, poveri i vostri occhi!
Alla prossima


CONTINUA /

Recensione: Un po' di follia in primavera - Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! Mentre sul blog di Laura inizia il Wonderful Giveaway (vi siete iscritti? Bravi! Per chi non lo ha fatto, sarà per la prossima volta!) io vi propongo la recensione di sfzqinpc. pandora officiële websiteUn po' di follia in primavera di Alessia Gazzola.
Un po' di follia in primavera di Alessia Gazzola
Longanesi | La Gaja Scienza | 298 pagine
ebook €3,99 | cartaceo €16,90
26 settembre 2016 | scheda Longanesi

TRAMA Quella di Ruggero D'Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato nel proprio ufficio. E anche perché Ruggero D'Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio ma anche per la recente consulenza del professore su un caso di suicidio di cui Alice si è occupata. Impossibile negare il magnetismo di quell'uomo all'apparenza insondabile ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. Eppure, in una primavera romana che sembra portare piccole ventate di follia, la morte violenta di Ruggero D'Armento crea sensazione. Pochi e ingannevoli indizi, quasi nessuna traccia da seguire. L'indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta... Ma sarà quella giusta?

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    Amministrazione e finanzaMay 2007 to presentCastellanza
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la e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre...

"Durante Caraval c'è sempre qualcosa di reale mescolato al resto."

"Venghino signori, venghino!!" Caraval sta riaprendo i battenti!! Mastro Legend vi da il benvenuto al grande gioco di Caraval, in premio per voi un desiderio! Ma cosa siete disposti a fare per vincerlo? E ricordate: i cancelli chiudono a mezzanotte.
Caraval è un grande gioco, un circo con acrobati e attori, una messa in scena talmente reale da essere impossibile, peccato che sia altamente probabile tutto ciò che accade. Rossella lo capisce subito: niente sarà facile al suo interno. Eppure deve andare, addentrarsi per le sue strade d'acqua e i luoghi bizzarri che lo compongono per poter ritrovare la sorella e riportarla a casa prima che il padre si accorga della loro fuga e le punisca come mai accaduto. Ma le giornate all'interno delle mura di Caraval sono strane, il giorno diventa notte, la notte giorno, le ore minuti, i minuti secondi. E poi per giocare c'è sempre un prezzo da pagare: un segreto, una bugia, fintanto un giorno della propria vita. Non bisogna fidarsi di nessuno lì dentro, e proprio qui Rosella sbaglia perché finisce per fidarsi di qualcuno, fin troppo. Ma dove la porterà tutto questo?

Caraval era una delle uscite più attese degli ultimi mesi, e devo dire a ragione. Il mondo creato dall'autrice è un mondo malato, malsano, in cui le regole delle percezione vengono stravolte e in cui niente è come sembra. Realtà e finzione si mescolano confondendo tanto la protagonista quanto il lettore. Di chi fidarsi? Ed è veramente tutto un gioco? o infondo qualcosa di vero c'è?
Ci spera Rossella, spera che qualcosa di quello che le capita sia vero, o meglio lo spera e lo teme. Ma tutto ciò non fa che ampliare la confusione e l'insicurezza che alberga da sempre in lei. Vittima di un padre sadico e crudele e prossima ad un matrimonio in cui vede la salvezza per lei e per la sorella Donatella ma che è comunque un matrimonio combinato, Rossella non sembra quasi sapere chi è. E mentre leggi delle sue avventure ti ritrovi a pensare se forse sia troppo buona, troppo altruista e speri quasi che abbia un momento di sano e puro egoismo.
La storia è tanto semplice quanto complessa. Semplice nelle sue linee essenziali, complicata nel suo effettivo svolgimento, nell'ambientazione circense e oscura, nello scorrere del tempo che rallenta e accelera, nei personaggi stravaganti e al limite della follia. Il tutto crea un clima strano, buio e soffocante, ma anche freddo e ostile, adattattissimo al racconto.
Caraval è un libro bizzarro, un libro che è proprio come la storia che contiene. La sua copertina ti attira per la bellezza e i ghirigori, le sue pagine ti affascinano per i decori e per la fisicità delle pagine e la storia ti conquista, per l'assurdità degli eventi, per questa vena quasi horror che trovi qua e là.
L'unico difetto che ho avvertito risiede proprio nella protagonista Rossella che a volte ho trovato poco incisiva, troppo incline a farsi trascinare dagli eventi senza seguire invece i campanelli dall'allarme che l'istinto le faceva suonare.
Per il resto questo libro merita l'attesa, le su 400 e passa pagine sono qualcosa di talmente strano e particolare che lasciano incantati. Quello che mi è piaciuto è proprio la sua oscurità, la vena di follia latente che alberga in tutto il racconto, quasi come fosse una nebbia fitta che si posa su questo circo sui generis, fatto di attori più o meno consenzienti, e che ha all'apice un vero e grande burattinaio, questo mitico Mastro Legend che non conosciamo, di cui sappiamo pochissimo e del quale ignoriamo persino la vera identità.

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Questa mattina nei nostri Buongiorno di Facebook avete scoperto di che libro era il particolare che vi ha proposto lei ieri. Oggi tocca a me! Vi ricordo che il particolare "distorto" appartiene alla copertina di un libro che ho letto, quindi sbirciate in giro che magari la noterete.
Pronti? Ecco la Seconda Copertina...



Facile vero? Per favore i forconi e le torce tenete per il fine settimana, grazie.

Vi ricordo che per rispondere a questo quesito dovrete utilizzare unicamente il modulo che trovate nel post di ieri di Laura QUI, solo quello, risposte inviate in altro modulo non saranno tenute in considerazione. Dovrete rispondere entro e non oltre le 22 di questa sera compilando tutte le parti del modulo. La prima persona che risponderà correttamente avrà 2 punti, per tutti gli altri 1 punto. Domani mattina, nei Buongiorno sulle pagine Facebook de La Libridinosa e de La Biblioteca di Eliza troverete la soluzione a questo quesito.
Vi ricordo inoltre tutte le tappe del Wonderful Giveaway:
Quindi domani troverete il terzo indovinello sulla Pagina Facebook La Libridinosa. Cosa si sarà inventata Laura? Vi dico solo una cosa, poveri voi... anzi, poveri i vostri occhi!
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