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Recensione: Arabesque - Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! Anche oggi vi terrò compagnia con una nuova recensione. Oggi vi parlerò di una delle ultime uscite Longanesi, che ringrazio ancora per la copia e la disponibilità. Sicuramente avrete indovinato (anche perchè c'è scritto nel titolo), vi parlerò dell'ultimo libro di Alessia Gazzola, Arabesque, sempre della serie con protagonista Alice Allevi.
Arabesque
(Alice Allevi #6) di Alessia Gazzola
Longanesi | La Gaja Scienza | 349 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €17,60
13 novembre 2017 | scheda Longanesi

TRAMA Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall'Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d'amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l'affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c'è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all'universo - tanto affascinante quanto spietato e competitivo - del balletto classico...

"Ma tu sai bene, Alice, quanto spesso sia deludente l'ipotesi più probabile..."
Si sa, la vita è fatta di cambiamenti e Alice Allevi è ad una vera e propria svolta. Non più specializzanda è ora diventata a pieno titolo una specialista in medicina legale. E' ora di spiccare il volo e lasciare l'Istituto che tanta ansia le ha procurato. Ma i cambiamenti non sempre sono graditi e anche lei sente la mancanza di quel luogo sicuro e solido, teme le responsabilità che il nuovo ruolo le impone e soprattutto non può più vedere tutti i giorni Claudio. Ma è ora di darsi una mossa e così Alice assume il suo primo incarico: la morte di Maddalena Vichi, ex ballerina e proprietaria di una scuola di danza. Tutto fa pensare ad una morte naturale, eppure...

Come sapete se mi seguite, ho scoperto la Gazzola con un po' di ritardo ma sono anche stata brava a recuperare con una certa velocità i libri della serie di Alice Allevi. Se i primi tre un po' me li ero rovinati guardando prima la serie tv, gli ultimi tre invece me li sono proprio goduti in pieno. Il rischio con le serie è sempre lo stesso, cadere nel trito e ritrito e non stupirsi più. Ma quello che apprezzo sempre nelle storie della Gazzola è la creazione dei personaggi. Alice oramai la conosciamo eppure mi suscita sempre tanta empatia, con i suoi sogni ad occhi aperti, la sfiga colossale che la perseguita, le sue mani bucate davanti ad un bel vestito e il suo innato senso della giustizia. Alice non si ferma mai, un po' per curiosità, un po' per scoprire il vero colpevole, indaga, a volte mettendosi in situazioni al limite del paradossale, altre in veri e propri pasticci. Ma è questo che ci piace di lei, libro dopo.
Ma la Gazzola non si limita a lei. Quello che mi colpisce sempre sono i personaggi di contorno, quelli che ci presenta nel libro che abbiamo tra le mani, persone a volte insospettabili ma con una storia poco chiara alle spalle, altre talmente sinistre da far venire i brividi ma che si dimostrano innocenti come agnellini, o ancora acque chete pronte a tutto per emergere o l'esatto opposto. Insomma, ci propone in ogni libro una vero carosello di caratteri, senza ripetersi o annoiarci. In questo caso, lo sfondo su cui si muovono i suoi personaggi è quello della danza, fatto di deliziose bimbette in tutù ma soprattutto di scontri per raggiungere le vette e i posti più prestigiosi nelle compagnie di danza. Ma non solo, perché come spesso accade dietro ad una morte tanto strana, c'è una faccenda personale e lì Alice si trova, insieme al vicequestore aggiunto Calligaris, a dover indagare, tra i familiari e gli amici della vittima. Arriverà ad una conclusione? Forse, non sarò certo i a dirvelo, ma non senza aver fatto un salto indietro nel tempo di più di 10 anni.
Quello che mi ha lasciato un po' perplessa è il fatto che sul finale il giallo sia quasi messo un po' da parte e risolto troppo velocemente, facendo un riassunto veloce per mettere il punto e andare avanti. Avrei voluto un po' più di tempo per scoprire e sapere. Ma ad Alice ed ad Alessia si perdona questo e altro, ci siamo affezionate a loro.

Naturalmente non possiamo evitare di parlare del lato romantico del romanzo. Alice pare aver fatto una scelta eppure non tutto va come deve. Mi sono tanto incuriosita nel leggere queste parti perché erano 5 libri che aspettavo che lei scegliesse e speravo che la scelta ricadesse sul mio candidato. Beh, quasi quasi c'è riuscita, ma naturalmente niente è semplice. C'è di bello che finalmente l'autrice ci fa scoprire un po' di più Claudio, il CC che nei primi libri restava un po' ai margini e che ora invece ci  parla un po' di più di se.
E poi quel finale... No seriamente, se avete iniziato questa serie dovete assolutamente leggere questo finale e accomodarvi qui accanto a me, in attesa di scoprire se tutto si avvererà o se anche questa volta i nostri cuori piangeranno calde lacrime.

Alla prossima

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Recensione: Glass Magician - Charlie N. Holmberg

Buongiorno lettori! Una nuova settimana ha inizio e io già sento profumo di Natale. Lo so, è presto ma le luminarie e le vetrine dei negozi mi stanno già tentando, tanto che tra le mie playlist già sono apparse quelle con le canzoni di Natale. Qualche giorno e inizio a decorare almeno la scrivania! Durante il viaggio di ritorno da Milano ho iniziato e finito Glass Magician secondo libro della serie nata dalla penna di Charlie N. Holmberg. Credo sia arrivato il momento di parlarvene!
Glass Magician
(Paper Magician #2) di Charlie N. Holmberg
Fanucci | Narrativa | 219 pagine
ebook €4,99 | cartaceo €14,90
24 marzo 2016 | scheda Amazon

TRAMA Tre mesi dopo aver restituito il cuore di Emery Thane, maestro di arti magiche, al suo legittimo proprietario, Ceony Twill è sulla buona strada per diventare una Piegatrice. Adora dare vita alle forme che disegna e creare esseri inanimati da semplici pezzi di carta. Non tutte le sue attenzioni, però, sono rivolte allo studio della magia; i suoi pensieri più dolci sono per il suo giovane maestro, a cui spera di avvicinarsi sempre più nonostante non sia ancora riuscita a rompere la barriera che li separa. Nel frattempo una nuova minaccia è in arrivo: un mago in cerca di vendetta è convinto che Ceony custodisca un importante segreto e sarà disposto a tutto pur di venirne a conoscenza... perfino a mettere a repentaglio l'esistenza stessa del mondo magico. Pericoli spaventosi si profilano all'orizzonte e Ceony sarà chiamata ad affrontare una nuova prova e a confrontarsi con i limiti delle sue paure per salvare le vite di coloro che più le stanno a cuore.

"Fu allora che Ceony comprese. A partire da quel giorno, poteva essere tutto quello che voleva."
Io a volte sono proprio cretina ( e già sento Laura applaudire per la mia consapevolezza). Cretina perché compro libri, li faccio sedimentare sul comodino per mesi e poi quando mi decido sono stupita di quanto siano belli. In questo caso sono cretina il dubbio perché stiamo parlando di un secondo libro. Va beh, ogni tanto un po' di sana autocritica ci sta, anzi dovremmo farla molto più spesso noi blogger.  Comunque, torniamo ad inizio '900, a Londra e ritroviamo Ceony Twill, apprendista del mago Piegatore Emery Thane. Dopo l'avventura nel cuore di Mago Thane il rapporto di Ceony con il suo mentore si è fatto ancora più stretto e complicato, con la ragazza che è oramai innamorata di lui e il Mago che invece cerca ancora di mantenere almeno in apparenza un po' le distanze per salvaguardare il loro ruolo di maestro e allieva. Ma (c'è sempre un ma) l'aver sconfitto Lira non ha messo al sicuro né Ceony, né nessuno intorno a lei. Una nuova, vecchia, minaccia la colpisce questa volta direttamente. Mago Thane riuscirà a tenerla al sicuro? Questa serie mi piace sempre di più. La Holmberg ha creato un mondo tanto semplice quanto magico, usando una comunissima ambientazione, la Londra di inizio secolo scorso, un materiale altrettanto comune come la carta e li ha resi unici, speciali. Grazie a particolari pieghe le gru diventano perfetti messaggeri, un cagnolino diventa un prezioso amico e una bambola una sosia in tutto e per tutto. Ma questa volta scopriamo anche le magiche proprietà del vetro e degli specchi in particolare, con la loro capacità di mostrare luoghi e persone lontane chilometri e di farle spostare da uno specchio all'altro, non senza qualche rischio, sia chiaro.  In questo secondo libro manca quel pizzico di macabro (se possiamo definirlo così) dato nel primo libro dal viaggio nel cuore, ma non per questo non ci sono forti emozioni, perché anche qui il sangue scorre e Ceony non avrà vita facile.  Quello che continua a piacermi di questa serie è la quasi normalità con cui viene vissuta la magia, con gru di carta che svolazzano qua e là, specchi trasportatori, polizia abituata ad aver a che fare con gli escistionisti. Nell'ordinario la Holmberg ha inserito lo straordinario, seguendo una linea semplice, lineare, con battute ad effetto, descrizioni mirate. Non è certo prolissa come scrittrice, in poco più di 200 pagine ci racconta una storia piena, vibrante, divertente, che ti appassiona e ti fa affezionare ai due protagonisti. Bello, bellissimo! Ora mi manca solo l'ultimo volume che penso proprio mi terrà compagnia durante le vacanze di Natale. E poi? Poi spero che arriverà in Italia anche la nuova serie della Holmberg.
Alla prossima


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Milano, BookCity e non solo! Ah... e Giveaway!


Buona domenica lettori! Dopo la Chiacchiera di venerdì in cui io e Laura vi abbiamo raccontato dei nostri quattro giorni insieme ci voleva un posto leggermente più serio e posato... No va beh, ma smettetevela di ridere! E allloooorraaa!! 
Questo per me è stato il primo BookCity in assoluto, nonché la prima volta che abbia posato il mio gentil piedino sul suolo meneghino. Prima di tutto devo dire che Milano non è una brutta città, anzi, pensavo molto peggio. Certo, io sono abituata a Roma, Bologna, Ravenna e a Cesenatico che hanno tutt'altro scenario ma anche Milano nel suo mi è piaciuta.
Il BookCity è una bellissima occasione per avere tanti scrittori in una unica città; magari io cercherei di concentrare gli incontri in una zona perché a volte, nonostante non si sovrappongano, lo spostamento non permette di partecipare a più incontri, perché ok la metro, ok muoversi velocemente, ma il teletrasporto ancora non mi appartiene.
Io ho partecipato a quattro incontri, tutti molto belli anche se in alcuni gli abbinamenti di più autori mi hanno fatto un po' storcere il naso. In generale però mi sono piaciuti molto e metterei sul podio quello con Antonio Manzini: mi sono divertita un sacco! Unica pecca il bookshop della Triennale. Manzini era infatti presentato da Alessandro Robecchi, io volevo comprare almeno il suo primo libro ma al bookshop niente, avevano giusto per l'occasione i libri di Manzini e neanche tutti (tanto è vero che una signora in fila per il firma copie ci ha chiesto che libro fosse "Orfani bianchi"... magari lo avrebbe acquistato se fosse stato presente). Miei cari organizzatori, siete poco furbi. Senza contare che all'incontro di Rosa Teruzzi i libri in vendita erano del tutto assenti dispersi chissà dove.
Insomma come spesso accade in queste occasioni ci sono luci e ombre, ma io mi sono troppo divertita insieme a Laura a gironzolare e a spendere un sacco di soldi ( e ogni tanto ci vuole ragazzi). e poi abbiamo incontrato Chicca di Librintavola e anche Laura, entrambi partecipanti alla nostra Challenge. Quindi, nonostante l'umido e la stanchezza la mia valutazione del BookCity è più che positiva!

Ora non fate quella faccia, perché a Milano io ho pensato anche a voi lettori! Vi avevo promesso una piccola sorpresa e infatti... Ho pronto per voi un bel Giveaway! In quel di Milano sono andata all'incontro con Enrico Galiano, autore di Eppure cadiamo felici, una persona veramente speciale e simpatica, di quelle che ti mettono subito a tuo agio. Ovviamente ho portato con me la mia copia per una bella firma e una copia da mettere in palio qui per voi.



Regole per partecipare:
- essere lettori fissi del blog
- mettere Mi Piace alla pagina Facebook del blog (non obbligatorio ma se siete su Facebook mi farebbe piacere, giuro, rompo poco le scatole, non vi metto in gruppi di nascosto, non sporco, so anche essere simpatica!)
- completare il modulo qui sotto in ogni sua parte (tutte tutte, se ne manca una non vi prenderò in considerazione)
- commentare questo post, indicando la vostra partecipazione e, se ci siete mai stati, magari raccontando un aneddoto di un vostro BookCity, insomma facciamoci una bella chiacchierata!

Il Giveaway ha inizio oggi e terminerà alle 21 di sabato 2 dicembre. Il vincitore verrà estratto tramite il sito Random.org tra tutti coloro che avranno seguito le regole e le tempistiche. Domenica 3 dicembre pomeriggio annuncerò il vincitore sulla pagina Facebook del blog e lo contatterò via mail per accordarci sulla spedizione.

Tutto chiaro? Dai le regole sono poche e semplici e il libro merita un sacco! Vi aspetto numerosi!



In bocca al lupo a tutti






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La Chiacchiera - Speciale BookCity 2017



LL: Lallìììììììì, la colazione è pronta!
E: so, la sto facendo.
LL: come la stai facendo? Ma dove sei?
E: a casa, presente? Dove abito, dove c’è Lamù, dove il postino mi ignora. Lì.
LL: vabbè, è la terza mattina che butto il tè verde
E: scrivilo su un post it e attaccatelo al pigiama
LL: al?
E: pigiama…
LL: non ho capito!
E: a quella cosa con cui dormi… no Cotogno, ho detto cosa.
LL: quella di pizzo? O quella di raso?
E: ecco, ora lo studente che da 8 mesi sta fuori da casa tua avrà compagnia almeno
LL: cretina!
E: io cretina, ma quello lì sta, visto io
LL: cretina 2.0
E: va beh, dai, perchè questa chiacchiera speciale? Spiegalo alla gente che ci legge (ciao Manzo)
LL: a me la gente fa schifo, ma lo spiego lo stesso perché sono educata! Siamo state 4 giorni assieme e siamo pure andate e tornate da Milano senza morire!
E: e senza uccidere nessuno… cioè quasi…
LL: la vecchia carampana è morta! MOR-TA!!!
E: ma iniziamo dall’inizio? Dai. Allora, venerdì. Preso treno io, i guanti e la valigia mezza vuota.
LL: anche perché se il treno lo prendevo io, poi erano cazzi! I guanti… io ti credo sulla parola perché non li ho mica visti
E: c’erano! Solo che poi hanno fatto vacanza a casa tua, tipo spa!
LL: vacanza noiosa hanno fatto… non sono manco mai usciti dalla valigia! Vabbè, lo vogliamo dire che stavolta a Casalpusterlengo non c’era lo smozzicatore folle, bensì un vecchio porco che cercava di rimorchiare una ragazzina?
E: certo Lallì c’è da dire una cosa su questo: tutti te li becchi eh. Vorrà pur dire qualcosa? Comunque si, mi telefoni e mi racconti del vecchiaccio provolone. Fossi stata io a quest’ora stava ancora legato ai binari… in amicizia sia chiaro.
LL: tu con ‘sta storia dell’amicizia freghi tutti. Comunque, siamo arrivate a Ugo e cosa abbiamo fatto?
E: beh che ne sai, magari a lui la cosa piaceva… ihihihihhhh… comunque si, non siamo andate dirette a casa ma siamo andate prima di tutto a mangiare. Sia mai che le Ciambelle non si nutrano…
LL: mai! Pranzetto veloce e leggero: ristorante cinese...io puzzo ancora di fritto. Tu?
E: pure io e ho ancora il dubbio che pure i tovaglioli fossero fritti. Tutto buono però eh… il gelato fritto però ci ha dato la mazzata…
LL: vabbè, tanto poi abbiamo camminato tanto tanto, ci siamo messe alla ricerca di un maglione, quindi abbiamo digerito! Uh e siamo anche andate da Tiger, dove io, per la prima volta, ho comprato!!!
E: Ricerca del maglione durata 4 giorni e che è rimasta infruttuosa… ma ne riparleremo! Si siamo andate da Tiger, alla Feltrinelli, dalle Yankee Candle… Lallì non so te, ma in due ore la carta di credito l’ho vista già piuttosto affaticata…
LL: Lallì, la mia carta è fuggita. Ha chiesto asilo politico in Svizzera! Oh comunque dei miei acquisti al Tiger potrai vantarti per il resto dei tuoi giorni. Io non compro mai niente… sei arrivata tu e zac! 30 euro in cazzate!!
E: lo metto in curriculum! E poi abbiamo comprato pure libri che sai a casa ne abbiamo pochi pochi.
LL: e scusa, volevi uscire con me e non comprare libri? Poi fa triste! Dì pure che hai mangiato gli arancini siciliani a Ugo, che mica è roba da poco! 
E: ti ricordo che la prima volta che siamo andate in libreria insieme manco una graffetta abbiamo comprato. Eh si, per cena siamo state sul leggero visto il pranzo: arancini e pasticceria cioccolatosa. Ciò che al fegato non fece il cinese potè la Sicilia!
LL: appunto! La prima volta manco una graffetta, stavolta dovevamo recuperare! E poi la pasticceria era giustificata dal fatto che dovevamo guardare Bake Off e quello se prima non mangi dolcetto, poi lecchi la tv e non è bello! Ora, vogliamo raccontare di sabato e di quelle due o tre ore in cui abbiamo atteso mia sorella in stazione mentre lei faceva la pipì più lunga del creato?
E: sabato siamo partite alla volta di Milano! Caricato pure figlio tuo nipote a me su dei meravigliosi treni siamo arrivate in Centrale alla ricerca di sorella tua venuta dritta dritta dalla Svizzera… cerca cerca, aspetta aspetta, sul binario non ci sta! Eh grazie, è uscita dall’altra parte ed è andata in bagno. E abbiamo aspettato. 
LL: sicura fosse un treno quello su cui abbiamo viaggiato? Io sentivo olezzo di bestiame! Comunque, quella genia è scesa a destra mentre noi stavamo a sinistra e siccome è Failla in tutto e per tutto, la prima tappa è sempre il bagno! Raccattata la sorella, dove si va? In libreria!!! Sia mai che le carte di credito si fossero riposate troppo!
E: detto io, moriremo grasse, col colesterolo a mille e povere, ma tanto felici! Si siamo andate in libreria, o meglio nelle librerie, perchè mica ci siamo limitate ad una, noooooooo, due! Eh se le cose le facciamo le dobbiamo fare bene. E poi, vuoi mai non fare un salto da Tiger che io volevo gli stickers di Natale? E lì la tragedia… stickers, timbri, tazze, Lallina col cerchietto rosa e vaporoso!
LL: cerchietto? Che cerchietto? Io non ho visto alcun cerchietto (E: ho le prove fotografiche tesoro!). Comunque io al Tiger con te non ci entro più...più più. Che ogni volta sento la carta che cerca di nascondersi più in fondo possibile. Altri 20 euro son volati lì e non voglio neanche sapere quanto ho speso tra Mondadori e Feltrinelli. Quindi, giusto per piangere a stomaco pieno...cibo!
E: cibo certo! Nipote a me figlio a te va nutrito! Quindi vai di paninazzo in cui manco mi ricordo cosa ci fosse dentro ma che era alto quanto Merlino (cane libridinoso). Posso dirlo? Gaaaaaaaaaaaaa!
LL: robina leggera, subito seguita da cannolo siciliano per noi e iris al cioccolato per te. Che tu il cannolo alla ricotta no, altrimenti… CHE URLI? Non lo dico che altrimenti fai la cacca!
E: sai che sei una stronza colossale tu??? Comunque si, pure dolcetto che se no ci sciupiamo. Io l’iris non lo conoscevo! Perchè non me lo hai presentato prima? Lo volevi tutto per te vero?? Carogna!!!
LL: ma io posso mai pensare che frequento una che non conosce l’iris? A saperlo non ti avrei manco mai scritto!
E: va beh, io conosco una che prende le vongole sottovuoto! Eppure ancora ti rivolgo la parola… Comunque subito dopo pranzo dovevamo andare all’incontro con la Gazzola. 
Ecco, in tutta ‘sta caciara che facciamo mica lo abbiamo detto che a Milano siamo andate per il Bookcity! Dovevamo andare all’incontro, dicevo, ma abbiamo fatto ciao ciao con la manina ad Alessia dopo aver visto la fila che si era formata fuori al freddo e al gelo e siamo zompate all’incontro successivo, quello con Enrico Galiano.
LL: per una volta che avrei potuto insultarla in diretta...sfigaccia nera! Ecco zompate all’incontro con Enrico con un leggerissimo anticipo di un paio d’ore, trascorse amabilmente accasciate su un marciapiede, al freddo e al gelo (non cantare, ti sento!). 
E: ammazza che freddo che faceva! Poi c’era il portiere della Fondazione Pini che ogni volta ci diceva: fra 10 minuti apro…. ‘sti 10 minuti sono durati un’ora e mezza. Però ne è valsa la pena, Enrico è simpaticissimo… peccato per quell’altra…
LL: i 10 minuti più lunghi della mia vita! Quell’altra...la blogger...tu l’hai capito chi sia?
E: ho visto il blog e ho capito che c’è gente che non sa cosa sia un blog pur avendolo… 
LL: aaaahhhh...lo diciamo che siamo dovute scappare dall’incontro con Enrico senza manco salutarlo?
E: eh si, perchè (sentite qua) Ciambella a me è vippa! Ha fatto una presentazione pure lei!
LL: capirai! Una roba roboante (scusa, m’è uscita così!). Però ci siamo divertite...almeno io mi sono divertita, Loredana e Pierpaolo non so! Tu ti sei divertita, Hoppapolla?
E: certo! Ero pronta con la domanda d’emergenza in caso di necessità!
LL: e meno male che la necessità non c’è stata, perché io mica mi fido di te! Oh comunque sabato è finito, siamo schizzate in stazione che altrimenti rischiamo di dormire sotto un ponte dei navigli e siamo tornate a casa, dove ad attenderci c’era…
E: LA LASAGNA DI COTOGNO!!! Alle 22 noi ci siamo sedute a tavola con una porzione enorme di lasagna nel piatto e in coro abbiamo detto “Ma no, ne mangiamo un pezzetto che abbiamo ancora il paninazzo che ci chiude le coronarie”... 5 minuti e la lasagna era finita. Poi siamo svenute a letto ma eravamo lasagnate felici.
LL: senti Lallì, la prossima volta che vieni voglio campare di minestrina io. Ora dì pure che per colpa della lasagna domenica non abbiamo sentito né le sveglie né le campane né la strega di Biancaneve che bussava alla finestra. Dillo!
E: primo: triste minestrina. Secondo: la sveglia ha fatto boom. Io non me la ricordo, ma sono sicura di averla messa. Ma niente, mi hai svegliato tu. Che non sarebbe stato niente di grave se non avessimo avuto appuntamento con Aliciuzza (alias Alice Basso). Lei poi doveva andare via. Non ci siamo beccate...però quasi quasi le mando foto della lasagna, so che ci tiene!
LL: tranquilla, gliel’ho mandata io sabato sera. Sia mai, poi so che si dispiace! Fatto sta che domenica, munite di comode scarpe (almeno io, perché tu quelle le avevi pure sabato), siamo risalite sul carro bestiame e via di nuovo verso Milano (io sento ancora il gelato fritto che mi parla)
E: e dove siamo andate io, te e la buon’anima del gelato fritto? In libreria!!! E poi? da Tiger!!! Lallì, abbiamo seri problemi.
LL: tu sicuramente, visto che prima siamo andate da Rosa. Lallì, guarda che stai invecchiando male, sorella. Non ti ricordi più le cose, manco la Bacci sta a questi livelli.
E: davvero? Ah giusto, via Montenapoleone!!! Ahahahahhhh!! Ancora rido per le pagliacciate che abbiamo visto nelle vetrine (che costeranno pure un botto, saranno firmate, ma fanno pure ridere i polli) e per il tipo della macchina...ihihihihhh
LL: ah la bella semplicità di un maglio...no vabbè, lasciamo perdere i maglioni! Senti, dopo Rosa che ci ha fatto ridere e istigate a comprare un libro (sia mai!), dopo un ennesimo giro da Tiger (in cui stavolta io il portafogli l’ho lasciato davanti alla porta, così...per sicurezza), che abbiamo fatto? Ihihihih
E: eh siamo andati alla Triennale…. c’era lui… Tanta Roba Manzini!
----> La Chiacchiera continua sul blog di Laura La Libridinosa 
Alla prossima

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Recensione: Ti chiamo sul fisso - Rainbow Rowell

Buongiorno lettori! Non sono sparita, sono solo partita alla volta di casa Libridinosa dove ho passato ben quattro giorni con lei. Siamo state al BookCity e ce ne sono successe di tutti i colori. Naturalmente ve ne parleremo nei prossimi giorni e ci sarà anche una sorpresa per voi. Quindi occhio! Oggi invece inizio la giornata con una nuova recensione. Vi parlerò di Ti chiamo sul fisso di Rainbow Rowell edito da Piemme (che ringrazio per la copia del romanzo).
Ti chiamo sul fisso di Rainbow Rowell
Piemme | Piemme | 352 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,50
7 novembre 2017 | scheda Piemme


TRAMA Se ti capitasse una seconda possibilità in amore, faresti di nuovo la stessa scelta? Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato... Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda... Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano...


Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più da Rainbow Rowell. L'ho conosciuta con Fangirl e lì avevo trovato sentimenti certo, ma anche una sana ironia e soprattutto una protagonista che si è saputa fare amare fin dalle prime battute grazie alle sue paure, alle sue fantasie e al suo sapersi creare un mondo tutto suo attorno, senza remore.  Ti chiamo sul fisso tocca invece una fascia di età un po' più adulta, quella di una madre e di una moglie che cerca di conciliare con poco successo la sua famiglia, e soprattutto il marito, con un lavoro che ama, per cui è portata ma che richiede tempi e sforzi non propriamente alla sua portata. Georgie scrive telefilm umoristici, in cui ovviamente la battuta e l'ironia la fan da padrone, e ha finalmente l'occasione della sua vita, quella di proporre insieme al suo socio e amico Seth il telefilm su cui stanno lavorando da tanto ad un produttore famoso. Problema: è Natale e lei dovrebbe partire per Omaha con il marito Neal e le due figliolette. Neal decide alla fine di partire da solo non senza lasciarla con il broncio dopo una brutta litigata. Da questo momento Georgie non riesce a passare una giornata tranquilla divisa com'è tra l'ansia per il lavoro e la famiglia lontana, finché una sera non prova a chiamare il marito dal telefono fisso della sua vecchia cameretta a casa dei genitori e incredibilmente Georgie scopre di parlare si con suo marito ma con il Neal del passato, quando ancora erano appena fidanzati.
Quello che non mi ha fatto impazzire di questo libro è stato il fossilizzarsi sullo stesso scenario, il ripetersi troppe volte delle stesse situazioni, con Georgie che cerca di chiamare Neal, che va a lavoro, che ricorda episodi del passato. E ancora e ancora. Non c'è niente da fare, quando un libro si ferma in questo sorta di circolo vizioso mi si smorza l'entusiasmo e non mi fa apprezzare neanche gli spunti interessanti che pure riconosco. Mi incuriosiva l'idea di affacciarsi sul passato da parte della protagonista, tuttavia l'idea alla fine si limita ai soliti discorsi con Neal e a poco altro e non mi è sembrata sfruttata in pieno.
C'è poi una sorta di tentativo di triangolo con l'introduzione di Seth il migliore amico di Georgie, con il quale lavora spalla spalla per molte ore al giorno. Seth è uno di quelli che passa da una ragazza all'altra senza troppi problemi e chiaramente Neal è geloso del suo rapporto con Georgie. Anche qui, un vorrei ma non posso da parte dell'autrice che insinua nel lettore la possibilità che tra i due possa nascere qualcosa di più, di diverso, ma non osa dirlo palesemente, li lascia lì a sfiorarsi senza andare oltre, quasi tentennanti. Sono quelle situazioni che non mi intrigano, mi lasciano solo con una gran frustrazione addosso.
Mi è sembrato quasi che la Rowell abbia fatto il passo più lungo della gamba con questo libro, come se l'idea di un romanzo con una protagonista più adulta non fosse nelle sue corde, cosa che si intuisce da una Georgie francamente poco delineata e che risalta poco. Mi spiace, anche perché il suo guizzo narrativo spunta qua e là ma credo che il suo mondo, i suoi protagonisti debbano essere più giovani.

Alla prossima


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Recensione: L'assassinio di Florence Nightingale Shore - Jessica Fellowes

Buongiorno lettori! Io mi sto preparando per la partenza di domani. Ah non vedo l'ora! Ora tutto sta a fare la valigia... aiuto! Mentre cerco di infilare non so quanti libri nella valigia (Tetris spicciami casa), vi lascio con una recensione che in molti state aspettando. Questo libro ha solleticato la curiosità di moltissimi e io grazie alla Neri Pozza ho potuto leggerlo in anteprima. Sto parlando de L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes, primo libro de I delitti Mitford.
L'assassinio di Florence Nightingale Shore
(I delitti Mitford #1) di Jessica Fellowes
Neri Pozza | I narratori delle tavole | 396 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
16 novembre 2017 | scheda Neri Pozza

TRAMA Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello fermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.

Bella storia quella delle sorelle Mitford, Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica, Deborah, alle quali va aggiunto il fratello Tom. Una storia la loro che nel bene e nel male ha deliziato i rotocalchi inglesi nel periodo tra le due guerre e durante la Seconda Guerra Mondiale. In un'Inghilterra pronta a catapultarsi nell'orrore della guerra contro il nemico tedesco, quella dei Mitford era una ben strana famiglia: Diana e Tom erano di conclamate tendenze fasciste, Jessica comunista, Unity, che non a caso faceva Valkyrie di secondo nome, aveva un'intima amicizia con Hitler, Nancy era la romanziera, Pamela l'antisemita e Deborah la duchessa (avete presente la Pemberly di Orgoglio e pregiudizio con Keira Knightley? Ecco, casa sua, o meglio, attualmente del figlio, il 12° duca di Devonshire). Le varie idee politiche e scelte di vita portarono spesso le sorelle a litigare eppure sempre fitto è stato lo scambio epistolare tra loro. La loro storia è perfetta per apparire in un romanzo, nate ad inizio secolo sono però figure così moderne e anticonvenzionali che possono ancora stupire il lettore moderno. Ma come fare per non cadere nella banale biografia?
Ecco la famiglia Mitford nel 1933
(fonte: newyorksocialdiary.com)
Jessica Fellowes ha avuto la brillante idea di introdurre le famose sorelle Mitford non come protagoniste di una biografia romanzata ma come comprotagoniste di una serie di gialli. Sei sorelle sei libri che si susseguiranno e che proporranno al lettore un giallo vero e proprio, misteriosi omicidi rimasti irrisolti nella realtà ma che nella finzione troveranno un colpevole anche grazie alla sorella di turno. Il primo libro, in uscita proprio oggi in Italia con Neri Pozza, vede come coprotagonista Nancy. Siamo nel 1920 e su una carrozza del treno per Brighton viene trovata agonizzante l'infermiera Florence Nightingale Shore, che morirà pochi giorni dopo in ospedale. Il collegamento con Nancy arriva tramite Louisa Cannon da poco alla dipendenze della sua famiglia come cameriera. Chi è stato? E perché?
L'autrice non segue un unico filo narrativo pur centrando l'attenzione su Louisa, ragazza di umili origini che cerca di scappare dalle grinfie dello zio nascondendosi letteralmente ad Asthall Manor, la residenza di campagna dei Mitford. Alla sua storia uniamo quella dei Mitford, ma anche quella di Guy Sullivan, poliziotto delle ferrovie, alla ricerca del riscatto davanti ai fratelli tutti andati in guerra a proteggere il paese mentre lui a causa della miopia non è riuscito ad arruolarsi. Tre fili narrativi molto stretti tra loro che l'autrice ha saputo usare molto bene dandoci quell'atmosfera un po' alla Downton Abbey che ben conosciamo e amiamo, con i padroni nobili un po' apatici e annoiati osservati dalla servitù, servitù che esce dal suo anonimato sociale e si mette addirittura ad indagare su un efferato omicidio, non senza qualche problema.
L'omicidio di Florence Nightingale Shore è rimasto nella realtà irrisolto, eppure viene trattato qui con molto rispetto e soprattutto con molta credibilità. I collegamenti, le piste, i testimoni, gli accusati e il suo finale sono molto credibili e verosimili, non si sente alcuna forzatura né esagerazione nel tessere la trama. Il trucco, se così si può dire, sta proprio nell'usare come protagonista Louisa, una figura marginale nella società inglese ma che ben riesce a muoversi nell'indagine, e non Nancy, ancora troppo piccola nel 1920 ma anche eventualmente un tantinello scontata nell'economia del romanzo. Louisa e Guy sono due ottimi esempi non solo di riscatto sociale e personale, ma anche di persone per bene, che si imbattono per caso in un omicidio tanto misterioso e che, nonostante le difficoltà che incontrano, vogliono capire cosa è successo, chi è stato, vogliono fare giustizia e proteggere chi si potrebbe trovare in pericolo.
In conclusione, se amate l'Inghilterra un po' decadente, il mistero e i personaggi in attesa di riscatto vi consiglio assolutamente questo bel primo libro, convinta che anche gli altri 5 ci terranno col fiato sospeso.

Ah, prima che mi dimentichi! La bella notizia è che Jessica Fellowes questo fine settimana sarà al BookCity di Milano. Domenica 19 alle 19 al Castello Sforzesco - Sala Viscontea presenterà questo libro e tutta la serie dedicata alle sorelle Mitford in compagnia di Valeria Palermi.
Alla prossima


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Recensione: Caraval - Stephanie Garber

Buongiorno lettori! Uh che giornata faticosa è stata ieri, sembrava non ne girasse una giusta tra blogger che faceva i capricci e corrieri fuggiti con la mia copia di Harry Potter illustrato. Ma tra un disastro e una cioccolata calda sono riuscita a terminare la mia seconda lettura del mese, Caraval di Stephanie Garber.
Caraval di Stephanie Garber
Rizzoli | Rizzoli | 429 pagine
ebook €8,99 | cartaceo €18,00
2 Novembre 2017 | scheda Rizzoli

TRAMA Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre...

"Durante Caraval c'è sempre qualcosa di reale mescolato al resto."

"Venghino signori, venghino!!" Caraval sta riaprendo i battenti!! Mastro Legend vi da il benvenuto al grande gioco di Caraval, in premio per voi un desiderio! Ma cosa siete disposti a fare per vincerlo? E ricordate: i cancelli chiudono a mezzanotte.
Caraval è un grande gioco, un circo con acrobati e attori, una messa in scena talmente reale da essere impossibile, peccato che sia altamente probabile tutto ciò che accade. Rossella lo capisce subito: niente sarà facile al suo interno. Eppure deve andare, addentrarsi per le sue strade d'acqua e i luoghi bizzarri che lo compongono per poter ritrovare la sorella e riportarla a casa prima che il padre si accorga della loro fuga e le punisca come mai accaduto. Ma le giornate all'interno delle mura di Caraval sono strane, il giorno diventa notte, la notte giorno, le ore minuti, i minuti secondi. E poi per giocare c'è sempre un prezzo da pagare: un segreto, una bugia, fintanto un giorno della propria vita. Non bisogna fidarsi di nessuno lì dentro, e proprio qui Rosella sbaglia perché finisce per fidarsi di qualcuno, fin troppo. Ma dove la porterà tutto questo?

Caraval era una delle uscite più attese degli ultimi mesi, e devo dire a ragione. Il mondo creato dall'autrice è un mondo malato, malsano, in cui le regole delle percezione vengono stravolte e in cui niente è come sembra. Realtà e finzione si mescolano confondendo tanto la protagonista quanto il lettore. Di chi fidarsi? Ed è veramente tutto un gioco? o infondo qualcosa di vero c'è?
Ci spera Rossella, spera che qualcosa di quello che le capita sia vero, o meglio lo spera e lo teme. Ma tutto ciò non fa che ampliare la confusione e l'insicurezza che alberga da sempre in lei. Vittima di un padre sadico e crudele e prossima ad un matrimonio in cui vede la salvezza per lei e per la sorella Donatella ma che è comunque un matrimonio combinato, Rossella non sembra quasi sapere chi è. E mentre leggi delle sue avventure ti ritrovi a pensare se forse sia troppo buona, troppo altruista e speri quasi che abbia un momento di sano e puro egoismo.
La storia è tanto semplice quanto complessa. Semplice nelle sue linee essenziali, complicata nel suo effettivo svolgimento, nell'ambientazione circense e oscura, nello scorrere del tempo che rallenta e accelera, nei personaggi stravaganti e al limite della follia. Il tutto crea un clima strano, buio e soffocante, ma anche freddo e ostile, adattattissimo al racconto.
Caraval è un libro bizzarro, un libro che è proprio come la storia che contiene. La sua copertina ti attira per la bellezza e i ghirigori, le sue pagine ti affascinano per i decori e per la fisicità delle pagine e la storia ti conquista, per l'assurdità degli eventi, per questa vena quasi horror che trovi qua e là.
L'unico difetto che ho avvertito risiede proprio nella protagonista Rossella che a volte ho trovato poco incisiva, troppo incline a farsi trascinare dagli eventi senza seguire invece i campanelli dall'allarme che l'istinto le faceva suonare.
Per il resto questo libro merita l'attesa, le su 400 e passa pagine sono qualcosa di talmente strano e particolare che lasciano incantati. Quello che mi è piaciuto è proprio la sua oscurità, la vena di follia latente che alberga in tutto il racconto, quasi come fosse una nebbia fitta che si posa su questo circo sui generis, fatto di attori più o meno consenzienti, e che ha all'apice un vero e grande burattinaio, questo mitico Mastro Legend che non conosciamo, di cui sappiamo pochissimo e del quale ignoriamo persino la vera identità.

Alla prossima



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Wonderful Giveaway - Seconda copertina


Buongiorno lettori! Uh come sono emozionata!! Lo sono sempre quando vi propongo post speciali e questo lo è veramente tanto!! Allora ditemi un p', come è andata la prima tappa del Wonderful Giveaway sul blog di Laura La Libridinosa? Vi ha trattati bene? Ehm.. avanti, ora smettete di piangere, non è successo niente, Lallina in fondo vi vuole bene. Ma voi avete seguito tutte le regole per bene? Mi raccomando che saremo severissime.
Questa mattina nei nostri Buongiorno di Facebook avete scoperto di che libro era il particolare che vi ha proposto lei ieri. Oggi tocca a me! Vi ricordo che il particolare "distorto" appartiene alla copertina di un libro che ho letto, quindi sbirciate in giro che magari la noterete.
Pronti? Ecco la Seconda Copertina...



Facile vero? Per favore i forconi e le torce tenete per il fine settimana, grazie.

Vi ricordo che per rispondere a questo quesito dovrete utilizzare unicamente il modulo che trovate nel post di ieri di Laura QUI, solo quello, risposte inviate in altro modulo non saranno tenute in considerazione. Dovrete rispondere entro e non oltre le 22 di questa sera compilando tutte le parti del modulo. La prima persona che risponderà correttamente avrà 2 punti, per tutti gli altri 1 punto. Domani mattina, nei Buongiorno sulle pagine Facebook de La Libridinosa e de La Biblioteca di Eliza troverete la soluzione a questo quesito.
Vi ricordo inoltre tutte le tappe del Wonderful Giveaway:
  • lunedì 6 novembre: blog La Libridinosa
  • martedì 7 novembre: blog La Biblioteca di Eliza
  • mercoledì 8 novembre: pagina Facebook La Libridinosa
  • giovedì 9 novembre: pagina Facebook La Biblioteca di Eliza
  • venerdì 10 novembre: profilo Instagram La Libridinosa
  • sabato 11 novembre: profilo Instagram La Biblioteca di Eliza

Quindi domani troverete il terzo indovinello sulla Pagina Facebook La Libridinosa. Cosa si sarà inventata Laura? Vi dico solo una cosa, poveri voi... anzi, poveri i vostri occhi!
Alla prossima


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Recensione: Un po' di follia in primavera - Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! Mentre sul blog di Laura inizia il Wonderful Giveaway (vi siete iscritti? Bravi! Per chi non lo ha fatto, sarà per la prossima volta!) io vi propongo la recensione di ddsorbhn. パンドラクリップUn po' di follia in primavera di Alessia Gazzola.
Un po' di follia in primavera di Alessia Gazzola
Longanesi | La Gaja Scienza | 298 pagine
ebook €3,99 | cartaceo €16,90
26 settembre 2016 | scheda Longanesi

TRAMA Quella di Ruggero D'Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato nel proprio ufficio. E anche perché Ruggero D'Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio ma anche per la recente consulenza del professore su un caso di suicidio di cui Alice si è occupata. Impossibile negare il magnetismo di quell'uomo all'apparenza insondabile ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. Eppure, in una primavera romana che sembra portare piccole ventate di follia, la morte violenta di Ruggero D'Armento crea sensazione. Pochi e ingannevoli indizi, quasi nessuna traccia da seguire. L'indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta... Ma sarà quella giusta?

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Il bello di esser letti

IL BLOG NO STRESS!!! Mettetevi comodi, rilassatevi e viviamo insieme il bello di leggere e di esser letti... non solo tra le righe! Il nostro più caloroso benvenuto a tutti i sognatori e a tutti gli assetati di emozioni. Siete arrivati nel posto giusto! Nel salotto di amici fatti come voi... che amano circondarsi di carta e inchiostro... e una smisurata quantità di eBook!

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venerdì 24 novembre 2017

Review Party: NON C'E' GUSTO SENZA TE di Edy Tassi e Gloria Brolatti


In occasione dell'anniversario di Non c'è gusto senza te  (romanzo che ho particolarmente caro, così come le sue autrici) accolgo con piacere insieme a tanti altri amici blog l'iniziativa di un review party per festeggiare tutti insieme il primo anno in compagnia dello chef Massimiliano Vialardi e della foodblogger Caterina Malena.
E, qualora non aveste ancora avuto il piacere di scoprire la loro storia, farvi assaporare un po' del gusto dolce e piccante, proprio come un cioccolatino al peperoncino, di questo sorprendente romanzo... che è molto più di un frizzante romance, ma è anche un compendio di squisite ricette che potrete tutte facilmente realizzare. Noi ci siamo divertite e cimentate in qualcuno di questi esperimenti culinari e nei prossimi giorni, se continuerete a seguirci, ve lo documenteremo! 
Adesso però, prima di lasciarvi alla mia recensione, volevo comunicarvi la fantastica iniziativa promossa da Edy Tassi e Gloria Brolatti che fra tutte le lettrici che parteciperanno al nostro Review Party lasciando una loro recensione del libro su una qualsiasi piattaforma digitale, parteciperanno all'estrazione di tre "party favor bag" davvero speciali: un buono Amazon da dieci euro ciascuno e una tazza personalizzata Non c'è gusto senza te ! Basterà compilare il form che troverete alla fine di ogni post su ciascun blog partecipante al Review Party inserendo il link della propria recensione o il nome con cui l'avete pubblicata. Saranno ritenute valide solo le recensioni pubblicate dal 25 novembre al 30 dicembre.



opinione di Sangueblu
Massimiliano sospirò. Una vera fatica tenere il timone saldo in mano e puntare dritto verso l'obbiettivo
che aveva assegnato loro Garavaglia. Per non parlare degli attacchi alla sua bussola personale, rappresentati da quella ridicola attrazione che continuava a provare per lei. Ormai quando la vedeva china su un impasto non sapeva più se rimproverarla perchè aveva messo troppo o poco sale, oppure sistemarle un ricciolo dietro l'orecchio, accarezzandola per scoprire se quel tocco l'avrebbe fatta rabbrividire. Voleva vedere se la sua pelle si sarebbe increspata di brividi , fino a che punto il suo sguardo avrebbe potuto illanguidirsi e le sue guance scaldarsi di eccitazione. Avrebbe voluto vedere che effetto aveva su di lei una semplice carezza,  per immaginarsi tutto il resto. Tipo la reazione chimica che si sarebbe verificata nel suo corpo, come succedeva quando gli ingredienti giusti si amalgamavano in un piatto perfetto. Solo che loro due non erano gli ingredienti di un piatto e non avrebbero potuto amalgamarsi mai...
Massimiliano Vialardi e Caterina Malena: mai due personaggi avrebbero potuto essere più diversi e avere due visioni della cucina, e della vita, più diametralmente opposte. Se a questo fatto aggiungete che la cucina, nella fattispecie, è gran parte della loro stessa vita le cose si complicano un bel po' quando, per "colpa del destino" (e di un commento di troppo), le loro esistenze collidono e fanno scintille.
Lui, chef rinomato che fa della cucina tecnica ed elaborata la sua bandiera e lei, Foodblogger per le Trafelate in cucina, e per tutti coloro che invece hanno bisogno di una cucina pratica, semplice e rassicurante senza, pur tuttavia, rinunciare al gusto e a quella "bella figura" con gli ospiti che in fondo ognuno di noi desidera quando si mette ai fornelli per qualcuno. Nonostante l'approccio più "ruspante" che faceva inorridire il misuratissimo e tecnicissimo chef, Caterina ha grande sapienza e soprattutto delle trovate geniali che, insieme alla sua personalità brillante e ottimista, pian piano riescono a far breccia nel muro che Massimiliano ha costruito intorno a sè.

Capiremo man mano durante la lettura quali sono le sfumature più profonde dei due protagonisti e soprattutto di un personaggio complesso come quello di Massimiliano, che non è esente dall'avere alle spalle un passato pieno di incertezze e privo dell'affetto e del sostegno di una madre che lo ha reso l'uomo algido e ambizioso che è diventato da adulto. Ci vorranno Caterina ed il suo "fuoco" per scioglierlo un po'... come cioccolato fuso.
Il cibo, e il cioccolato in particolare, hanno un ruolo preponderante nella storia non solo a livello narrativo - perché è principalmente intorno al cibo che si costruisce l'intreccio, ma soprattutto concettuale. Nel romanzo si gioca molto infatti sul connubio amore/cibo e questi due elementi sono strettamente legati. E non solo perchè, in un certo senso, è tra i fornelli che nasce - anche se cuocendo a fuoco molto lento - la passione tra Massimiliano e Caterina, ma anche perchè in fondo si cucina per chi si ama e il cucinare stesso è un atto d'amore. Inoltre il cibo ha in sé una componente erotica molto forte e anche su questo saranno bravissime a giocare le autrici, facendo salire la tensione e la temperatura, in un gioco di seduzione sia dolce che piccante. Vedrete che ci saranno dei momenti, ed uno in particolare, in cui quasi Massimiliano e Caterina si assaggeranno... Comunicheranno attraverso i sensi: tatto, olfatto, vista, naturalmente gusto ma anche l'udito... Perchè anche il cibo ha un suo suono... un suo canto... un suo linguaggio.
E grazie a questo la nostra coppia di protagonisti diventerà finalmente tale... una coppia, e una coppia che non dimenticherete. Vi faranno ridere, sorridere, anche a tratti un po' arrabbiare per la loro ostinazione, ma soprattutto vi faranno sognare l'amore... e di gustare tante prelibatezze!
Molte, potrete prepararle voi stessi grazie alle meravigliose, dettagliate e (ve lo garantisco perchè le ho provate tutte) non troppo difficili da preparare ricette. Non c'è gusto senza te è infatti un libro a "doppia funzione", "prima lo leggi sul divano (o dove preferite) e poi lo usi in cucina!"
Direi che è, per questo, anche una perfetta strenna per questo Natale ormai alle porte.

Amore e cucina sono sicuramente i due temi centrali del romanzo ma accanto si stagliano ben definiti anche dei sotto-temi altrettanto evidenti ed importanti: la famiglia (con particolare attenzione anche alle differenze tra nord e sud d'Italia), il rapporto tra genitori e figli, l'amicizia, il bisogno di essere accettati e di saper cogliere le occasioni che ci capitano nella vita perchè, qualche volta, potrebbero davvero cambiarcela in meglio!
A fargli da cornice tre ambientazioni italiane meravigliosamente descritte: la città di Milano, la piccola cittadina pugliese di Cisternino da cui viene Caterina e la villa di Fortunago nell'Oltrepò Pavese e ad accompagnare i nostri protagonisti una serie di personaggi che doneranno colore e calore alla storia. Come Anna, un personaggio secondario ma non per questo meno di spicco e in cui probabilmente si potranno identificare molte donne: la mamma di famiglia, che per mandare avanti la casa, il marito e i figli si è messa da parte non venendo più considerata. E' un personaggio che avrà un bellissimo percorso e un'importante evoluzione personale, che mi è piaciuto molto leggere. Così come ho apprezzato Filippo, se pur non tanto presente, e ho riso con Valentina Pozzi, che mi è apparsa un po' come la caricatura di Barbara D'Urso.
Ho riso, sì, perchè Non c'è gusto senza te è un libro divertente, piacevole, leggero; che non ha la pretesa di insegnare niente ma che lascia dentro comunque tanto e senza ombra di dubbio la consapevolezza di aver trascorso del tempo "tra bei sentimenti" che scaldano il cuore espressi in una scrittura elegante, romantica, fresca e pulita.

Cosa si può chiedere di più a un romanzo?


Il mio voto: cinque stelline

Il prossimo appuntamento è sul blog M/M & Dintorni, lunedì 27 novembre
NON C'E' GUSTO SENZA TE

editore: Harper Collins Italia genere: romance pagine: 426 prezzo: 14.90 euro Rilegato eBook: 6.99 euro
Trama
p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 16.0px; font: 14.0px Arial; color: #333333; -webkit-text-stroke: #333333; background-color: #ffffff} span.s1 {font-kerning: none} Cos'hanno in comune una pasta alla Norma destrutturata e delle frittelle di zucchine? Un'ostia di polpo e un biscotto al cioccolato? Niente. Proprio come lo chef Massimiliano Vialardi e la foodblogger Caterina Malena. Lui propone una cucina dal forte impatto estetico, estremamente raffinata e algida. Lei dispensa ricette e consigli ereditati dalla nonna pugliese, pensati per donne che non hanno tempo di trascorrere mezza giornata in cucina "per rendere sferico il fumetto di pesce". Eppure Caterina e Massimiliano dovranno imparare a collaborare per realizzare un progetto top secret, che potrebbe rappresentare la soluzione ai loro problemi. Caterina, infatti, ha perso il lavoro, ma la sua famiglia non lo sa e non lo deve sapere. Massimiliano, invece, ha bisogno di nuovi locali perché la madre ha deciso di trasformare il suo ristorante in una galleria d'arte temporanea. Così, anche se è l'ultima cosa che vorrebbero fare, i due si ritrovano a cucinare insieme, chiusi in una villa dove andare d'accordo sembra impossibile. Tra Milano, Cisternino di Brindisi e l'Oltrepò Pavese; tra programmi televisivi, battibecchi, tradimenti e impreviste riappacifciazioni, la schermaglia, nata dosando ingredienti e sguardi davanti alle telecamere si trasforma fra le mura della villa in una storia che cuoce a fuoco lento, profuma di cacao, ha un lato dolce tutto da scoprire... e lascia in bocca il gusto persistente dell'amore.


Calendario Review Party

24 Novembre
 -  Il bello di esser letti 27 Novembre  -  M/M e Dintorni   29 Novembre  -  Starlight Book's   1 Dicembre  -  Una Pausa di Lettura   4 Dicembre  -  Le Lettrici Impertinenti   6 Dicembre  -  Esmeralda viaggi e libri   8 Dicembre  -  Leggere Romanticamente   11 Dicembre  -  Voglio essere sommersa dai libri   13 Dicembre  -  Harem's Book 15 Dicembre  -  Bookspedia   18 Dicembre  -  Il libro sulla finestra   19 Dicembre  -  Love is in the books   21 Dicembre  -  Le recensioni della libraia   22 Dicembre  -  Leggendo Romance



a Rafflecopter giveaway Pubblicato da sangueblu a 11/24/2017 07:40:00 PM 1 commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: #HarperCollinsItalia, Edy Tassi, giveaway, Gloria Brolatti, Harper Collins Italia, non c'è gusto senza te, recensione, review party, romance

LUCCA COMIX 2017: INTERVISTA A LICIA TROISI + VIDEO

Anche quest'anno, in occasione della cinquantunesima edizione del Lucca Comix & Games , un evento irrinunciabile per la nostra beniamina, abbiamo avuto il piacere e l'onore di incontrare Licia Troisi. A pochi giorni dall'uscita del suo libro - Il fuoco di Acrab   - noi de Il bello di esser letti insieme alle nostre amiche   Le Lettrici impertinenti abbiamo fatto una bella chiacchierata sul suo ultimo lavoro e, soprattutto, abbiamo preparato una sorpresa per voi che ci seguite e per tutti i fan di Licia. Speriamo che vi divertiate a vedere il nostro video almeno quanto noi ci siamo divertite a farlo! :-)

Con l'occasione ringraziamo nuovamente Licia per la sua disponibilità e la grande simpatia, ma anche la Mondadori per darci sempre splendide opportunità e la possibilità di vivere la nostra vita da blogger a stretto contatto con i nostri autori preferiti.



Intervista

CIAO LICIA! E’ UN PIACERE RITROVARTI E AVERE LA POSSIBILITA’ DI CHIACCHIERARE CON TE!
SIAMO FELICISSIME SOPRATTUTTO DOPO AVER APPENA FINITO DI LEGGERE IL TUO ULTIMO ROMANZO, APPENA USCITO, “IL FUOCO DI ACRAB” SECONDO VOLUME DELLA SAGA DEL DOMINIO CHE CI E’ PIACIUTO MOLTISSIMO: PER I CONTENUTI PROFONDI, PER IL MONDO VARIEGATO CHE RACCONTA E I PERSONAGGI  PECULIARI CHE LO POPOLANO.  
PROPRIO RIGUARDO AI PERSONAGGI PARTIAMO CON LA NOSTRA PRIMA DOMANDA: SONO SEMPRE COSI’ NUMEROSI, COMPLESSI E VIVIDI CHE CI CHIEDIAMO SE NON TI CAPITA MAI DI SMARRIRTI, ANCHE NELLA SEMPLICE DESCRIZIONE, MAN MANO CHE SCRIVI. O SE NON TI CAPITA DI CONFONDERTI PER SBAGLIO CON DELLE CARATTERISTICHE DEI TUOI PERSONAGGI DELLE NUMEROSE SERIE PASSATE. COME FAI A DESTREGGIARTI? COME PRENDONO VITA SULLA CARTA?
Sì… mi capita tantissime volte di fare confusione sugli aspetti fisici dei miei personaggi, soprattutto quelli che non sono i protagonisti principali. Il problema è che non mi scrivo mai a parte le loro caratteristiche e certe volte devo andare a ricercarmi di che colore avete gli occhi o i capelli. Specialmente nelle Saghe in cui ci sono tanti personaggi. Periodicamente ci sono dei momenti che penso di pagare una persona per fare questo lavoro (divertentissimo!…) di spulciarsi tutti i miei libri e fare tutte le micro schede dei personaggi con tutte le caratteristiche: colore degli occhi, corre dei capelli, altezza…

Per la creazione dei miei personaggi mi ispiro tanto agli attori. Per esempio il tizio sulla copertina di Acrab è un attore - invecchiato - che si chiama Tom Riley e faceva Leonardo Da Vinci nella serie tv Da Vinci’s Demons. Sia questo attore che questa serie mi hanno ispirato tantissimo nella creazione della Saga del Dominio e del personaggio di Acrab stesso. Proprio per questo, quando mi hanno chiesto indicazioni per la creazione della copertina del secondo volume della Saga del Dominio, ho proposto proprio una referenza fotografica: quella appunto di Tom Riley.  
L’illustratore trovo sia stato molto bravo a rappresentarlo e a rendere lo sguardo… e c’è una cosa divertente. Se si prova a mettere vicino questa copertina a quella del primo volume in cui è rappresentata Myra, sembra che si guardino in cagnesco. Hanno gli sguardi puntati l’uno nell’altro.  

- I TUOI PERSONAGGI SONO MOLTO COMPLESSI MA LO SONO ALTRETTANTO I TUOI MONDI: PARECCHIO STRUTTURATI E DETTAGLIATI. NON TI CAPITA MAI DI FARE CONFUSIONE TRA UN MONDO E L’ALTRO, ANCHE DELLE TUE SERIE PASSATE?
A differenza del lavoro che svolgo sui personaggi, sui “mondi” sono molto metodica. Ad esempio, per la Saga del Dominio, ho un compendio di circa trecentosessanta pagine in cui ho scritto tutto. Ho analizzato ogni terra, ogni regno, con le rispettive caratteristiche della flora, della fauna, della popolazione, religione e lingua. E poi ho anche il dizionario con le parole che ho usato all’interno del libro e la traduzione per ogni lingua.
E’ stato un lavorone ma ogni volta che mi serve qualcosa posso accedervi per avere tutto sotto controllo.  

-  QUANTO TEMPO CI HAI MESSO A FARE QUESTO COMPENDIO? 
Più o meno tre / quattro mesi a scriverlo. Poi ovviamente l’ho pensato su un arco di tempo ovviamente un po’ più lungo, perché man mano che mi venivano le idee me le appuntavo. Tutto sommato il Dominio è il mondo più complicato che ho fatto finora. Con più razze. Quando ho cominciato a scrivere le Cronache ero divorata dalla voglia, dall’urgenza di scrivere. E questa cosa me la sono tirata dietro anche per tutte le altre cose che ho fatto dopo. Questa volta invece, con la Saga del Dominio mi sono proprio voluta abbandonare al piacere di perdermi anch’io all’interno di quel mondo.  

- LA PHOENCA: LA REGIONE DEI MONACI. PER ESEMPIO, COME E’ NATA L’IDEA DI QUESTA PARTICOLARE ZONA E QUALE PARTE HA NELLA STORIA?
In realtà tutto il dominio è come se fosse il bacino del Mediterraneo e del Nord Europa però in una visione glaciale. Parte delle terre che sono immerse nel Dominio sono Emerse. La Pohenika corrisponderebbe al Medio Oriente ma gli ho dato un’ispirazione greca. Quindi anche i nomi delle persone e delle cose sono in quell’orientamento. Inoltre per questa zona del Dominio c’è una forte ispirazione anche al Nome della Rosa. Loro sono proprio i monaci Benedettini del Nome della Rosa. (C’è anche una citazione diretta quando loro dicevano che “copiavano dei manoscritti di cui probabilmente nemmeno capivano il senso” sono cose che vengono fuori anche nel Nome della Rosa.
Ho sentito la necessità di inserirli non tanto per un riferimento religioso quanto culturale: i monasteri erano i luoghi preposti alla conoscenza e alla sua conservazione. E sono i luoghi da dove provengono e a cui sono collegati i due personaggi maschili più importanti della Saga: Acrab e Kyllen.

- SOFFERENZA E SOLITUDINE SONO I DUE TEMI CENTRALI DELLA SAGA DEL DOMINIO. CI SONO ANCHE ALTRI SOTTOTEMI CHE POTREMMO ANALIZZARE QUI INSIEME?
Io penso che sia innanzitutto l’opera di destrutturazione della povera Myra che all’inizio del libro è, tutto sommato, un personaggio abbastanza chiuso in sé stesso, completo. Lei crede di sapere “chi è” o perlomeno si è “costruita” in un certo modo, ha trovato il suo posto nel mondo ed è più o meno soddisfatta. Però poi intervengono degli elementi che la costringono a rivedersi completamente e tutta quanta la Saga è sostanzialmente questo: La perdita di tutti quanti i punti di riferimento che lei ha. Inoltre mi interessava raccontare di questo rapporto “malato” tra due persone che sono strettamente interdipendenti e che hanno costruito la loro vita l’uno sull’altro. Sembra una cosa più evidente in Myra che ha avuto come centro della sua vita, per tantissimo tempo, Acrab, ma in realtà è vero anche per Acrab perché anche la sua dipendenza da Myra è molto forte.  

Sono soli tutti e due. Non riescono a liberarsi di questa dipendenza di cui soffrono, si fanno del male reciprocamente.
Questa è una cosa che può verificarsi anche nei rapporti “padre-figlio” madre-figlia”. Il rapporto tra Myra e Acrab ha tantissime sfumature, però c’è anche il rapporto “padre-figlia” in qualche modo visto che lui è molto più grande di lei, l’ha presa quando era bambina. Io quello che vedo è che è effettivamente un rischio che si può correre quando si è genitori: considerare un figlio come una tua creatura, una porzione di te. Il rischio maggiore che può correre un genitore o almeno che io in particolare sento di correr e dal quale cerco di distaccarmi il più possibile. Dobbiamo riuscire a capire che un figlio è “un’altra persona”, quindi  Non bisogna mai dimenticare che il compito di un genitore è quello di “assistere” alla crescita di un figlio, allo sviluppo della sua personalità. Ovviamente dai molto di te in questo processo di crescita ma è comunque un’altra entità che ha un suo percorso.  
Ovviamente questa cosa non si verifica tra Acrab e Myra da momento che lui la considera proprio una sua creatura, un suo possesso esclusivo,  e anche lei stessa si è sentita così per molto tempo

- …E INFATTI NON RIESCE A STACCARSI DA LUI ANCHE NEI MOMENTI PIU’ BRUTTI, ANCHE QUANDO SCOPRE DI ESSERE STATA TRADITA NEL PEGGIORE DEI MODI…
Quando tu hai costruito te stessa intorno a una cosa poi anche quando ti rendi conto che le cose non stanno nel modo in cui hai sempre creduto è comunque difficilissimo staccarsi. Nel caso di Myra ancora più difficile perché lei non aveva altri punti di riferimento. Mi interessava analizzare questo aspetto della crescita: cioè momento in cui devi staccarti dai tuoi “maestri”, dai tuoi genitori e devi trovare la tua strada e costruirti come persona da sola. Questo è fondamentalmente il percorso di Myra che è simile infondo a quello di altri miei personaggi che l’hanno preceduta.
Probabilmente perché i miei libri sono principalmente dei romanzi di formazione. Raccontano la crescita delle persone.

- ANCHE KYLLEN E’ UN PERSONAGGIO CHE HA DEI PUNTI DI RIFERIMENTO CHE ALL’IMPROVVISO PERDE, PERò ALLO STESSO TEMPO E’ PIU’ VELOCE DI MYRA NEL RITROVARE LA SUA STRADA. PUOI PARLARCI UN PO' DI QUESTO PERSONAGGIO?

Kyllen ha anche una storia meno tragica di quella di Myra alle spalle quindi è relativamente più facile per lui. E’ indubbiamente un personaggio più “risolto”. Anche lui ha avuto i suoi maestri ma li ha abbandonati molto presto, anche sbagliando, lui sa di aver sbagliato, ma era necessario ad un certo punto allontanarsi da Aylenna. Paradossalmente, anche grazie alla sua esperienza, è quello che capisce meglio Myra; anche meglio di Acrab. Kyllen è quello che ha capito dove Myra vuole andare, dove deve andare ed è pronto ad accompagnarla e ad aiutarla a compiere la sua missione.

- VERSO LA FINE DEL “FUOCO DI ACRAB” C’E’ UN GRANDISSIMO COLPO DI SCENA CHE MI HA FATTO VEDERE ACRAB SOTTO UNA NUOVA LUCE. MI SONO CHIESTA AD UN CERTO PUNTO SE NON FOSSE LUI STESSO UN MAGO. PUOI AIUTARCI A CAPIRE MEGLIO QUESTO ASPETTO?  
Acrab ha una profondissima conoscenza di quella che è la magia dei Camminanti, ma anche quella dei Puri. Nello specifico e in riferimento all’epsodio finale a cui tu accenni, Acrab ha sotto il suo controllo un Puro e grazie a lui riesce a realizzare i suoi incantesimi, ma non è direttamente un Mago ma grazie al suo Sapere sa sempre quali incantesimi usare al momento opportuno.

- C’E’ SPERANZA, ALLA FINE, ALMENO PER MYRA? HAI L’ARTE DEL “ MAINAGIOIA ” DENTRO DI TE… PERCHE’ VUOI SEMPRE FAR SOFFRIRE COSì TANTO I TUOI PERSONAGGI? SEI DAVVERO UN PO’ “CATTIVELLA” CON LORO. QUANDO SCRIVI SEI DISTACCATA O TI LASCI COINVOLGERE?
Sì, è vero. Ne sono consapevole.
E quando scrivo sono molto distaccata. Se la storia richiede una cosa io vado dove mi guida la storia. Poi non so… magari sarò una sadica dentro, però la sofferenza per le morti dei personaggi è in qualche modo gratificante. Soffri, ma è una sofferenza catartica; perciò mi piace stimolare questa sensazione nel lettore perciò se un personaggio deve morire… muore!

- SENZA PIETA’….
(Ride…) Sì! C’è stato un tempo, all’inizio della mia carriera, per esempio alla morte di Laio, in cui ero triste. Ma adesso no. Sono davvero implacabile: chi deve morire, muore!

L’ANNO SCORSO CI HAI RACCONTATO DELLE TUE SERIE TV PREFERITE E DI COME TI INFLUENZANO E TI ISPIRANO NELLA SCRITTURA. C’E’ QUALCHE NUOVA SERIE CHE QUEST’ANNO TI HA APPASSIONATA O CHE TI STA ISPIRANDO NUOVI LAVORI? QUALI SONO I PROGETTI A CUI STAI LAVORANDO?
Sono i due libri conclusivi della Serie di Pandora e quella del Dominio.  
Ho altre due cose in ballo che però sono “altre cose” rispetto al mio solito ma ancora non c’è niente di concreto. O almeno così dirò fin quando non usciranno, perché in realtà ci sto già lavorando. Ma ancora non c’è niente di certo. E non posso svelarvi niente sul fatto che qualche Serie Tv possa aver ispirato questi nuovi progetti. (Ride)

- SE DOVESSI CONSIGLIARE AD UN LETTORE SULLA QUARANTINA CHE NON HA MAI LETTO NIENTE DI TUO CON QUALE DELLE TUE SAGHE GLI CONSIGLIERESTI PER COMINCIARE?
Senza dubbio il Dominio, perché è l’ultima che ho scritto e sono anche particolarmente soddisfatta di come è venuta. Secondo me, finora, è la cosa migliore che ho fatto, perciò consiglierei assolutamente questa, anche è per quella con delle tematiche un po’ più mature.  

- INVECE PER UN ADOLESCENTE?
Pandora, probabilmente. Lo so che sto dicendo gli ultimi ma è perché sono quelli che mi sono più vicini come scrittura e che mi sono vicini come tematiche. Inoltre per l’adolescenza Pandora va bene perché mi sono ispirata tantissimo alla mia adolescenza per scriverlo. Infondo credo di essere ancora adolescente o almeno penso che la mia adolescenza non sia mai davvero finita. Trovo giusto, per certe cose, rimanere sempre bambini: nella passione per le storie, nella passione per la vita in generale.




La Saga del Dominio

Recensione QUI


Recensione QUI



Il bello di esser letti e Le lettrici impertinenti vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima follia libresca!
CIAO Pubblicato da sangueblu a 11/24/2017 09:13:00 AM Nessun commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: intervista, La saga del Dominio, Licia Troisi, Lucca Comix, Mondadori, Mondadori Chrysalide

mercoledì 22 novembre 2017

Recensione: LOVE FOREVER di Jay Cronower - review tour


Nessuno è come Titus.
Nessuno è così forte, sicuro, tosto.
Lui è la sua stessa legge e il suo stesso esercito.
Tra violenza e passione, dissolutezza e disperazione, tra "un pugno e una carezza" , a The Point il confine tra l'essere dalla parte giusta o sbagliata della barricata e l'essere buoni e cattivi è molto labile. Lo sanno bene Titus e Reeve che, improvvisamente, fanno collidere le loro esistenze e le trasformeranno, per sempre, in qualcosa di completamente nuovo. Uscirà domani, sempre per Newton Compton il terzo volume della Serie Welocome to the Point della amatissima Jay Cronower che ancora una volta non delude le aspettative. 

opinione di Sangueblu
Brillante. Bella. Segreta. Proibita.
Esclusiva. Misteriosa.
Era tutte le cose che avevano spinto gli uomini a infrangere le regole
che seguivo da tempo immemore
ed era sdraiata davanti a me come un banchetto degno degli dei.
In teoria dovevo dare e non ricevere,
ma quando mi guardava con quegli occhi
dal colore del cielo a mezzanotte e il petto che si alzava e si abbassava,
non potevo negare di ricevere tanto quanto le stavo dando.
Quella parità e il fatto che che sembrasse tutto così giusto
erano piacevoli in modo quasi allarmante.
Era come se  quello  fosse esattamente il modo
in cui sarebbe dovuta andare tra due persone
e non avevo mai vissuto niente di simile.
Una delle cose che mi piacciono tanto di Jay Cronower è che ci faccia ritrovare, ogni volta, nei suoi romanzi, personaggi che abbiamo già cominciato a conoscere - e anche ad amare - nei libri precedenti. Questa è la volta di Titus King, il fratello poliziotto di Bax: l'uomo - apparentemente - tutto d'un pezzo, votato alla legge e alla redenzione della sua città sporca e malata quasi fosse una missione personale. Perchè Titus crede fermamente nella giustizia, in tutti quei valori che sembrano dimenticati in quella fogna che chiamano città in cui tutti, prima o poi e per un motivo o per un altro sembrano perdersi... Un posto così malvagio, così oscuro, così pervaso dalla malavita e dalla violenza da non avere neppure un nome... da tutti chiamato semplicemente The Point : il punto di arrivo, il punto di rottura, il punto di non ritorno... Una ragnatela di rapporti criminosi e una spirale di violenza e perdizione capace di risucchiare come un gorgo chiunque abbia anche solo a che fare con questo luogo "maledetto" in cui non sembra esserci posto se non per sangue e lacrime. Eppure, di posto, ce ne è sempre anche per l'amore. Tutti i protagonisti incontrati finora, e tutti collegati tra loro, a loro modo l'amore l'hanno trovato eccome: un amore bruciante, divorante, totalizzante.
Non è certamente l'amore "dolce e coccoloso", quello delle "favole" o dei più classici dei romance. L'amore che ci racconta in questa serie l'autrice, e che trovano di volta in volta i personaggi, è senza dubbio qualcosa di molto elaborato, concreto, conflittuale, trasformante.  Cosa che capiterà, contro ogni aspettativa e possibile speranza di entrambi - anche se per motivi diversi - tra Titus e Reeve.
Un amore che sembrava impossibile perché erano su fronti opposti: lui, poliziotto, irreprensibile difensore della legge e lei una criminale.
Una città che pullula di criminali è anche una città che pullula di nemici. Questa volta il nemico ha il nome di Conner Roark: ex fidanzato di Reeve ed ex federale... con un ulteriore segreto alle spalle: un legame di parentela con uno dei criminali numero uno della città, niente meno che il padre di Bax di cui avevamo fatto conoscenza nel primo romanzo) che ora è pronto a tutto per vendicarne la morte e riprendersi la sua ragazza. Facendo scoppiare l'inferno.
Cosa che si addiceva perfettamente a quanto di più vicino al Diavolo fatto persona potesse esistere in un posto come the Point, dicendola lunga su che razza di tipo fosse.
Un inferno che Titus e Reeve affronteranno insieme dapprima per strategia e poi per necessità ed ineluttabilità perchè ormai erano troppo presi l'uno dall'altra.

Avvertii un cambiamento tangibile tra noi, mentre sfrecciavamo per la città in quella sua auto fichissima. Andava oltre il sesso. Andava oltre il desiderare qualcosa che che non avremmo dovuto. C'era la semplice accettazione che non si trattava di "lui" o di "me", ma di "noi", che fosse una cosa positiva oppure no. Finalmente eravamo coinvolti entrambi, e non avevano importanza  le conseguenze. Eravamo una squadra.
Di Titus ci siamo tutte innamorate già quando lo abbiamo conosciuto nei precedenti volumi ma è in questo che si svela a noi in tutta la sua profondità e in tutte le sue sfaccettatue.
Per Titus essere un poliziotto non è solo un lavoro. Rappresenta l'essenza di ciò che è. Nonostante viva in un posto privo di luce e moralità ci tiene... ci tiene alla sua città, alla sua famiglia, ai suoi valori; nutre delle speranze. Continua a desiderare di essere una forza al servizio della giustizia e di quel poco di bene che si poteva ancora trovare nelle crepe e nell'oscurità. Lui ha un cuore. Un cuore molto grande.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Reeve.
Una donna imperfetta, che non ha avuto una vita facile, consapevole dei suoi errori e che è disposta a fare il possibile per redimersi, per farsi perdonare anche quando poteva tranquillamente languire nel fango, come fanno la maggior parte degli abitanti di the Point, o semplicemente scapparsene via. Mi è piaciuto il suo modo di avvicinarsi a Titus, di abbattere le sue difese, di sapergli entrare dentro ed infondergli quella rassicurazione e quella pace in grado di tenere a bada la sua Bestia inetriore.
Titus è sempre disponibile infatti a prendersi cura degli altri, sempre. Ma lo fa mettendo costantemente da parte la bestia che dimora dentro di lui, anche se non sa come tenerla a bada una volta che la lascia uscire; preferisce assumere i panni dell'eroe che sistema tutto. La sua scelta di vita, il suo mettere in atto i suoi princìpi, sono la forma di redenzione; la sua ammenda a quel passato che lo ha reso il personaggio - straordinario - che è. Questo Reeve lo sa; lo ha capito fin dal primo momento in cui lo ha desiderato e lo ha voluto per sé, ed è per questo forse, più di ogni altra cosa, che Titus non può resisterle.

La tensione era evidente e rimbombante tra noi, e la odiai. A quanto pareva la odiava anche Titus,  perchè ancor prima che la porta di ingresso si fosse chiusa alle nostre spalle, le sue mani furono su di me, la bocca sopra la mia; entrambi ci spogliammo e indietreggiammo verso il letto. Quello non era parlare. Non era lasciarmi entrare. Non era darmi di più, ma era qualcosa, e quel qualcosa era così bello, così giusto, che non sarei riuscita a fermarlo neanche volendo, infatti non lo feci. Soltanto un'idiota avrebbe detto di no a quegli occhi argentei, quelle abili labbra, quelle mani impazienti e rudi, quel corpo fatto per punire e per dare piacere. E io ero molte cose, la maggior parte delle quali non piacevoli, ma di certo non ero un'idiota.
Ovviamente non mancheranno scene di violenza o di sesso vivido e un po' crudo, ma si sposano bene con l'ambientazione e la caratteristica più dark di questa Serie che verrà comunque sempre mitigata dallo stile di Jay Cronower che è comunque una ragazza dai mille e sgargianti colori. Sono sicura che anche voi riuscirete a percepirli tra le righe di Love Forever, come avete sempre fatto anche con gli altri suoi romanzi...a cui non manca mai anche un pizzico di dolcezza.

Perciò, tenetevi pronti ad immergervi completamente in una nuova entusiasmante e appassionante storia dei ragazzi di the Point: da domani in libreria!

Voto: quattro stelline
L'Autrice

p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 16.0px; font: 14.0px Helvetica; color: #4c4c4c; -webkit-text-stroke: #4c4c4c; background-color: #ffffff} span.s1 {font-kerning: none} span.s2 {font-kerning: none; color: #6e0000; -webkit-text-stroke: 0px #6e0000} Vive in Colorado. Ama i tatuaggi e l’arte di modificare il corpo e cerca di fare in modo che la sua scrittura sia permeata da tutto ciò che vede. Le piace leggere, soprattutto storie che la coinvolgano e appassionino; naturalmente, se c’è un bad boy bello e tatuato è sempre meglio. La Newton Compton ha pubblicato la  Tattoo Series  ( Oltre le regole ,  Oltre noi l’infinito ,  Oltre l’amore ,  Oltre i segreti ,  Oltre il destino  e  Oltre le leggi dell’attrazione ).  Love forever  è il terzo romanzo della  Welcome Series , dopo  Bad Love  e  Big Love . Per saperne di più:  www.jaycrownover.com
La "Welcome to the Point" Series
1 - Bad love 2 - Big love 3 - Love forever
"The Breaking Point"
1 - Honor 2 - Dignity 3 - Respect
"Marked Men" (Tatoo) Series
1 - Oltre le regole 2 - Oltre noi, l'infinito 3 - Oltre l'amore 4 - Oltre i segreti 5 - Oltre il destino 6 - Oltre le leggi dell'attrazione
"Saints of Denver" Series
0,1 - Amore senza paura 1 - Amore senza limite 2 - Amore senza confini 3 - Amore senza respiro 4 - Amore senza ombre . (prossimamente)
Il libro
editore: Newton Compton genere: New Adult pagine: 347 prezzo: 10.00 euro Rilegato eBook: 5.99 euro
Trama
p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 16.0px; font: 14.0px Arial; color: #333333; -webkit-text-stroke: #333333; background-color: #ffffff} span.s1 {font-kerning: none} Titus King è un uomo che vede il mondo in bianco e nero. Giusto o sbagliato, niente mezze misure. E questo è uno dei motivi per cui da adolescente si è lasciato alle spalle la famiglia che aveva per cercare di costruirsi una vita migliore da solo. Adesso che è diventato un investigatore di polizia in una delle città con il più alto tasso di criminalità del Paese, non può negare che la sua vita abbia assunto un milione di diverse sfumature di grigio. In giro c'è un criminale che si è lasciato alle spalle una lunga scia di distruzione e morte, e la differenza tra giusto e sbagliato comincia a farsi sempre più labile. Come se non bastasse, a minare la sua ferrea morale c'è anche la bellissima e misteriosa Reeve Black, tornata di recente in città. Reeve rappresenta allo stesso tempo un pericolo ma anche ciò di cui lui ha davvero bisogno: insieme si troveranno nel fuoco incrociato di una guerra sotterranea e letale. La posta in gioco è trovare, finalmente, la redenzione.
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Pubblicato da sangueblu a 11/22/2017 10:51:00 AM Nessun commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: Jay Cronower, love forever, new adult, Newton Compton, recensione, recensione in anteprima, review party, Welcome Series

martedì 21 novembre 2017

Review Party: BUONANOTTE A CHI NON C'È di Angela White


Esce oggi per Amazon Publishing Buonanotte a chi non c’è di o White, un libro stupendo, per me uno dei libri più belli letti quest’anno. Un libro pieno di passioni, non solo della passione che c’è fra i due protagonisti, ma della passione per la musica, per l’arte e per la bellezza degli oggetti antichi. Una intensa storia d’amore fra due ragazzi così apparentemente distanti ma in realtà intimamente vicini, una narrazione di quelle che fanno palpitare il cuore, raccontata in modo poetico e raffinato come la melodia del violino che accompagna tutto il romanzo. È il primo libro che leggo di Angela ma sicuramente non sarà l’ultimo perché questa autrice mi ha letteralmente conquistata.

Opinione di Blacksophia
Poi tirò fuori il violino, e io lo fissai come se fosse un alieno. A casa alcuni miei amici suonavano la chitarra e Zoe aveva preso lezioni di pianoforte da bambina. Il sassofono era la fine del mondo: se avessi mai voluto suonare uno strumento non avevo dubbi che avrei scelto quello. Ma… il violino? Quale sedicenne al mondo suona il violino? Lo suonò Nicholas Payne, la sera dell’arrivo mio e di mia madre a New York. E fu folgorante. Non sapevo nulla di musica classica, ma mentre lo ascoltavo era come se le sue dita non sfiorassero solo le corde dello strumento, ma qualcosa che era dentro di me: la mia confusione, la mia solitudine, lo smarrimento che provavo e la nostalgia per mio padre, i miei nonni e la mia casa. Al termine della sua esecuzione, mi tremavano le mani, avevo le lacrime agli occhi e il cuore in mille pezzi. Quando Alice e Nicholas si incontrano la prima volta lei appare come una creatura piccola e fragile, una ragazzina, trascinata dalla madre in un mondo lontano anni luce dal suo, che si sente sola e spaesata. Mentre Nicky a diciassette anni è già un mito, lui con il suo violino magico è come fosse circondato da un’aura mistica che lo rende irraggiungibile. Alice fino all’adolescenza ha vissuto una vita felice nella sua Verona ma quando i suoi genitori decidono di separarsi il suo mondo felice crolla in modo inaspettato e la sua famiglia di punto in bianco non c’è più. Ma è grazie alle seconde nozze dei loro genitori che Alice e Nicholas si incontrano, lui infatti è il figlio minore di William Payne, l’uomo che si è perdutamente innamorato di sua madre e ha distrutto la sua famiglia. Alice resta subito affascinata da Nicky che ha solo due anni più di lei ma le sembra lontano e distaccato, a momenti sembra quasi odiare la sua presenza nella loro enorme casa, ma in alcune sporadiche occasioni inaspettatamente le si avvicina e quei momenti lei non riesce a dimenticarli. Sono passati diversi anni da quando l’Alice quindicenne si era presa una cotta per lui, oggi è una donna indipendente, è tornata in Italia dove è diventata un’esperta collezionista di oggetti di valore e non vede e sente Nicholas da tanto tempo. Durante un viaggio di lavoro a Londra, Alice ritrova Nicky, guidata dalla melodia che esce dal suo Stradivari, lo vede suonare per strada e non riesce a lasciarlo andare senza prima capire  perché si trovi a girovagare come un disperato per le strade di Londra invece di essere all’apice del suo successo nei più grandi teatri del mondo, cosa gli sta accadendo? Rivederlo riaccende in lei una desiderio mai passato, quell'innamoramento da adolescente che ancora le fa battere il cuore quando lui si avvicina. Nicholas nasconde dei segreti, qualcosa che lo ha scosso così tanto da portarlo a desiderare di cambiare vita, di lasciare la fama e il successo per nascondersi da tutto e tutti. Nicholas che  è tutto da scoprire, soprattutto i sentimenti e le fragilità che si nascondono dietro la sua apparente freddezza e padronanza di sé. Alice sa che avvicinarsi a lui può essere pericoloso ma il suo cuore le dice di rischiare, di vivere quel loro strano rapporto che non si sa dove li porterà, se in paradiso o all'inferno.
«Solo per sempre, e non è poi un tempo così lungo!» Labyrinth, riconosco con un tuffo al cuore: costrinsi Sammy a rivedere quel film fino all’esasperazione. Avevo una cotta mostruosa per Re Jareth, e Nicholas sembra conoscerli tutti i miei punti deboli. Ma arrivare alla Città di Goblin sarebbe uno scherzo, paragonato a raggiungere il suo cuore. E lui ha potere su di me, anche se non so di quale genere e non so fino a che punto ne sia consapevole. Vorrei amarlo, e questo mi terrorizza.

Alice e Nicholas sono due bellissimi personaggi, molto diversi ma entrambi affascinanti. Lui è molto più consapevole del suo fascino e del suo talento, lei è invece è sempre vissuta all’ombra di una madre troppo perfetta per poter pensare di poter essere alla sua altezza. Alice è speciale ma non sa di esserlo, però non è una donna che si piange addosso, anzi io l’ho trovata coraggiosa e determinata a trovare la sua strada da sola. Anche nel rapporto con Nicholas, che è abbastanza complicato, mostra molto coraggio e non si lascia intimidire dalla grande passione di lui per la musica, ma anzi è lei stessa ad alimentarla e sostenerla, perché sa che fa parte di lui e che non potrebbe essere felice senza la musica e senza il successo.  
Nicholas mi accarezza una guancia. «Cosa vuoi, Alice?» mi domanda con un sorriso, la sua fronte posata contro la mia. «Io voglio vivere» gli rispondo con una risata. «Voglio la musica, la gioia e le lacrime. Voglio tutto quello che porterà la vita. Voglio assumerne ogni responsabilità. E voglio farlo con te, Nicky.»
Sotto un cielo pieno di stelle, mentre sembra sorriderci anche la luna, lui mi bacia. Le sue labbra sanno di sale e di miele, di ricordi mai dimenticati e di tutte le promesse del mondo. Il suo bacio ha il sapore intenso della vita. E quello, sorprendente, dell’amore.
Ho amato così tanto i due protagonisti che se da un lato non riuscivo a smettere di leggere il libro dall'altro ero dispiaciuta di arrivare alla fine e doverli lasciare. Mi è piaciuto tutto, dal modo in cui è scritto ricercato ma non lezioso, dalle descrizioni dettagliate ma non noiose degli ambienti e della musica. L'autrice, attraverso la descrizione delle sensazioni provate dalla protagonista, è riuscita a trasmettermi con le parole melodia del violino.  Un libro che vi consiglio di non perdere, l’inizio di una serie che è partita alla grande di cui non vedo l’ora di leggere il secondo volume, di cui fra l’altro trovate un’anticipazione alla fine del romanzo.  Il mio voto: 5 stelline  
L'autrice
Angela White è nata e vive in una città che si affaccia sul mare.
Ama il sole, la luna, la pioggia, i profumi, gli scogli, la sabbia, le luci di Natale, i cristalli, i fiori e il teatro. Vive di numeri e scrive di emozioni.
Per lei iniziare un nuovo romanzo è come innamorarsi.
Come Lorena Bianchi ha pubblicato Il profumo dell’oro (Rizzoli, 2016).
Come Angela White ha pubblicato, per I Romanzi Mondadori, i cinque romance medievali che compongono la serie “Le profezie della strega scalza” (Il castello dei sogni; Di ghiaccio e d’oro; La rosa del drago; La luna dei desideri; Cuore di ghiaccio) e il paranormale Qualcosa di stregato, tutti reperibili su Amazon.
Sui social si possono trovare le ultime notizie sulle sue pubblicazioni.
https://www.facebook.com/AngelaWhiteAutrice/


Il Libro
Editore: Amazon Publishing Genere: New Adult  Data pubblicazione: 21 novembre 2017 Pagine: 294 Prezzo cartaceo: 6,99€ Prezzo ebook: 3,99€
Trama Due ali d’angelo tatuate sulla schiena e un inseparabile violino. Nicholas e le sue passioni contrastanti troveranno pace tra le braccia di Alice?

Nicholas Payne è uno dei più grandi violinisti di sempre quando, all’apice del successo, qualcosa nella sua vita va storto. Le sue grandi ali d’angelo, tatuate sulla schiena, sembrano non riuscire a sostenerlo nel suo volo. A ventisei anni, Nicholas decide quindi di cambiare vita, suonando Rumpelstiltskin, il suo Stradivari, per le strade di Londra.
Ed è nella capitale inglese che Alice lo ritrova, attratta da un’incantevole melodia alla fermata della metro. È proprio lui: il ragazzo che anni prima aveva conosciuto a New York, in occasione delle seconde nozze dei rispettivi genitori e del quale si era innamorata in maniera tanto maldestra quanto indimenticabile.
Alice, che ora è diventata una chineur, un’esperta collezionista di oggetti di valore, sa riconoscere le virtù nascoste nelle persone, soprattutto in quel giovane bellissimo e dannato per il quale il suo cuore batte ancora.
Chissà se la sua tenacia basterà a risollevare l’angelo caduto, affinché torni a volare in alto sulle note del suo Rumpelstilt

Pubblicato da BlackSophia a 11/21/2017 08:30:00 AM Nessun commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: #New Adult, Amazon, Amazon Publishing, Angela White, Angeli caduti, Buonanotte a chi non c'è, contemporary romance.

giovedì 16 novembre 2017

Recensione: QUANTE VOLTE TI HO ODIATO di Kelly Siskind


Preparatevi ad unirvi a me al grido: "Più Kolton per tutte!!" una volta finito Quante volte ti ho odiato di Kelly Siskind. Non potrete fare a meno di perdere la testa per questo protagonista a cui non manca proprio niente: dal sex-appeal al senso dell'umorismo nonché tenacia e perseveranza per conquistare una donna non proprio "facile".
Tra grandi risate e vere e proprie vampate che si alterneranno durante tutta la lettura, vivrete una storia d'amore tanto travolgente quanto simpatica; perfetta per tutti coloro che sono sempre alla ricerca di letture leggere, passionali e divertenti! Davvero quello che ci vuole per scordare una giornata pesante e ritrovare il buon umore! Da oggi, in tutte le librerie e store on-line grazie a Newton Compton. Non lasciatevelo sfuggire!


Quando un tizzone arde per mesi di fila, basta una scintilla per far scoppiare un incendio. E non di quelli che si spengono subito. Di quelli che si propagano, divorando qualsiasi cosa incrocino.



opinione di Sangueblu k
"Tu sei fuori di testa, va bene? E' così.
Trovane un altro che che sopporti tutte le tue stronzate per,
diciamo, più di sei mesi. Ma io accetto tutto il pacchetto.
La pazza e quella geniale, ecco.
So che non cambierai, e nemmeno lo voglio.
Si chiama accettarti per quello che sei."
Primo della Serie Over the Top  che, viste le premesse gettate in questo volume, si prepara a diventare una delle mie serie New Adult preferite. Brillante, un po' impertinente e assolutamente travolgente la scrittura di Kelly Siskind è come una valanga... così come Kolton! Non è un caso quindi che proprio tra le nevi di Aspen si compia la magia e, sia noi lettrici che la protagonista Shay, rimarremo assolutamente soggiogate dal fascino e dal carisma di uno degli uomini di "carta e inchiostro" più fighi e strepitosi di cui mi sia mai capitato leggere!

Kolton e Shy si incontrano - o per meglio dire si scontrano - su una pista da sci ad Aspen, in una vacanza che entrambi avevano deciso di prendersi con i rispettivi migliori amici: Sawyer e Nico per Colton e Lilly e Raven per Shy. (Non sottovalutate questi quattro personaggi perchè non solo non sono così marginali nella storia ma avranno anche i loro rispettivi libri nel proseguimento della serie - che spero ardentemente venga pubblicata presto da Newton Compton!)
Shy, che era partita per ritrovare sé stessa e superare la rottura con il suo pessimo ex-fidanzato Richard che l'aveva trasformata in una persona lontanissima dalla sua vera natura, mai avrebbe pensato che sarebbe entrato così presto nella sua vita uno come Kolton. Niente poteva prepararla a questo (e onestamente, cosa potrebbe farlo, nella vita di ogni donna??!! Un vero concentrato di testosterone, bellezza, intelligenza, sagacia, tenacia e meravigliosità...) e inizialmente, nonostante la chimica e l'attrazione tra loro sia innegabile e insopprimibile e vivacizzata e alimentata dai continui battibecchi, lei farà di tutto per negarlo. Non ha nessuna voglia di imbarcarsi in un'altra storia e strane telefonate che arrivano di tanto in tanto a Kolton, anche se lei non chiede mai spiegazioni, la dissuadono dal prendere in considerazione ogni possibile futuro insieme.
E' così che si salutano ad Aspen per ritornare entrambi alle loro vite in Canada, in due città molto lontane tra loro: Vancouver (per Kolton) e Toronto (per Shay).
Ma entrambi non riescono a togliersi dalla testa l'uno dell'altra.
Passeranno i mesi e l'ossessione l'uno per l'altra crescerà giorno dopo giorno, fino a che Kolton, per motivi di lavoro - ma non solo - giungerà a Toronto per aprire la nuova filiale della sua prestigiosa ditta di abbigliamento Moondog , commissionando il lavoro di progettazione del negozio proprio al giovane e promettente architetto Shay.

Stufi di reprimere i propri sentimenti, non senza difficoltà e piani ingegnosi e straordinariamente romantici, Kolton riuscirà a far breccia nel muro di cocciutaggine e paure di Shay, riuscendo finalmente a scalfire la barriera emotiva che si era autoimposta. Meglio vivere di rimorsi o di rimpianti? A questa domanda proverà a dare risposta questa protagonista davvero, davvero testarda. (Io sarei capitolata mooooolto prima!!)
"E' arrivata l'ora di vedere se ti entra la scarpetta di cristallo"
Chi non vorrebbe sentirsi dire una cosa del genere? Chi non vorrebbe vivere una favola? Ed è proprio questo che Kolton offre a Shy. Una favola vera ; una vita insieme vissuta "alla pari", piena di passione ma anche di cose vere, autentiche. Una famiglia. Un qualcosa in cui investire tutto, con la fiducia di chi si butta sapendo di avere sotto di sè un materasso morbido perchè quando c'è amore vero, sincerità e fiducia, buttarsi non fa più paura.
Per farlo Shy deve mettere da parte l'orgoglio, i suoi dubbi, le sue paure e la sua cocciutaggine. Dovrà capire che in qualche modo si devono superare gli errori del passato; bisogna usarli per imparare e per migliorare e non facendosi condizionare da un ex, da una storia sbagliata, che rischia solo di sciupare il suo futuro. Dovrà imparare a "fidarsi di sé stessa", ad essere forte e convincersi delle sue capacità, delle sue potenzialità, della sua individualità per non annullarsi senza più "trasformarsi" solo per compiacere un'altra persona, solo per bisogno e una sorta di malsana dipendenza. Lei è una ragazza forte, capace, in gamba. Questo Kolton lo capisce sin dal primo istante in cui gli piomba addosso travolgendolo sulla pista da sci, lo coglie tra una battuta al vetriolo e l'altra, lo respira in ogni momento di intimità. Ed è proprio questo che lui vuole salvaguardare in lei e che desidera avere nel suo futuro: una Shay autentica - e realizzata - al cento per cento.

Libro stupendo! Divertente, sexy... Semplicemente perfetto!
...E adesso non vedo l'ora di leggere gli altri!!

Voto: 5 stelline

La Serie "Over the Top"
1 - Quante volte ti ho odiato   My perfect mistake 2 - A fine mess     (protagonisti Sawyer & Lilly) 3 - Hooked on trouble   (protagonisti Raven & Nico)
L'Autrice

Si è trasferita nella regione Nord dell’Ontario, abbandonando la grande città, per aprire un negozietto di formaggi con suo marito. Quando non è impegnata ad aiutare in negozio o a camminare, passa il tempo scrivendo. È un’inguaribile romantica e divora qualunque libro con una storia d’amore. Quante volte ti ho odiato è il suo primo libro pubblicato in Italia.

Il libro
editore: Newton Compton genere: New Adult pagine: 346 prezzo: 10.00 euro Rilegato eBook: 5.99 euro
Trama
Un viaggio con le amiche nel paradiso sciistico di Aspen: è proprio quello di cui Shay ha bisogno per dimenticare la rottura con il suo ex. E il fatto che, oltre alle piste da sci meravigliose e all’affetto delle amiche, ci siano bei ragazzi praticamente ovunque, di sicuro non guasta. Ma il sogno viene interrotto quando uno spericolato sciatore la mette al tappeto, travolgendola. La guerra è iniziata.  Kolton non ha esattamente idea di cosa in Shay lo faccia infuriare. Non solo fa fatica a rimanere lucido in sua presenza, ma la ragazza sembra avere la particolare capacità di fargli perdere la calma. Quando la rabbia si trasforma in una chimica esplosiva, i due verranno travolti dall’intensità di un’avventura che lascia a entrambi dubbi e insicurezze. Ma c’è qualcosa che va oltre l’odio e la passione, e Kolton e Shay, tra le scaramucce e i litigi, potrebbero scoprire di provare qualcosa di importante… Se solo riuscissero a smettere di detestarsi.


ovunque, di sicuro non guasta. Ma il sogno viene interrotto quando uno spericolato sciatore la mette al tappeto, travolgendola. La guerra è iniziata.  Kolton non ha esattamente idea di cosa in Shay lo faccia infuriare. Non solo fa fatica a rimanere lucido in sua presenza, ma la ragazza sembra avere la particolare capacità di fargli perdere la calma. Quando la rabbia si trasforma in una chimica esplosiva, i due verranno travolti dall’intensità di un’avventura che lascia a entrambi dubbi e insicurezze. Ma c’è qualcosa che va oltre l’odio e la passione, e Kolton e Shay, tra le scaramucce e i litigi, potrebbero scoprire di provare qualcosa di importante… Se solo riuscissero a smettere di detestarsi.


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