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Best 25+ Table napkin ideas on Pinterest | Folding napkins, Elegant table settings and Napkin folding pocket pandora ebreo

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fold a napkin----SO COOL A CHART STEP BY STEP ON NAPKIN DESIGN FOLDING
Step up your dinner party game and impress your guests with this cute and creative napkin folding hacks. Grab some fun colored napkins and get to folding!
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Set of 4 square table napkins from natural color linen fabric with crocheted linen yarn applique. Handmade. Very versatile size: mini placemat or maxi coaster. Double, with mitered corners classic border (3 cm.) Aplique stitched by sewing machine. Perfect gift. Square 9 2/4 (24 cm.) *pure natural linen color (linen grey) fabric. *pure natural linen yarn. *delicate machine or hand wash. The colors of the item may vary slightly due to different computer monitor settings. ONLY ONE SET OF 4…
How to Fold a Cloth Napkin into a Rose in 72 Seconds, My Crafts and DIY Projects
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Step by step tutorial on how to fold a 3 pocket napkin. This will make your holiday table look so fancy.
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Add an extra special touch to any table with this quick and easy napkin folding idea! Step-by-step instructions with photos.

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SCOUT / LUPETTI (L/C)

1. Campo Pandoravisualizza scarica

Traccia per una ambientazione sullo stile avatar con obiettivi e tema.

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l'autore è Simone Faustini, contatta l'autore

2. Quaresima 2008 - anno Avisualizza scarica

Catechesi per lupetti per la Quaresima 2008 (obiettivi, temi, idee attività).

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l'autore è Silvia Di Pasquale, contatta l'autore

SCOUT / ESPLORATORI (E/G)

3. Progressione personale: Prima e Seconda tappavisualizza scarica

I nostri ragazzi sono cambiati così come le loro esigenze e come gli obiettivi che dovranno prefissarsi! Ecco a voi una nuova progressione personale scritta pensando al ragazzo d'oggi!

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l'autore è Eleonora, contatta l'autore

4. Scheda progressione personalevisualizza scarica

Scheda per i capi, per avere una visione completa del cammino di progressione personale del ragazzo (specialità, impegni, obiettivi...) durante gli anni di reparto.

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l'autore è Roberta Silvestri, contatta l'autore

5. Scheda progressione personalevisualizza scarica

Scheda per i capi, per avere una visione completa del cammino di progressione personale del ragazzo (specialità, impegni, obiettivi..) durante gli anni di reparto.

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l'autore è Roberta Silvestri, contatta l'autore

SCOUT / LUPETTI (L/C)

6. Frozen: per alcune persone vale la pena sciogliersi!visualizza scarica

Campo di due/tre giorni per un branco/cerchio sul tema di Frozen. Obiettivi: creare una comunità, riconoscendo l’importanza degli uni per gli altri e creare legami che ci fanno sciogliere, non che si sciolgono. La cartella contiene traccia per la catechesi e programma in doc e libretto in pdf.

comunità amicizia

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l'autore è Alessandra Porrà, contatta l'autore

 

Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

  • Anselm Grün , Tomas Halik, Fare a meno di Dio?, Queriniana Edizioni, 2017 - 288 pagine
  • Bruno Forte, I giovani e la fede, Queriniana Edizioni, 2017 - 128 pagine
  • Saverio Gaeta, A voi ricorriamo, San Paolo Edizioni, 2017 - 224 pagine
  • Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Marco. Il Vangelo del segreto svelato, San Paolo Edizioni, 2017 - 528 pagine
  • Andrea Fontana, Lasciatevi riconciliare con Dio, Elledici, 2017 - 32 pagine
  • Anna Maria Canopi, Come astri nel cielo, Paoline Edizioni, 2017 - 96 pagine
  • Carlo Broccardo, I Vangeli, Carocci, 2017 - 158 pagine
  • Antonio Bello, Un mese contemplando la grotta di Betlemme, San Paolo Edizioni, 2017 - 96 pagine
Altri suggerimenti...



ODISSEA

Pagine

UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES C ari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea... : il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive. Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate. Angelo Gaccione LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA (foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea 1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)

"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

I LIBRI DI GACCIONE

                       I LIBRI DI ANGELO GACCIONE

Foto: Dino Ignani  -2013.




NOTA BIOGRAFICA

ANGELO GACCIONE   è nato a Cosenza. Narratore e drammaturgo ha pubblicato numerosi libri di saggi, racconti, aforismi e testi teatrali. Fra i più noti ricordiamo:   
Il sigaro in bocca, L’incendio di Roccabruna , Manhattan, Disarmo o barbarie (assieme a Carlo Cassola); L’immaginazione editoriale - Personaggi e progetti dell’editoria del secondo Novecento - (assieme a Raffaele Crovi); il best seller Lettere ad Azzurra , La striscia di cuoio considerata il suo capolavoro. A Milano ha dedicato quattro libri di successo: Milano, la città e la memoria ; La città narrata (tre edizioni); Poeti per Milano ; Milano in versi. Dopo un lungo silenzio editoriale, nel 2013 Gaccione ha pubblicato tutto il suo teatro in un unico volume “ Ostaggi a teatro . Testi teatrali 1985-2007” in cui compaiono testi come: La porta del Sangue, Stupro, Tradimenti, Dal fondo, Pathos, Single, Hermana, La sedia vuota, Gesti senza parole, Ostaggi a teatro, La finzione, L’uomo che ha perso la voce, Lo sbaglio, La seduta . (Ferrari Editore);  un’elegante edizione aggiornata di “ Milano città narrata ” (Meravigli Editrice) e la sua quinta raccolta di racconti “ La signorina volentieri ” (Oltre Edizioni). Notevole il suo impegno civile espresso anche attraverso un’ampia produzione saggistica. Vive e lavora a Milano, dove dirige il giornale di cultura “Odissea” a cui collaborano prestigiose firme della cultura italiana ed internazionale.












Angelo Gaccione La signorina "volentieri"
Oltre Edizioni 2013  
Pagg. 208 €18,00  
postamaster@oltre.it  
Tel. 0185-459133
Il fascino del narrare in breve, dalla penna di un maestro del racconto.



Norma, Beba, Cornelia, Morgana, Greta, Sandra, Rebecca, Liliana, Lavinia, Siria, e poi Manuela, Gaia, Pat, Lucilla, Carlotta, Sveva… Dalla penna del più versatile scrittore italiano di racconti, una galleria di ritratti esemplari di donne, meravigliosamente ironici, parodistici, appassionati, teneri, commoventi, resi da una scrittura contratta, apparentemente leggera, ma di straordinaria pulizia stilistica e formale. Storie di oggi, storie di tic, di manie, di passioni, di sentimenti, di rapporti a volte complessi, storie che attraversano le mode e il costume, storie disegnate sullo sfondo di una storia più grande, e che ci appartengono.
*
L ’amore e la fedeltà ai sentimenti. La separazione e il rimpianto. La perdita e la nostalgia struggente. Il dolore e il bisogno insopprimibile di essere amati. Il degrado tra disillusione e resurrezione. La marginalità e il potere. La bellezza algida e la tenerezza. La malattia e l’obbligo umano e morale della solidarietà. La morte e il bene prezioso della memoria. E poi gli effimeri e instabili miti metropolitani, attraverso il mutare repentino dei costumi. Le pratiche mistiche importate dall’Oriente, il buddhismo, l’ayurvediga, la macrobiotica, gli angeli… la manipolazione del corpo e la sua laica e consumistica religiosità, il silicone, i tatuaggi, le mode estreme, la mania dei telefonini, il ruolo pervasivo delle tivù e l’insopprimibile voglia di apparire e mostrarsi… Internet, la Rete, facebook e il bisogno di comunicare, e ancora: la mania dei viaggi, il mito dell’eterna giovinezza, la spregiudicatezza come malintesa forma di emancipazione, la provocazione politica, le ambiguità, le ipocrisie, la vita al limite, l’esaltazione anarchica della libertà… Ma c’è molto altro in questa nuova preziosa raccolta di racconti di Angelo Gaccione.   Con la sua scrittura a volte spietata, a volte lievemente ironica e satirica, egli ci mette davanti allo specchio della nostra più controversa contemporaneità.
“Ho imparato a non concedere all’occhio più di quanto gli è necessario; a distinguere  ciò che mi fa vibrare l’anima, che mi emoziona, da ciò che semplicemente mi stupisce. Sono diventato un esperto e raramente il mio fiuto si sbaglia. Può ingannarsi l’occhio,  è più fallibile, ma il cuore no, quello ci vede bene”.
PER ACQUISTO: Richiedere in libreria o direttamente all’Editore
Oltre Edizioni, via Torino n.1 16039 Sestri Levante (Genova) Tel. 0185-459133 Fax 0185-1836405   Cell. 389-8354860 E-mail: info@oltre.it Web www.oltre.it






  “Il massacro del popolo valdese nella Calabria cosentina del Cinquecento ( La Porta del Sangue ); la bieca violenza del ‘branco’ su una donna indifesa e l’altrettanto agghiacciante epilogo dell’evirazione e dell’esecuzione di uno degli stupratori di Temmy Werth ( Stupro ); l’enigmatica e dolorosa condizione esistenziale di Exodus ( Dal fondo ); l’abolizione della memoria per tenere a bada la sofferenza da parte dello scienziato, del matematico protagonista de La sedia vuota ; il cinismo di Jenny, sigle metropolitana bella, colta e sicura di sé dell’omonimo testo; la malinconica disperazione di Hermana per un abbandono senza spiegazioni; il perfido esito di Ostaggi a teatro che ha incredibilmente anticipato un drammatico fatto di cronaca internazionale, e poi ancora Lo sbaglio , La seduta , L’uomo che ha perso la voce , fino allo scintillio spumeggiante e raffinatissimo di una commedia brillante come Tradimenti , con la sua fatale ammaliatrice, la contessa O’Brian… Sono solo alcuni spunti di un teatro esigente, ricchissimo, denso, pregnante, di uno dei più lucidi e interessanti drammaturghi contemporanei. Per la prima volta raccolto in un unico volume nella Collana Hybris dell’Editore Ferrari, il lettore può godere ora, la lettura integrale di tutto il teatro di Gaccione”.
Ferrari Editore -2013-
Pagg. 208 € 15,00
Per acquisto:
Tel. 0983-515851
info@ferrarieditore.it






Viaggio tra i ricordi, nell’anima di una città Il libro curato da Angelo Gaccione per i tipi della Meravigli Edizioni raccoglie  i contributi di alcune voci della cultura meneghina che rileggono il capoluogo lombardo
«Ciascuno di noi possiede una mappa ideale del proprio quartiere che lo lega e lo rassicura: è affezionato a un palazzo, a un albero, a un fregio, a un portale, a un’atmosfera che lo seduce, a una tonalità, a quell’humus che lo riconcilia con le cose e con gli uomini e che abolisce qualunque ostilità. Io non posso immaginare il mio quartiere senza l’arco di Porta Romana ben piantato in mezzo alla piazza Medaglie D’Oro. Vigile e trionfante, resiste all’aggressione dello smog, all’eterno fluire del traffico folle e disperato, che lo assedia da ogni lato. Non posso immaginarlo senza le bancarelle del venerdì che invadono le vie Piacenza, Crema, Giulio Romano e le trasformano in un suk dai mille odori e dalle lingue più dissonanti; senza il platano gigantesco  di piazza Buozzi e il liberty che esplode tra via Mantova,  via Verona, via Trebbia, per far festa ai miei occhi». Si muove tra poesia e bellezza, tra ricordo e contemporaneità il libro curato da Angelo Gaccione per i tipi della Meravigli Edizioni, la storica casa editrice che propone ormai da decenni storia e storie della Milano che fu ed è (spingendo a interrogarsi su quel che sarà). Il volume - da cui sono tratte le frasi qui sopra - si intitola “ Milano. Città narrata ” e raccoglie, grazie alla sapiente curatela dello scrittore, una serie di bellissimi interventi “ad hoc” realizzati da alcune delle personalità più in vista della vita culturale meneghina, che raccontano il loro particolare rapporto con alcuni luoghi della città che sentono nel cuore. Si ascolta il vociare dei Navigli dalle parole di Marosia Castaldi («Eppure, a vedere tutta la gente che sciama sulla Ripa di sera o nelle domeniche di sole e di mercato, si direbbe che qui la casa e per strada e non dentro casa»). Ci sono le strade del poeta Franco Loi, che si snodano nei ricordi dei bombardamenti del 1942 intorno a via Teodosio e salgono sui tram che sfrecciavano dalla rimessa, il 3, il 7, il 27,  con le loro storie, le ragazze, i bimbi, le portinaie e l’odore del pane fresco di Carissimi : luighi del cuore, «che hanno segnato la mia anima in quel mare di sogni che è stata la mia città». E poi ancora le piante di via Romolo Gessi di Bianca Pitzorno, con le loro magiche e multicolori fioriture che cambiano secondo le stagioni. La chiusa dell’Incoronata rivissuta dallo scultore Giò Pomodoro in una lettera al fratello. Il gigante di piazza Grandi raccontato da Maurizio Nichetti costruito nel 1936 sopra uno dei primi ricoveri antiaerei della città. E così via con Pier Luigi Amietta, Daniele Carozzi, Pinin Carpi, Carlo Castellaneta, Maria Corti, Lella Costa, Anna Crespi Morbio, Franco Della Peruta, Vivian Lamarque, Lucio Lami, Francesco Leonetti, Grazia Livi, Giancarlo Maiorino, Cesare Medail, Maurizio Meschia, Morando Morandini,  Ferruccio Parazzoli, Ottavia Piccolo, Roberto Piumini, Oreste Pivetta, Arnaldo Pomodoro, Alessandro Quasimodo, Giovanni Raboni, Guido Vergani.  Il tutto è intervallato da schede di approfondimento (scritte da Gaccione) di singoli monumenti o luoghi storici, come la “casa degli Spiriti Magni”, ossia la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, fondata dal cardinal Federigo Borromeo e tempio di cultura e arte, dove i libri superstiti da incendi e devastazioni belliche «sono allineati sotto una cupola luminosa, mentre una galleria di ritratti, santi per lo più e papi e cardinali, vigilano severi o ispirati». Oppure la Casa dei Musicisti, voluta da Giuseppe Verdi e che ne custodisce le spoglie, oggi meta di pellegrinaggio speciale nel bicentenario della Morte del maestro. Un libro utilissimo per viaggiatori curiosi, turisti sognatori e milanesi ignari. Ma anche, e soprattutto, un atto d’amore verso la metropoli meneghina. Da leggere, regalarsi e regalare. Elena Galloni 

Meravigli Editrice -2013-
Pagg. 160 € 15,00
Per acquisto:
Tel. 02-92101849
postmaster@little-italy.eu






Angelo Gaccione
La striscia di cuoio
Viennepierre.edizioni 2008 Pagg. 120  € 12,00 Richieste a: maxluciani@katamail.com Ultime copie disponibili.
"Il capolavoro di uno dei maestri del racconto breve.
Ventiquattro splendidi racconti, amati, premiati, messi in scena"




                                                                                                

                                                         



Angelo Gaccione Manhattan Racconti minimi per il teatro Atelier Onesti 1995 Pagg. 98  Lire 15.000
“ Un libro strano, ad aprirlo, nella sua apparente quasi brutale rapidità, aggressività.  Perché cominciando a leggere si è coinvolti da una rabbia che sembra calcolata, calibrata, tecnicamente organizzata; un vortice di parole che sembra tentino di scrostare con le unghie un muro quasi impenetrabile… Autenticamente un ritmo di rap ; costante, alto, aggressivo nella sua  intransigenza ripetitività… Le parole, rapide, attraversano le labbra come frecce per conficcarsi nel cuore” Roberto Roversi
     

                                              






Angelo Gaccione
L'incendio di Roccabruna
Grisolia editore, 1993
Pagg. 116  Lire 20.000

“Ambientati in un vero paese calabrese, ma dal nome inventato di Roccabruna, questi racconti però, di fatti atroci e  truci (storie di briganti, di vendette, di soprusi, di follie, di ignoranza, di abusi e misfatti del potere, di fanatismi religiosi…), sembrano, per la loro “estremità”, per il loro affollamento o concentrazione di male, rovesciarsi da una verisimiglianza a una inverisimiglianza, dalla realtà alla irrealtà, dalla storia alla favola. Ma se nella favola, come nel più angosciante sogno, alla fine tutto si risolve per il meglio e il rite de sortie del narrante riporta al risveglio, alla realtà liberatoria, qui - proprio perché non siamo nell’ambito della favola - il narratore non opera nessun rito di uscita: eravamo e siamo nell’ambito della realtà, della storia. Per la torbidezza e truculenza quasi irreali di questi racconti, Gaccione ci ricorda due scrittori calabresi ottocenteschi, Biagio Miraglia e Giuseppe Campagna, che ci hanno narrato, anche loro, atroci storie di briganti e di vendette”. [Vincenzo Consolo]



Angelo Gaccione Il sigaro in bocca Bertani editore, 1987 Pagg. 176 Lire 15.000 Il sigaro in bocca
Quando fu pubblicato dall’editore Bertani di Verona nel 1987, Il sigaro in bocca aveva collezionato già diversi rifiuti da parte degli editori, per la sua corrosività, il suo estremismo, il suo taglio apertamente libertario. In verità Gaccione aveva scritto questo libro tra il dicembre del 1981 e il giugno del 1982. Premiato, amato, frainteso, avversato, recensitissimo, Il sigaro in bocca divenne ben presto un libro cult. Gli studenti ne sceneggiavano le scene, il suo titolo, già di per sé allusivo, diventò una specie di tormentone, uno studioso dedicò un libro a questo libro, e qualcuno coniò il neologismo sporgaccione . Da molti frainteso, è invece un libro politicamente coraggioso (c’è una critica al Craxismo, al potere democristiano e a quello comunista) come non si trova in nessun libro di letteratura di quegli anni e che non fa sconti a nessuno. Gaccione ha sempre rifiutato l’etichetta di libro erotico, e lo ha difeso in quanto discorso sull’oscenità dei poteri, di tutti i poteri.



                                                                 


Angelo Gaccione Abitare il cielo (romanzo) Grisolia Editore, 1990 Pagg. 120  Lire 18.000 In appendice uno scambio di lettere fra l’autore e lo scrittore Carlo Cassola Copertina di Gianni Andreasi
Romanzo breve (o “racconto lungo” come lo definisce l’autore), Abitare il cielo  è stato scritto tra il novembre del 1997 e l’ottobre 1998; anni cioè, socialmente e politicamente vivi e conflittuali. Il libro non ha perso nulla dell’urgenza drammatica di voler fare i conti con la crudeltà della nostra storia più recente. In un continuum che va dalla Resistenza alla contestazione operaia e studentesca fino alla soglia della lotta armata. Protagonisti principali: Alberto (intellettuale e partigiano disilluso), Bianca (sua compagna che dopo la morte violenta del figlio Luca entrerà in clandestinità), Luca (studente contestatore). Ma è tuttavia un romanzo corale, dai tratti poetici ed emozionali.


                                                 
Angelo Gaccione Salento mon amour Odissea Edizioni, 2009 Piccola Biblioteca di Odissea Pagg. 32  € 2,00


Un piccolo delicato affettuoso reportage su alcuni dei luoghi più affascinanti della terra salentina. La sensibilità di uno scrittore
innamorato delle sue bellezze, ma soprattutto rispettoso dell’anima della sua gente.



Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio (a cura di Angelo Gaccione) Carlo Collodi Edizioni Nuove Scritture Pagg. 216 € 10 Introduzione, note e cura di Angelo Gaccione Illustrazioni di Valentino Dionisi
L’unica edizione del celebre burattino completamente annotata. “…è al termine di questa sua bontà che ottiene il premio della mutazione: il burattino sarà trasformato in un grazioso giovane ed il libro può chiudere, come tutte le fiabe, col suo consolante e rassicurante lieto fine”. (Dall’introduzione di Angelo Gaccione)

Prina Edizione Angelo Gaccione Lettere ad Azzurra New Magazine Edizioni (1986) Gitti Europa (1991) Edizioni Nuove Scritture (1998) Pagg. 80 € 10,00
Tre edizioni diverse ed in tempi diversi per questo fortunato e bellissimo libretto di Angelo Gaccione, Lettere ad Azzurra, che non cessa di commuovere e ad ammaliare i lettori. Mai uno scrittore uomo aveva affrontato un argomento così femminile come la maternità, mai si era avventurato su un terreno che è di quasi esclusiva pertinenza delle donne. Gaccione lo fa con una sensibilità e una delicatezza straordinarie, e giustamente lettrici e lettori lo premiano. “Mai la scrittura aveva vibrato così intensamente, mai la bellezza si era vestita di tanta semplicità: qui è la vita stessa che                                                              canta”

Seconda Edizione
Terza Edizione


                                            





Carlo Cassola - Angelo Gaccione Disarmo o barbarie A cura di Bruno Zanotti New Magazine Edizioni, 1984 Pagg. 216 Lire 12.000
Scritto a quattro mani, Disarmo o barbarie contiene una serie di scritti dei due più noti teorici e antimilitaristi italiani: Carlo Cassola e Angelo Gaccione. In appendice l’elenco delle industrie belliche italiane, divise regione per regione. Di grande interesse la postfazione al volume del Giornalista del “Corriere della Sera” Cesare Medail.
                                                  




Angelo Gaccione (a cura di) L’albero di Tyburn La pena di morte e gli intellettuali Shakespeare & Company, 1984 Pagg. 128, Lire 10.000
Libro militante questo contro la pena di morte curato e fortemente voluto da Angelo Gaccione, nasce al termine di una campagna di stampa per impedire la reintroduzione in Italia della pena capitale, sollecitata dal partito neofascista di Giorgio Almirante, l’MSI. Fra i preziosi contribuiti presenti in questo libro, il premio Nobel per la fisica Anfrej Sacharov, Amnesty International, Mario Capanna, Andrea Zanzotto, Roberto Guiducci, Carlo Cassola, Alfonso Leonetti, Pio Baldelli, Arialdo Banfi, Agostino Viviani, Umberto Marzocchi, Franco Catalano, David Maria Turoldo, Ernesto Balducci, Cesare Medail e tanti altri.


                                                     








Raffaele Crovi - Angelo Gaccione L'immaginazione editoriale Personaggi e progetti dell’editoria italiana del Secondo Novecento Aragno Editore 2001 Pagg. 256 € 15,49

Uno scrittore, (Raffaele Crovi) testimone e protagonista dell’editoria del Secondo Novecento, stimolato da un altro scrittore, (Angelo Gaccione) racconta e si racconta. C’è il suo percorso di narratore, il suo lavoro culturale, il suo lavoro editoriale. Ne viene fuori una panoramica dettagliata e minuziosa dal dopoguerra in poi, dentro cui ci sono gli uomini, i libri, gli editori, le vicende, che hanno segnato la storia della cultura italiana. Ci sono Vittorini e Calvino; Gadda e Montale; Garzanti e Mondadori, Einaudi e Rusconi; Mursia e Boringhieri; le riviste e la Rai. Ci sono aneddoti, vicende, curiosità; c’è quanto serve a un “costruttore” di libri; c’è la mappatura documentata ed estrosa di tutto ciò che riguarda l’immaginazione editoriale. Insomma un libro che non dovrebbe mancare sul tavolo di chiunque si interessa di libri, di chiunque ama i libri.



                                               





Carlo Cassola   L’orologio della paura A cura di Carla Zanotti New Magazine Edizioni,1989 Pagg. 128, Lire 20.000 Fortemente voluto e ‘confezionato’ da Angelo Gaccione, questo libro uscito postumo, come omaggio allo scrittore pacifista Carlo Cassola, con cui Gaccione ha condiviso un lungo sodalizio disarmista, si articola attorno a quello che Gaccione ha definito “il testamento morale dell’autore de La ragazza di Bube ”. È una registrazione su cassetta che Gaccione conserva nel suo archivio, e da cui è ricavato il testo qui riprodotto con il titolo “La guerra atomica”. Il libro è arricchito da scritti di: Ernesto Balducci, Luigi Compagnone, Angelo Gaccione, Roberto Guiducci, Alberto Malliani, David Maria Turoldo, Bruno Zanotti, Carla Zanotti. La copertina è stata disegnata dall’illustratore francese Xavier Poiret.
“Il vero patriottismo consiste oggi nel voltare le spalle al nazionalismo e distruggere le Forze Armate. Essendo un patriota italiano, io vorrei che fosse il mio popolo a dare agli altri l’esempio più luminoso della storia…”                                                          [Dallo scritto di Carlo Cassola]



                                                 







Angelo Gaccione (a cura di) Un grande amore e altre storie Introduzione di Mario Spinella La Spiga – Editrice Meravigli, 1985 Pagg. 170, Lire 20.000
Ventidue narratori per questo elegante volume di racconti cartonato e addirittura con una fascetta incisa in oro per la copertina, curato da Angelo Gaccione, come strenna 1985. Magnificamente introdotto da Mario Spinella, fra gli autori presenti ricordiamo: Carlo Cassola, Primo Levi, Goffredo Parise, Carlo Castellaneta, Dacia Maraini, Vincenzo Pardini, Ugo Dessy, Alberto Bevilacqua, Angelo Gaccione, Adele Cambria,Domenico Campana, Matilde Cassano, Fabrizio Chiesura,Lucia Deudy Dembi, Franco Fava, Davide Lajolo, Nino Majellaro, Piero Sanavio, Goliarda Sapienza, Bruno Zanotti, Giuseppe Pederiali, Fernanda Pivano.

                                                   







Angelo Gaccione Il calamaio di Richelieu Edizioni Nuove Scritture, 1989 Pagg. 64, Lire 10.000
I pensieri, le divagazioni, le invettive, di uno dei nostri scrittori più anticonformisti. I paradossi e le elucubrazioni del più insolito e libertario di essi.
                                                               



Angelo Gaccione Il magico negli occhi Squilibri s.i.p. Pagg. 80 Lire 10.000 Una piccola antologia poetica di 80 pagine con i nomi di appena 16 poeti, una copertina disegnata appositamente dal pittore Ernesto Treccani e una nota introduttiva dello scrittore e critico marxista Mario Spinella, questo è Il magico negli occhi. Spinella sottolinea l’audacia degli accostamenti del curatore Angelo Gaccione: accanto al poeta siciliano Ignazio Buttitta c’è Zanzotto, e accanto ai poeti più giovani (Argnani, Brugnaro, Marini e lo stesso Gaccione), ci sono Fortini, Roversi, Majorino.





Angelo Gaccione Perché duri la memoria Immagini di Acri dalla fine dell’Ottocento alla fine del Novecento New Magazine Edizioni, 1987 Pagg. 128 Lire 20.000Perché duri la memoria
Un omaggio alla città di Acri (Cosenza) attraverso 118 foto in bianco e nero ed a colori. Alcune brevi notizie storiche e un pensiero dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia, sul fascino della fotografia.
                                                     



Carlo Cassola Il diritto alla sopravvivenza Introduzione di Roberto Guiducci Premessa di Angelo Gaccione Eurostudiopocket, 1982 Pagg. 128, Lire 5.000
Il volume raccoglie una serie di scritti pacifisti di Carlo Cassola apparsi su due grandi quotidiani italiani: il “Corriere della Sera” dal 25 settembre 1976 al 23 novembre 1978, e “La Stampa” dall’11 gennaio 1979 all’8 ottobre 1990.
“L’Italia si è svenata e continua a svenarsi per fare una politica militare priva di qualsiasi giustificazione…”                                                      [Da uno scritto di Carlo Cassola presente nel volume]




                                                       





Angelo Gaccione
Milano la città e la memoria
Ventidue protagonisti della cultura raccontano e si raccontano
Vennepierre.Edizioni, 2001
Pagg. 288, € 18,00
Copertina di Giovanni Frangi

Questo prezioso volume raccoglie la voce di scrittori, poeti, artisti, ed intellettuali che sono parte integrante della storia culturale della città, e che hanno contribuito a renderla più ricca e vitale con la loro intelligenza e creatività. Gaccione li stimola, li provoca e senza mai prevaricare; conduce le conversazioni con i suoi interlocutori, con abile e consumata maestria.

“Milano vista come un essere pulsante, in continua metamorfosi, dove il passato conserva presenze indelebili nella memoria e il presente appare un tempo senza consolazione…”
Corriere della Sera

Gli autori con cui Gaccione conversa in questo libro sono:
G. Afeltra, E. Baj, C. Bo, G. Bonura, C. Castellaneta,
V. Consolo, M. Corti, R. Crovi, G. Dorfles, L. Erba,
G. Gramigna, G. Lagorio, F. Leonetti, N. Majellaro,
O. Ottieri, F. Parazzoli, F. Pivano, G. Pontiggia, G. Raboni,
G. Ravasi, L. Romano, A. Schwarz.

                                                                  
Angelo Gaccione La città narrata -Le vie, le piazze ed i quartieri di Milano raccontati dai suoi poeti, scrittori, artisti, giornalisti ed intellettuali- Viennepierre.Edizioni, 1a Ediz. 2001, 2° Ediz. 2002, 3° Ediz. 20049 Pagg. 350, € 18,00 Copertina di Emilio Tadini
Dalla voce di settantatré autori diversi per cultura, stile e sensibilità, l’affresco vivo e appassionato della nostra città.
Tre edizioni per questo corposo, affascinante e amatissimo volume, che ha ottenuto anche una grande attenzione da parte della stampa quotidiana .
Fra gli autori presenti nel volume: Livio Garzanti, Giovanni Raboni, Emilio Tadini, Guido Vergani, Fulvio Papi, Ugo Volli, Rossana Bossaglia, Milo De Angelis, Pinin Carpi, Arnaldo e Gio Pomodoro, Carlo Castellaneta, Giampiero Comolli, Maria Corti, Lella Costa, Giuseppe Bonura, Anna Crespi Morbio, Angelo Gaccione, Cesare Medail, Raul Montanari,   
Lella Ravasi Bellocchio, Bianca Pitzorno, Roberto Piumini Tomaso Kemeny, Donatella Bisutti, Gina Lagorio, Filippo Crivelli, Nicola Crocetti, Franco Della Peruta, Vivian Lamarque, Grazia Livi, Franco Loi, G. Majorino, Ottavia Piccolo, Sergio Pautasso, Andrea G. Pinketts, Giuseppe Pontiggia, Alessandro Quasimodo, Ugo Ronfani e tanti altri.



                                                             

Angelo Gaccione (a cura di) Poeti per Milano -una città in versi Viennepierre.edizioni, 2002 Pagg. 416 € 18,00
Scrive nella quarta di copertina Angelo Gaccione: “Sono i poeti del Novecento che abbiamo voluto ascoltare, il coro dissonante della loro voce a volte tenera, a volte aspra, a volte algida e tagliente, a volte materna, a volte matrigna. Contraddittoria e vitale, com’è in fondo questa città”. Ricerca ampia e corposa questa di Gaccione, che documenta l’intenso rapporto fra i poeti italiani del Novecento e la città Meneghina. Sono presenti quasi tutti i grandi poeti italiani più noti, arditamente accompagnati da autori meno noti, ma tutti legati a filo doppio a questa città. Volume di successo, ha rapidamente esaurito l’intera tiratura.


                                                     





Angelo Gaccione (a cura di) Milano in versi -una città e i suoi poeti- Viennepierre Edizioni 2006 Pagg. 190 € 13,00
Quasimodo, Ungaretti, Zavattini, Testori, Turoldo, Raboni, Fortini, Rebora, Saba, Sinisgalli, Gatto, Sanesi Merini… Dai versi di centoventiquattro poeti del Novecento, scomparsi e viventi, il ritratto dei mille volti di Milano: gli umori, gli amori, la nostalgia, il mutamento, le sue atmosfere, la sua ferocia, il suo incanto. Un prezioso lavoro di ricerca questo di Angelo Gaccione, che mostra quanto il rapporto dei poeti con la città meneghina, sia stato intenso e proficuo.


                                                   





Autori Vari Testimonianze In ricordo di Vanna Massarotti Piazza Viennepierre. Edizioni 2013 Pagg. 204 Edizione fuori commercio
Fortemente voluto dal nipote Ettore Buccianti, questo libro raccoglie preminentemente le testimonianze o il ricordo di un nutrito gruppo di autori della Casa Editrice Viennepiere fondata e diretta fino alla morte, avvenuta nel marzo del 2010, da Vanna Massarotti. Autori, che come ho scritto in un mio ricordo, finivano per diventare amici di Vanna, e proprio sul filo dell’amicizia e dell’affetto si muovono questi ricordi, disegnando dell’intraprendente editore milanese un ritratto umano e affettivo, prima ancora che culturale ed intellettuale. Fra gli autori presenti: Angelo Gaccione, Maurizio Meschia, Pier Luigi Amietta,Sando Bajini, Adamo Calabrese, Graziella Bernabò, Alessandra Paganardi, Donatella Bisutti, Giorgio Cosmacini, Anna Crespi Morbio, Onorina Dino, Paolo Maria Di Stefano, Giovanna Ferrante, Giovanna Ioli, Fulvio Papi, Silvio Riolfo Marengo, Camilla Salvago Raggi, ecc.  
                                                                                                                     
   
Angelo Gaccione         La Maschera Edizioni Cultura Libertaria, 1978 Pagg. 96 Lire 15.000 Questo libro di poesie è la seconda fra le pubblicazioni di Gaccione. Raccoglie testi poetici scritti fra il 1970 e il 1978. I temi trattati sono fra i più diversi: da quelli amorosi a quelli più esistenziali, da quelli indignati a quelli di aperta protesta libertaria. Gaccione considera i suoi due primi libri ( Il poeta militante e La Maschera ) come un apprendistato poetico necessario, al di là degli elementi retorici ed ingenui pur largamente presenti. Da quei due libri in poi, egli dirà: “Quello che ho imparato, nel mio lungo percorso di scrittore, è come non devo , scrivere”.



                                                                


Angelo Gaccione Il poeta militante Il poeta militante Ed. De Vincenti, 1976 Pagg. 72 Lire 1.000

È con questo libro di poesie politiche che inizia l’esordio letterario di Gaccione. Un amore, quello per la poesia, mai venuto meno, e che lo accompagnerà per la sua intera esistenza di scrittore, anche se la pubblicazione di testi poetici in volumi, sarà molto controllata. Suoi testi appariranno su riviste o in antologie collettive, preminentemente. Nati in un contesto storico interno ed internazionale molto duro, l’autore non li rinnegherà, e li considererà parte di un sentire collettivo, di cui è stato parte attiva.


                                                           




Angelo Gaccione (a cura di) Sguardo al Novecento italiano Odissea Edizioni, 2011 Pagg. 72 s.i.p.

Catalogo realizzato in occasione della mostra al Castello Sforzesco di Vigevano, Seconda Scuderia, dal 29 Ottobre al 27 Novembre 2011, in cui furono esposte le opere di 54 pittori e scultori, provenienti da una collezione privata. Gaccione ne ha scritto anche la nota introduttiva.


                                                   


Autori Vari Bring us together Uguaglianza delle differenze un percorso d’arte per l’incontro delle culture
Associazione Culturale Ach/cidentale Comune di Milano 1990 Pagg. 130 s.i.p.
Il catalogo mette insieme artisti italiani e stranieri, opere pittoriche, testi poetici e fotografie. Angelo Gaccione ne ha scritto l’introduzione.
“Un evento che affida la sua importanza alla tensione etica, alle motivazioni ideali e morali che mette in campo, Un evento che lancia una sfida, un messaggio culturale chiaro, che intende allungare una mano a tutti coloro che in una situazione culturale ed estetica di completo stallo, di silenzio, di disimpegno dai grandi temi contemporanei ed internazionali, hanno rinunciato ad ogni pratica artistica collettiva e di solidarietà, ad ogni rapporto con il divenire della realtà, e si sono condannati ad una pratica individuale incapace di incidere dentro la cultura di questo nuovo decennio che si è aperto”. Angelo Gaccione 

                                                             




Giuseppe Bonura Opere -1995-1998 Edizioni Nuove Scritture, 1998 Pagg. 60 Lire 20.000




Il catalogo raccoglie una serie di opere artistiche dello scrittore e critico letterario Giuseppe Bonura. Curato da Gaccione, il volume contiene uno scritto dello stesso Bonura, uno di Maurizio Cecchetti e uno di Gaccione dal titolo “Una concreta astrazione”.



                                                                





Max Hamlet Sauvage Exposition  (2000) Pagg. 24 s.i.p



Il catalogo contiene 19 tele che l’artista ha realizzato nel corso dei suoi soggiorni nel sud della Francia. In quei luoghi (a Hyères, a Bargemon, nel dipartimento del Var, a Belgentier) egli ha esposto in diverse occasioni. Il libretto è accompagnato da un testo di Angelo Gaccione tradotto anche in francese, dal titolo “La calda luce di Provenza”.



                                                                   



Luke Andrews
Milano e la Toscana Opere dal 2006 al 2007 Edizioni Odissea, 2007 Pagg. 36 s.i.p.



Il catalogo raccoglie una serie di dipinti del giovane pittore americano, dedicati a Milano (Milano fantastica) e alla Toscana (Ricordi della Toscana). Angelo Gaccione ha scritto le due note che accompagnano entrambe le sezioni.


                                                                   





Vannetta Cavallotti Bambini di Beslan Tipo Stampa Moncalieri (Torino) 2009 Pagg. 48 s.i.p.

Il catalogo-libro contiene opere pittoriche che l’artista siciliana dedica ai bambini massacrati durante l’assalto alla Scuola Numero 1 di Beslan, una cittadina caucasica dell’Ossezia del Nord, da parte dei corpi speciali russi. La scuola era stata presa in ostaggio da guerriglieri ceceni. Tutte le opere sono accompagnate da testi poetici di autori italiani. Angelo Gaccione è presente con il  testo poetico “ La classe morta ”.

                                                                 






Angelo Gaccione Gianni Andreasi Edizioni Nuove Scritture, 1990 Pagg. 48 s.i.p.
La monografia contiene opere del pittore veneto, dal 1975 al 1989.


                                                                       



Angelo Gaccione Gianni Andreasi Edizioni Nuove Scritture, 1994 Pagg. 64 s.i.p.
Il catalogo presenta opere dell’artista veneto, dal 1974 al 2004. Questa volta il volume non contiene un testo critico, ma un racconto di Gaccione dal titolo “Delirio”. Questo racconto, con le necessarie modifiche, compare nella raccolta di racconti “ La striscia di cuoio ”.



                                                             




Angelo Gaccione (a cura di) La crisi della ragione e le ragioni della cisi Gli anni ’80 fra caduta della razionalità e incubo nucleare
Edizioni Nuove Scritture, 1987 Pagg. 80 Lire 12.000
Un nutrito gruppi di intellettuali italiani, riflette sugli anni Ottanta. Assieme a Gaccione, Arena, Baj, Baldelli, Bàrberi Squarotti, Bettarini, Brindisi, Canestrini, Guiducci, Majellaro, Mangano, Munari, Papi, Pivano, Porta, Spinelli, Treccani, Zanotti.




                                                               







Angelo Gaccione (a cura di)  Addio a Proust Editrice Meravigli -La Spiga- 1982 Pagg. 110  Lire 7000
L’antologia contiene testi poetici di molti autori, fra i quali: Argnani, Brugnaro, Bettarini, Cara, Curto, Dell’Arte, Fortini, Gaccione, Guiducci, Lamarque, Loi, Marini, Piersanti, Ravizza, Roversi, Tucci, Vaccaro, Zanzotto e diversi altri.





                                                     





Angelo Gaccione (a cura di) Il viaggio Edizioni Nuove Scritture, 1997 Pagg. 170  lire 20.000
Il volume comprende racconti di Bisutti, Bonura, Comolli, Consolo, De Martino, Gaccione, Lagorio, Majellaro, Maraini, Petrignani, Pontiggia, Prisco, Rugarli, Strati, Tadini.
“ Quindici narratori italiani contemporanei fra i più interessanti, alle prese con un affascinante viaggio narrativo attraverso la splendida e difficile arte del racconto breve ”.






                                                 





rrojándome ácido en la cara, dejándome sin ver durante dos semanas. Por primera vez me quebré. Entre sueños vi a mi padre recordándome sus palabras de jamás hablar. Estaba tan hecho trizas que me llevaron a la Clínica Alemana, y de vuelta en Tres Álamos empecé a ver de a poco. El doctor Leiva hizo que mi cama quedara al lado de la suya. Yo deliraba toda la noche.”

A los dos meses Avercio fue llevado al Consejo de Guerra junto a José Carrasco, Nelson Aramburu, Víctor Toro, Víctor Muñoz Urrutia, ‘El Paine’, y tres prisioneros más. Los esposaron y fueron arrojados a una especie de microbus. Posteriormente se presentó un vehículo y preguntaron cuál de todos era el ‘Indio’. Allí lo encadenaron, lo echaron adentro del auto y “yo pensé que era el fin”. Llegó a la Fiscalía donde se encontraban los demás y a las 02:30 de la madrugada lo hicieron ingresar a la sala. Ahí estaba el coronel Cristian Labbé (actual alcalde de Providencia, en Santiago de Chile).

“Me dijo que estaba cansado y que no daba más. ‘Te devuelvo a Villa Grimaldi, te mando a fusilar, o me dices la verdad. ¿De quién son estas armas?, me interrogó. Yo respondí que mías. Y de nuevo: ‘¿Dónde está Miguel?’ Yo repliqué que Miguel Enríquez había caído  en un enfrentamiento, combatiendo, como un verdadero comandante de la revolución. Y si quería, ahora le podía decir dónde estaba.”

 La resurrección

Labbé casi le dio 200 años de presidio y Avercio, de Tres Álamos fue trasladado a Puchuncaví, y en la amnistía de la tiranía dictada en 1978, fue  expulsado del país. Eran 16 los de su grupo. Ahí recién supo que su mujer había perdido al hijo que esperaba y que estaba en Inglaterra. De Santiago, partieron a Buenos Aires, luego a Paraguay, y por intervención de la Iglesia, los dejaron en Río de Janeiro donde estaba la Dirección del partido, que lo envió a Suecia. Allí fue apadrinado por un sindicato de trabajadores. Lo atendieron en un hospital, le arrancaron esquirlas de bala que tenía en la cabeza, y las balas que agujereaban sus piernas.

“Al tiempo me visitó Andrés Pascal para decirme que tenía que irme a Cuba”, reseña Avercio, “allá me trataron tres meses sanitariamente y luego partí a Punto Cero a unos cursos. Más tarde me tomó el G8 donde estudié Inteligencia. Me fui a la Unión Soviética, regresé a Checoslovaquia y de ahí viajé a Nicaragua a pelear contra la contra en el Frente Sur. A los dos meses me hicieron viajar a Francia, y la Dirección me envió a Chile. Pascal me comunicó que el partido estaba quebrado económicamente y que debía encargarme de un equipo para realizar actividades de refinanciamiento de la organización. En Chile, esas iniciativas complejas y riesgosas resultaron un éxito. Regresé a Francia con mi gente después de sus realizaciones y me aguardaba otra tarea: ingresar a las fuerzas que iban a insertarse en Neltume (por la cordillera desde Argentina) y Nahuelbuta (por el Golfo de Arauco) para iniciar la lucha guerrillera contra la dictadura militar. De retorno al país, reconectamos al partido que h!`xX.;@R en el área militar el cargo de ayudante suplente de Arturo Villavela, después de ‘José’. Y otra vez el partido estaba desfinanciado, en medio del regreso al país de un gran numero de compañeros que participarían en la guerrilla del sur. ¿Pero, cómo una cantidad más que importante de recursos había desaparecido en 6 meses? Otra vez tuve que ingeniármelas para refinanciar la operación.”

En 1981 había fracasado el proyecto guerrillero, con un enorme saldo en vidas preciosas, y la represión le pisaba los talones a Avercio en Santiago. Él se emparejó con Nina que ya tenía una pequeña hija, y  con quien tuvo un hijo. Ella pasó a la clandestinidad donde nació Miguel Ernesto. Entonces la represión descubrió su casa en calle Bellavista con Dardignac, donde tuvo que repeler un ataque. Más tarde, los encontraron en otra vivienda ubicada en calle Bolivia, en El Salto; y después otra casa en Valdivieso, arriba del cerro, donde Avercio debió resistir con armas más pesadas para sacar a la familia con vida. “Nina siempre fue muy valiente”, dice Avercio mientras se bebe un vaso de agua de un trago.

 El quiebre

Finalmente, Avercio salió del país para regresar tres meses después, y ya las cosas “estaban hechas un desastre”. Habían matado a Villavela, a ‘José’ (oficial Montonero), al chico Palma. Viajó a Argentina donde se le había pedido a Nelson Gutiérrez que se hiciera cargo de las fuerza militar del MIR en Chile, pero él no quiso. Y en 1983 se efectúa un activo o Congreso donde se quebró el partido entre Andrés Pascal, y Nelson Gutiérrez con Hernán Aguiló.

“Nuestros propios errores nos llevaron a la debacle del partido”, piensa en voz alta Avercio, “para mí, los miristas en el extranjero no quisieron asumir sus tareas en Chile; y los que estábamos en Chile, no tuvimos la capacidad suficiente para revertir la crisis. Yo me quedé con Pascal, y gran parte del Comité Central, con la idea de no exponer más vidas y tratar de reorganizar el partido. Con el tiempo me volví a reunir con Pascal y otros compañeros, también en Argentina, donde ya se veía el tipo de salida que tendría la dictadura. Yo el 80 había obtenido la nacionalidad sueca, cuestión que me salvó de la policía alemana en un viaje en tren donde llevaba dinero y propaganda. En 1984 ya me descolgué de toda vida militante y me interné en Chile por el paso de Los Libertadores. Me mantuve clandestino hasta el gobierno de Aylwin.”

 La venganza político –criminal y la justicia necesaria

 Cuando el sobrino de Avercio, el joven Ricardo Parra lea la presente crónica, conocerá por primera vez los hechos que terminaron con la venganza política y las causas profundas que gatillaron las torturas policiales que mataron a su padre en 1991. También sabrá de las andanzas detalladas de su único tío, ese a quien tanto pregunta por qué no hay justicia para su padre. Porque Ricardo padre no sólo fue víctima de torturas atroces bien documentadas, siendo un minusválido. Él jamás militó en partido alguno antes, durante o después de la dictadura.

El dolor tiene de silencio y de misterio. Y también la justicia debe tener su hora y su plaza. Avercio Parra Flores, militante revolucionario en la Unidad Popular, sobreviviente de la resistencia contra la dictadura más feroz de la historia chilena, y hoy, dirigente sindical,  piensa que las cosas no pueden guardarse en un baúl en la hondura rotunda de Arauco. Su familia tiene sed de justicia. Y sólo rescatando la memoria auténtica de las motivaciones perversas y políticas que terminaron con la muerte de Ricardo Parra Flores, podrá mirar el futuro sin tanto tormento.

Abril 24 de 2011

 “Que todos sepan la verdad”, dice Avercio, y sus ojos mapuche dicen también que no cejará de luchar hasta que exista justicia para su hermano y para los pobres de la Tierra.

“Que todos sepan la verdad”, dice Avercio, y sus ojos mapuche dicen también que no cejará de luchar hasta que exista justicia para su hermano y para los pobres de la Tierra.

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2011/04/23 · 11:07 AM

MENOS TRES O MÁS SIETES HE AHÍ EL DILEMA

El Gobierno de la coalición por el cambio, donde se expresan los partidos de la ultra derecha chilena admiradores del legado del criminal Augusto Pinochet y otros referentes como los ex Concertacionistas que formaron el partido Chile Primero y el ala de derecha del partido Demócrata Cristiano; son la base de sustentación del Gobierno del señor Piñera.

Ha cumplido un año dirigiendo el destino de un país donde el desarrollo capitalista cumbre como una costra privatizadora todo el que hacer social de la sociedad chilena: Después de treinta siete años el neoliberalismo de mercado desregulador (como dice el gran poeta Armando Uribe), goza de buena salud y no se ve a corto o mediano plazo una alternativa por parte de la clase trabajadora y de sus organizaciones políticas, para dotar al pueblo trabajador de un proyecto de transformaciones sociales, económicas y políticas.

Las razones de este vacío de conducción  es producto de un debilitamiento galopante de la lucha de clase, producto de la modificación del aparato productivo del país; de la jibarización   evidente del proletariado textil, del cuero y el calzado, metalúrgico, metalmecánica y del combatiente proletariado del carbón, este proletariado clásico organizado fuertemente en su federaciones y Confederaciones en permanente lucha reivindicativa, lograron importantes avances en sus demandas, aunados un componente de identidad de clase. Con la implementación del modelo económico neoliberal en la época de la dictadura militar y el posterior desarrollo de dicho modelo por parte de los cuatros Gobiernos Concertacionistas, fueron modificando la estructura de la clase obrera, de un proletariado productivo pasamos a un proletariado de servicios; este trabajador asalariado de grandes tiendas, de supermercados, financiero, aparato burocrático del Estado y empleados de cientos de oficinas dedicadas a mantener el estatus quo  neoliberal, fue en forma paulatina perdiendo su identidad de clase y sobretodo su conciencia de clase.

Otro motivo es la evidente paz social en la cual esta sometida el conjunto del pueblo trabajador. Estamos en presencia de una clase trabajadora bastante disciplinada, producto de diecisietes años de terror dictatorial y del inmovilismo en el cual quedo en 20 años de Gobiernos Concertacionistas.  La falta de voluntad, el nulo deseo de organizarse, la apatía hacia los débiles sindicatos, el poco interés de aglutinarse  o de demostrar su descontento, su  malestar por la situación en la cual esta sometido; las deudas, los bajos salarios, el sistema aberrante del transporte público, la precariedad en la salud, y la mediocre educación que les entregan a sus hijos; el endeudamiento que supera hasta diez veces su salario mensual , la tarjeta “presto” del supermercado, la tarjeta de las grandes tiendas, el endeudamiento no solamente hipotecario también el de tipo de consumo, con su altas tasa de interés en muchos de sus casos de naturaleza eminentemente usurero, transforman al trabajador en un ente autómata, que ha perdido su total capacidad de revelarse o mínimamente de protestar para modificar aun que sea en forma leve su situación de trabajador explotado.    Se levanta y se acuesta con el vocablo deudas y más deudas a este trabajador de cuello y corbata lo persigue la muerte pero no es la muerte de la Divina Comedia del gran  Dante; está es la muerte neoliberal ataviada de intereses y más intereses. Que golpea su puerta una vez por semana que interrumpe la tranquilidad del hogar a través del sonido del teléfono o lo casa con misivas que lleva el cartero; carta que ya no hablan de amor si no lisa y llanamente de fechas para pagar la deuda del Banco, de la casa comercial, o del kilo de pan que compro con su tarjeta “presto” Este trabajador alienado, enajenado y aburguesado   le pasa todo por el lado;  Su indiferencia se demuestra en forma clara cuando viajando en un micro para su hogar después de estar más de 10 horas en su trabajo mira totalmente escéptico la protesta de un puñados de manifestante protestando por la alza del transporte público. Engels en una carta a su compañero Marx señala con bastante claridad el giro que esta tomando la clase obrera inglesa—“El proletariado Inglés se está aburguesando cada vez más de manera tal que ésta, la más burguesa de las naciones, aparentemente tiende a poseer una aristocracia burguesa y un proletariado burgués además de una burguesía. Para una nación que explota a todo el mundo, esto se justifica naturalmente hasta cierto punto   ” (correspondencia entre Marx y Engels edit. Problema pag. 133).   

LA METAMORFOSIS DEL PROLETARIADO CHILENO:

Chile se caracterizo por tener una clase obrera  muy bien organizada en sus sindicatos y una central de trabajadores bastante poderosa. El núcleo duro de su clase dirigente con un alto grado de politización y de conciencia no solamente de clase sino también política otro hecho que contaba con una positiva legislación laboral producto de la incansable lucha de los trabajadores organizados, que le fueron sacando en forma paulatina reivindicaciones sociales, económicas y políticas, al Estado chileno, esto llevo en forma acelerada que el país se transformaran en la nación más capitalista de América Latina llegando en muchos casos ha tener una legislación laboral de país desarrollado; todo este proceso de asenso del bajo pueblo trabajador, se corono con el triunfo del candidato popular en las elecciones del año 1970; usando una frase de Marx el proletariado chileno sembró dragones y cosecho dragones, desde la década del 40 hasta el triunfo de la Unidad Popular: Con el Avenimiento de la dictadura militar y los 20 nefastos años de los Concertacionistas, el proletariado fue entrando en una metamorfosis , donde su eje de desarrollo se fue modificando, de un proletariado industrial; aun proletariado de servicios, de un obrero de overol a un obrero de cuello y corbata y este hecho genera cambios bastantes significativo en la composición de la clase trabajadora de nuestro país, se pierde su identidad de clase, este trabajador asalariado del comercio, o financiero, no se siente parte de la clase obrera, cuando muchas veces es más  explotados que el obrero de la construcción; este obrero de cuello y corbata se considera de clase media, entra en un paulatino proceso de desclasamiento, corto el cordón umbilical que lo une a la rica experiencia de sus padres y abuelos que se la jugaron por un proyecto de transformación social. El proletariado en el año 1970 sembró dragones en el año 2011 cosecho lagartijas.

Volvamos con  el señor Piñera. Los Concertacionistas corrupto y degenerados, están convencidos que  las elecciones del 2014 tendrán de nuevo al hija del General o a ese señor Lago que comenzó en forma humilde como él se caracteriza, su campaña al palacio de la Moneda, tengan cuidado se pueden romper lo dientes, pero cual es el desesperado afán por volver a la moneda de estos señores príncipes del neoliberalismo criollo. ¿Será porqué son  una alternativa distinta a la Alianza por Chile?  ¿O tal vez sus fondos de reservas que lograron  acumular en 20 años de Gobiernos corruptos, no les alcanza para llegar al año 2014? O simplemente se auto arrogan  los señores de la guerra neoliberal, elegidos por el imperialismo Yanqui para administrar los intereses de las 5 familias más poderosas de este largo país. Porqué en lo esencia entre Bachelet, Lagos,  Frei, Aylwin  y el señor Piñera no existe ninguna diferencia en materia económica, o en conceptos axiológicos, estos señores neoliberales están de acuerdo que la riqueza se acumule en un polo, en su clase burguesa y la pobreza se acumule en el otro polo, la clase trabajadora. Pero seamos justos si existe una diferencia el señor Lagos junto a la señora Bachelet, ellos son agnósticos (no pueden demostrar la real existencia de las cosas, es decir dios existe y al mismo tiempo no existe), como decimos en buen chileno estos personajes “no son ni chicha ni limonada”. Mientras que los otros tres son fervientes católicos, respetuosos de los mandamientos eclesiásticos y obedientes de las enseñanzas morales de los señores prelados.

Por lo tanto la Concertación no ha podido recuperarse del nocaut que le dio el piñerismo, llega hacer patético todavía estos señores se preguntan cual fue el motivo por el cual perdieron las elecciones. Es tán asqueroso el accionar de estos personajes; el grupo llamado “Océanos azules” se proponen refundar la Concertación; un nuevo referente titulado en forma pomposa “de centro izquierda” para ganarle al candidato del piñerismo.- el típico viejo concepto de que “todo cambie para que todo siga igual”.- Estamos en presencia de un escenario de alternancia en la administración del aparato del estado, gobierna tú mientras nosotros descansamos del descontento popular producto de las medidas económicas anti populares y cuando el bajo pueblo se canse de la vieja derecha pinochetista, venimos nosotros a imponer por medio de la mentira, el engaño y la sinvergüencería, nuevo estilo de gobernar y los mantenemos por 20 años más en una paz social, para eso contamos con nuestros amigos Socialistas esos puercos renovados y nuestros sirvientes de la amarilla CUT dirigido por este hermano falso de los trabajadores el señor Martínez.

En términos rigurosos la concertación no es oposición, como de la misma forma los partidos de la Alianza por Chile no lo fueron en 20 años de Gobierno Concertacionista, lo concreto es que existe una permanente colaboración, cogobierno,  entre ambas coaliciones, en la forma como elaboran las leyes, en la administración de la justicia, en los acuerdos férreos para mantener sus privilegios, las mediadas represivas que toman para neutralizar el movimiento mapuche y las protesta social de los pobladores,  estudiantes y trabajadores. Por lo tanto cuando se enfrentan dos proyectos análogos entre la Concertación y la Coalición por el cambio, donde en todo lo aspecto existe coincidencia, sobretodo en materia económica, resulta triunfante en la guerrilla electoral el partido de Gobierno. De todas maneras el piñerismo pasara su prueba de fuego en las Elecciones Municipales.   Pero dejemos por un momento la política burguesa y hablemos de nosotros de seguir lamentarnos de la leche derramada, las lagartijas deben transformarse de nuevos en dragones y esos dragones proletarios deben nuevamente asumir un sus manos la responsabilidad de dotarse de un programa revolucionario y socialista para tirar al tarro de la basura al sistema capitalista neoliberal, ante los nuevos desafíos y los cambios experimentados en el seno de la sociedad civil, necesitamos nuevas ideas, un nuevo programa revolucionario, donde por supuesto debe haber una nueva clase trabajadora, como decía José Carlos Mariátegui. “No queremos, ciertamente que el socialismo sea en América ni calco ni copia. Debe ser creación heroica. Tenemos que dar vida, con nuestra propia realidad, en nuestro propio lenguaje, al socialismo indo americano”.

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